19 August 2017

Gabriele De Angelis: “Cambiare nell’interesse esclusivo di Avezzano”. L’intervista


Avezzano. A pochi mesi dalle elezioni amministrative di giugno, in città si parla molto di accordi, nomi, coalizioni e liste. Mentre tutti gli attori politici sono a caccia di consenso e convergenza, i cittadini si augurano che i prossimi amministratori siano in grado cambiare volto alla città attraverso scelte e programmi. A tal proposito, noi de ilfaro24.it abbiamo intercettato uno dei candidati a sindaco della città, Gabriele De Angelis, che parteciperà alla prossima tornata elettorale con “Avezzano Rinasce”.

 

Gabriele De Angelis, classe ’66, 51 anni,  imprenditore assicurativo con più di vent’anni di esperienza professionale alle spalle e una chiara  passione per la politica che lo ha portato a rivestire già la carica di Assessore al bilancio per tre anni. Da dove nasce la sua passione per la politica?

Io sono un imprenditore, un uomo del fare, non sono un politico, non sono stato mai iscritto ad un partito,  non so  e non voglio parlare il linguaggio dei politici di professione.  La mia passione per la cosa pubblica nasce dalla constatazione che le cose ad Avezzano non vanno bene, non occorrono troppe parole. Mi impegno per Avezzano, perché mi sento intimamente convinto di condividere la massima di Martin Luther King: “Prima o poi arriva l’ora in cui bisogna prendere una posizione che non è né sicura né conveniente né popolare, ma bisogna prenderla perché è giusta”. Come imprenditore ho creato circa cento posti di lavoro diretti ed indotti nelle mie aziende, ad Avezzano e non solo ad Avezzano. Come assessore, nella mia pur limitata esperienza di governo, ho dimostrato che le cose buone si possono fare anche nel pubblico, purché lo si voglia. E da queste mie esperienze voglio ripartire, per dare una svolta al governo municipale, nel segno dell’onestà, della concretezza, del realismo e della rilevanza. Se sarò Sindaco di Avezzano porrò il massimo impegno per un vero rilancio dell’economia locale, con proposte concrete che saranno principalmente volte ad attrarre nuove attività, a potenziare il sistema locale di impresa ed a fermare il “bombardamento fiscale” del Comune che ha messo in ginocchio il commercio, le famiglie e le piccole imprese. Avezzano deve rinascere, ne ha tutte le potenzialità! Si può fare, insieme possiamo farlo!

 

Da candidato sindaco e da cittadino comune, come vede in questo momento la sua città?

Avezzano è precipitata  in una crisi economica senza precedenti, in una depressione che uccide il commercio e le aziende, che toglie speranza ai giovani, che angoscia i genitori, che minaccia il nostro benessere ed il nostro futuro. Una crisi, si badi bene, di maggiore entità rispetto ad altri territori della nostra Regione, dove lo sviluppo è sempre più diseguale: un’area costiera florida e ricca si contrappone ad una Marsica sempre più emarginata e sottosviluppata. Da queste considerazioni nasce il mio impegno. Ebbene, dobbiamo dirlo con forza, con il coraggio della verità: il declino sociale, economico, politico, culturale e morale della Città di Avezzano non è un destino, non è un male irreversibile, ma è il frutto di precise scelte politiche. Il declino di Avezzano è anche  responsabilità dell’Amministrazione uscente, succube di logiche partitiche estranee ai problemi reali della gente. Il risultato di cinque anni della attuale Amministrazione è che siamo completamente fuori dai circuiti virtuosi di sviluppo, emarginati dalle politiche regionali, puniti dalla mancanza di progettualità e dall’irrilevanza politica dell’attuale compagine di governo cittadino.

 

Quali sono secondo lei le priorità per il rilancio di Avezzano?

Proprio in queste settimane stiamo lavorando alle linee programmatiche della mia coalizione “Avezzano Rinasce”.  Sono previsti momenti di ascolto e confronto con le forze produttive e sociali della Città, con i cittadini, con i rappresentanti di categoria ed i sindacati, nessuno escluso. Il nostro è un programma dei cittadini per i cittadini, con una forte vision  sul futuro della Città. Avezzano è da sempre il naturale capoluogo della Marsica, ma non sempre Avezzano ed il territorio hanno saputo costruire progetti di crescita assieme. La Marsica dovrà essere unita e porremo le basi di un nuovo assetto istituzionale, abbandonando le ambizioni leaderistiche della attuale Amministrazione e ponendo invece le basi per relazioni istituzionali forti per valorizzare le nostre specifiche risorse: agricoltura, microelettronica, turismo e terziario dovranno pensarsi su scala diversa da quella comunale per costruire un’area marsicana  competitiva nei confronti di una Regione sempre più sbilanciata verso la costa. L’obiettivo finale della città-territorio che andremo a ri-costruire è uno solo: lavoro, lavoro e poi lavoro. Opportunità per i nostri giovani che non devono più essere obbligati a migrare. Lavoro per i disoccupati espulsi dalle aziende in crisi. Opportunità per le donne sempre più emarginate dai contesti produttivi. E poi saremo chiamati a difendere i nostri presidi migliori, Ospedale e Tribunale, ma anche a meglio collaborare con tutte le istituzioni regionali per far valere le nostre eccellenze allo stato non valorizzate, come quella che è la nostra vera miniera,  il settore agroalimentare e la sua integrazione con la microelettronica e l’industria farmaceutica. La Città deve essere bene amministrata, questo è il minimo che vogliamo fare, ma deve avere anche un ruolo nel contesto istituzionale regionale e nazionale,  altrimenti muore.

 

Quali saranno le sue prime iniziative da realizzare entro i primi 100 giorni?

Tre cose. La prima, eliminare le mille spese inutili ed improduttive di questa Amministrazione, come quelle per le consulenze inutili o quelle attinenti l’elefantiaco staff del Sindaco, dotato di ben due dirigenti! Le risorse così recuperate saranno integralmente destinate al Progetto Microcredito, che oggi ha molti padri ma che in verità nacque su mio diretto impulso,  per la nascita ed il sostegno di piccole imprese. Secondo, entro un mese proporrò al Governo nazionale una soluzione definitiva per il mantenimento del Tribunale di Avezzano, perché non possiamo vivere tra la precarietà delle proroghe ed il rischio di definitiva chiusura. Terzo, voglio affrontare subito una questione centrale per l’Amministrazione, attentamente evitata dall’attuale sindaco. Mi riferisco al rapporto cruciale tra il centro Città ed il suo naturale ruolo di servizio, da un lato, e l’esercizio delle attività produttive in primis il commercio, dall’altro. Ad Avezzano il commercio sta morendo, ed insieme ad esso il centro cittadino, ed occorre impegnarsi subito per “fare Centro” con un progetto specifico concordato con le associazioni di categoria. In tale contesto, affronterò subito anche la connessa questione della sicurezza in città, una landa desolata soprattutto nelle ore notturne preda di sbandati e microcriminalità diffusa.

 

Secondo lei c’è aria di cambiamento in città?

La gente è stanca, c’è delusione dopo cinque anni di chiacchiere, so bene quanto sia forte la sfiducia verso l’attuale Amministrazione, verso una politica fatta di promesse non mantenute, di programmi non realizzati, di sistematico scaricabarile, di una inconcludenza senza contenuti. Una politica che sembra un mondo a parte, lontana dai problemi reali della gente. Ma c’è pure voglia di riscatto, lo avverto, lo sento. Per questo, adesso, qui ed ora, sono a chiedere ai cittadini, di aprire gli occhi, di reagire e di scendere in campo per lavorare insieme per il bene della nostra Città, perché questo è il momento di cambiare, ora o mai più, nuovo sviluppo o definitivo declino, sta a noi decidere. Occorre impegnarsi perché non possiamo assistere inerti alla progressiva marginalizzazione del Capoluogo della Marsica, causata da un deficit di  rappresentanza politica prima ancora che da una una pessima gestione amministrativa.

 

In che cosa l’Amministrazione uscente, in cui lei fino al 2015 ha avuto un ruolo amministrativo non marginale, ha sbagliato?

Vorrei parlare del futuro e non del passato. Ho lasciato l’Amministrazione perché avevo colto per tempo i sintomi chiari di una involuzione, di una mancanza di programmazione e concretezza, ora evidente a tutti. Troppe promesse, troppe, troppe. Troppe promesse e troppo poco il realizzato. Uno stile di governo inadeguato, muscolare, eccessivo se non addirittura arrogante. Questo dice la gente, mi limito a concordare in pieno; oggi più che mai Avezzano ha bisogno dell’impegno di tutti noi, per rimettere al centro dell’azione amministrativa gli interessi dei cittadini e non quelli di un gruppo ristretto.

 

Mancano pochi mesi al voto, la macchina politica si è già messa in moto e si sono registrate già molte adesioni politiche al suo progetto. Ncd ha già scelto, Forza Italia sembra essere a buon punto, rimarrà sempre civico lo spirito della sua lista?

La nostra coalizione è aperta a tutti i cittadini di buona volontà che si riconoscano nel  progetto di cambiamento della Città, perché tutti insieme dobbiamo essere protagonisti del futuro che si prefigura. Siamo intimamente civici, e tali resteremo, perché il nostro è un progetto dei cittadini per i cittadini, costruito attorno ad un solido programma e non già al servizio di un partito o di un suo esponente.

Se penso alle aspettative degli uomini e delle donne di Avezzano,  sono convinto che ci possa essere ancora la speranza di cambiare la nostra Città, da troppi anni in attesa di una vera rinascita. Non siamo un partito, né un insieme di partiti, ma un progetto che unisce le migliori energie per la rinascita di Avezzano nella Marsica. Non ho bisogno della politica per vivere, e mai farò politica per sistemare familiari e conoscenti. Se sarò Sindaco, insieme cambieremo le cose, e le cambieremo nell’esclusivo interesse di Avezzano, solo Avezzano. Avezzano è la mia città, Avezzano è nel mio cuore.

 

Redazione ilfaro24.it