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La salute a tavola, strategie e correzioni alimentari | Wellness Revolution, la nuova rubrica su benessere, sport e molto altro


Oggi, per la nostra consueta rubrica settimanale Wellness Revolution,  ci occuperemo dell’alimento più discusso e utilizzato sulle tavole degli italiani: la carne. Questo alimento è stato tutt’oggi oggetto di molte  divisioni di pensiero tra esponenti importanti della medicina come il prof. Berrino e il prof. Calabresi, sostanzialmente tra vegani e non. Viene affermato che da una parte le proprietà nutritive della carne, quasi insostituibili ,non avrebbero particolari effetti nocivi sulla salute dell’uomo, mentre dall’altra si attribuiscono ad essa l’insorgenza di varie malattie, neurologiche, metaboliche, tumorali.

Il problema di fondo sta nel fatto che la nostra industria agricola alimentare non e’in grado di garantirci una qualità e genuinità del prodotto, a causa del tipo di allevamenti, mangimi, inquinamento. Sicché mangiando questo tipo di carne potremmo sabotare le nostre cellule con chiari risvolti di potenziali danni cardiaci, cancro, invecchiamento. Non sono solo i grassi saturi presenti nella carne e nel pollame che rappresentano un pericolo per la salute, ma anche le famigerate ammine eterocicliche(HCA), che sono Il frutto di reazioni indotte dalla cottura delle proteine animali.

La convinzione che eliminando la rosolatura presente in superficie si possano ridurre tali effetti è presto smentita. Quindi non potete raschiare via la parte carbonizzata di una bistecca pensando di aver eliminato il problema, giacché  le HCA  derivano dalle reazioni indotte dal calore all’interno del muscolo e sono quindi presenti nell’interno della carne cotta. Inoltre la temperatura alla quale si cucina la carne fa una grande differenza. Cucinando ad alte temperature, come avviene nei fritti, nella griglia, allo spiedo o al barbecue, vengono prodotte le sostanze chimiche più pericolose. La cottura al forno e arrosto produce poche HCA, mentre non ne vengono in generale formate affatto tramite la cottura in umido, con microonde e con la bollitura.

Fortunatamente il pericolo non è così grande nel pesce cotto. Uno studio ha dimostrato che friggendo il pollo e il manzo vengono prodotte quantità di HCA da cinque a otto volte superiori a quelle che si formano friggendo il pesce. La maggior quantità di HCA sono state trovate nel bacon fritto, quindi non ci deve sorprendere il fatto che mangiando regolarmente questo salume aumenti il rischio di cardiopatie e cancro. Le ammine eterocicliche sono potenti agenti mutageni che possono stimolare i radicali e danneggiare massicciamente il materiale genetico cellulare(DNA).

Negli animali le HCA causano tumori al colon, alla mammella, al pancreas, al fegato e alla vescica. Uno studio condotto presso la facoltà di Medicina dell’ Universita di New York ha dimostrato che le donne  che mangiano quotidianamente carne tipo manzo, vitello, maiale, agnello, avevano probabilità doppia di sviluppare tumore alla mammella rispetto a quelle che mangiavano principalmente pesce e pollame.

Ancora dalla Harvard University arrivano i dati degli studi dai quale emerge che le donne che mangiano circa 140 grammi al giorno di agnello, maiale e manzo correvano un rischio due volte maggiore di sviluppare un tumore al colon rispetto a quelle che li consumavano meno di una volta al mese.

Il bersaglio primario delle HCA in campo tumorale sono il colon, la mammella e il pancreas. Le HCA distruggono i mitocondri delle cellule muscolari cardiache, causandone la morte. I mitocondri sono piccole fabbriche di energia, essenziali per la sopravvivenza delle cellule e niente è più pericoloso per la nostra giovinezza degli attacchi ai mitocondri; si ritiene che proprio tali distruzioni siano la causa principale di un invecchiamento prematuro.

Un altro grave pericolo della carne, non correlato ai grassi, è la potenziale formazione di nitrosammine nello stomaco dopo l’assunzione di sodio nitrito, sostanza presente nella carne insaccata (prosciutto, wurstel, mortadella, salame, bacon…).

I recenti dati mettono in relazione l’assunzione degli insaccati con vari tipi di tumori. I ricercatori dell’Università di Chapel Hill nel North Carolina hanno scoperto che i ragazzi che mangiano wurstel più di una volta a settimana corrono il doppio di rischio di sviluppare tumore al cervello rispetto a quelli che non li mangiano.

Mentre in riferimento al prosciutto, salame in genere, attestano il loro grado di rischio ad un +80%.

Ancora un dato tecnico: bastano 12 wurstel al mese per aumentare di dieci volte il rischio di ammalarsi di leucemia rispetto a quelli che non ne mangiano. Che relazione ha il ferro? La carne è ricca di ferro che può aumentare la produzione di radicali liberi e questo metallo è stato ritenuto responsabile specificatamente del tumore al colon, mammella, cardiopatie. Inoltre il grasso e il colesterolo presenti nella carne formano radicali liberi, che promuovono molte malattie correlate all’invecchiamento e a problemi infiammatori.

Per tutti questi motivi è bene pianificare una corretta strategia anti invecchiamento, capace di contrastare gli effetti negativi della carne.

Cucinare la carne nei modi meno rischiosi, prediligere il pollame e la carne cotti al microonde, in umido o bolliti, eliminare il grasso dalla carne prima di mangiarla o cucinarla, non mangiare la pelle del pollo, mangiarne porzioni ridotte, mangiare l’aglio (nuovi studi hanno dimostrato che oltre a prevenire la formazione delle nitrosammine, può impedire l’attivazione biologica delle stesse mantenendole intatte), rafforzare gli antiossidanti.

Quando si mangia qualunque tipo di carne, accertatevi di consumare cibi ricchi di antiossidanti quali frutta, verdura, cereali e thè. Assumete vitamine come garanzia (alcuni studi hanno dimostrato che le vitamine C, E, A, carotene, selenio, glutatione, pepe verde, pomodori, inibiscono le HCA).

Per concludere, da segnalare che l’uso del magnesio ha funzione antiradicale, il cui abbassamento favorisce il rilascio di citochine ed inibisce il rilascio di trombossano (una sostanza che rende più viscose le piastrine del sangue favorendo la formazione di grumi). Il magnesio  inibisce la vasocostrizione inibendo i colpi apoplettici, regola battito cardiaco e pressione definendosi antagonista naturale dei canalicoli del calcio.

Per concludere si raccomanda sempre un’adeguata attività fisica come base per la salute e la longevità, il corretto funzionamento metabolico e tanto altro ancora.

 

Per avere maggiori informazioni, richieste di chiarimenti e curiosità, potete inviare una mail a [email protected] , a rispondervi saranno gli autori dei testi di questa rubrica.

 

Fonte MarsicaSportiva.it

 

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