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1 May 2017

Goodbye Europe! La Gran Bretagna lascia l’Europa

Vince il “leave” sul “remain” per 51,9 a 48,1. Si sono recati alle urne il 72,2 % dei votanti.

Europa nell’incertezza, Europa più debole. E’ una data storica per l’Unione Europea e per i cittadini britannici, il 23 giugno è un giorno che Nigel Farage – leader del fronte antieuropeista inglese – ha già definito l'”Indipendence Day” britannico. I cittadini si sono espressi ed hanno stabilito che vogliono il loro Paese lontano dagli attuali schemi europei. Il “brexit” è andato in porto.

Trema nel frattempo la poltrona del premier David Cameron, che però sembra voler rimanere al suo posto per “stabilizzare la situazione nel breve termine e trovare le migliori soluzioni nel lungo termine”. Fallisce la sua strategia elettorale. Il premier infatti venne rieletto alle ultime elezioni, ma per ottenere il risultato elettorale promise un referendum sulla permanenza nell’UE, schierandosi assieme a tutto l’establishment a favore del “remain”. Adesso la beffa, che lo vede protagonista di una disfatta. E’ altamente probabile che Cameron si dimetterà nelle prossime ore.

Adesso un altro referendum. Scozia e Irlanda, fuori dall’Unione senza volerlo, adesso promettono il distacco dal Regno Unito. “Noi siamo europei e facciamo parte dell’Europa” tuonano. Si parla già di un nuovo referendum, “entro due anni”, per essere liberi di riaggregarsi al continente.

Instabilità è il vero termine che regna in questo istante. Tra un effetto domino che potrebbe interessare altri Paesi – soprattutto quelli dell’area mediterranea – e le incertezze dei mercati, comunque vada il 23 giugno 2016 segnerà inevitabilmente la storia. La sterlina è al collasso (i mercati si sono fatti trovare impreparati), il Regno Unito è spaccato, l’Europa trema.

Cosa ha portato a questa spaccatura? Sicuramente la paura, ma anche la consapevolezza che l’Unione debba essere dei popoli e non delle banche e degli istituti finanziari. L’Europa dei tecnocrati paga le politiche della crescita, dello spread, dei tassi, dell’austerità. Il 23 giugno 2016 sarà una data che, con molta probabilità, resterà scritta nei libri di storia.

 

 




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