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29 May 2017

LA DIFFICILE CHIUSURA DELL’HOTEL DEI MARSI DI AVEZZANO

Avezzano – Sono molte le realtà aziendali e commerciali che continuano a risentire, nonostante deboli segnali di ripresa, dei pesanti strascichi che questa crisi economica riversa ancora nei vari settori della nostra economia.
E il settore alberghiero è tra questi: fermo restando i dati positivi pubblicati da Federalberghi per l’estate 2015, il comparto del turismo stenta ancora a ripartire.
È proprio di questi giorni la notizia che l’Hotel dei Marsi, struttura che per anni è stata il fiore all’occhiello della città di Avezzano, si stia avviando verso la cessazione dell’attività, prevista per il 21 dicembre di quest’anno.
L’Hotel sin dalla data di apertura (1998) ha rappresentato un complesso alberghiero moderno e all’avanguaria, diretto soprattutto ad ospitare convegni, congressi, seminari e riunioni di lavoro.
La società che lo gestisce, ha inviato a tutti i dipendenti le lettere di licenziamento.
Un licenziamento collettivo, basato su un “giustificato motivo oggettivo”, da ravvisarsi nell’impossibilità per l’azienda di proseguire, a causa della crisi, nell’esercizio dell’attività economica.
A seguire la difficile trattativa al fianco dei lavoratori, i sindacati, che hanno sottolineato come la chiusura sia una grande perdita per la città di Avezzano.
“La struttura alberghiera è stata per anni un punto di riferimento per chi faceva affari” ha dichiarato il Coordinatore di Fisascat-Cisl Chieti, Ernesto Magnifico, che sta seguendo la difficile vertenza, il quale ha sottolineato il fatto che l’Hotel abbia risentito della generale crisi cui è andato incontro il nucleo industriale di Avezzano.
Si sta procedendo, dunque allo smantellamento del complesso da parte delle stesse persone che vi hanno lavorato per anni con grandi dedizione e professionalità.
“Ma l’attività continua il suo naturale percorso fino alla data di cessazione, prevista per il 21 dicembre. Sono stati molti i clienti che hanno disdetto le prenotazioni alla notizia della chiusura, ma restano ancora attive la sala ricevimento e quella ristorante”, ha ribadito Magnifico, ponendo l’accento su come i dipendenti, con encomiabili impegno e forza d’animo, stiano ancora lavorando per accompaganre la struttura al momento della chiusura
“Lavoratori che hanno dimostrato un grande senso di responsabilità nel partecipare attivamente e sin da subito alle trattative, nelle quali è prevalsa la volontà di conciliare sia da parte delle rappresentanze sindacali che delle persone impiegate presso l’Hotel”, ha chiarito Magnifico, peraltro smentendo categoricamente le voci di un’avvenuta protesta del personale dinanzi al Municipio.
Controversa è anche la vicenda di una possibile riconversione dell’attività alberghiera in residenza assistenziale.
La riorganizzazione, di fatto, non ci sarà, come ha precisato ancora Magnifico: “Avevamo, infatti proposto il riassorbimento di alcuni dipendenti, i quali potevano esser adibiti a mansioni fungibili del tutto compatibili con la nuova attività ma questo non è stato possibile”, smentendo anche un qualche ruolo del Comune nella vertenza, “ma ci auguriamo che in un’eventuale rilevamento dell’Hotel siano presi in considerazione gli stessi lavoratori che ad oggi perdono il proprio posto di lavoro”.
Dello stesso avviso il Segretario Provinciale UILTuCS, Salvatore Callipo, presente nelle trattative accanto ai dipendenti, il quale ci ha confermato che: “Rispetto alla vertenza non ci sono stati evidenti posizioni di contrasto, ma è prevalso un generale atteggiamento conciliativo nella procedura, la quale ha visto la costante partecipazione dei dipendenti a tutti gli incontri svolti. Non dimentichiamo che il personale è composto da persone di età variegata, che per anni hanno lavorato nella struttura. Per alcune di queste, oltre alla perdita del lavoro, c’è l’ulteriore difficoltà di reimpiegarsi in futuro”.
“Purtroppo il lavoro diventa sempre più precario a causa della crisi, come in questo caso, dove è emersa una situazione di bilancio in perdita della società. Le stesse parti sociali vedono il proprio ruolo diventare sempre più difficile”.
Un ruolo che però, come ha chiarito il Segretario Provinciale UILTuCS, le organizzazioni sindacali continuano a portare avanti con decisione, visto che la procedura non può dirsi ancora conclusa.
E su una possibile riconversione di attività, Callipo ha precisato: “Non è un cambio di appalto”, smorzando le voci circolate sulla vicenda.
Resta, comunque, il grande esempio che questi lavoratori stanno dando alla città intera.

Claudia D’Orefice