13 gennaio, 102 anni dal sisma che devastò la Marsica. Un sopravvissuto: “Pensai ad un’esplosione”


Avvenuto il 13 gennaio 1915, colpì l’intera Marsica e parte del Lazio meridionale causando 30.519 morti.
Tutto ebbe inizio alle ore 07:52:48 (dato Ingv), con epicentro nell’area fucense e fu uno dei più catastrofici terremoti avvenuti sul territorio italiano, raggiungendo l’undicesimo grado della scala Mercalli (7.0 mw movimento sismico-scala Richter).
Il governo tardò e molto a comprendere la vastità dell’area coinvolta e la drammaticità delle conseguenze. L’allarme fu lanciato 12 ore dopo il sisma ed i soccorsi giunsero nelle aree colpite solo all’alba del giorno dopo.
Trascriviamo qui, in memoria di quel tragico evento, la testimonianza di un sopravvissuto, operaio di Avezzano, riportata dal quotidiano Il Mattino del 14 gennaio 1915: “Non mi resi subito conto di ciò che era avvenuto, pensavo fosse scoppiata qualche macchina nello stabile che avevo di fronte. Non potevo immaginare quale orribile immane catastrofe si fosse abbattuta sulla ridente Avezzano”.

Tutta la Marsica ricorderà quel sisma con manifestazioni e commemorazioni, che ci portano inevitabilmente agli ultimi tragici eventi che hanno destinato la stessa sorte ai territori del centro Italia colpiti ultimamente, nonché a quelli aquilani del 2009.

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Lamberto Pascucci

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