Sopravvive chi vive nel sogno dello Sport: al Terzo Memorial Paccarie’, il più forte è il Pescara


Si è conclusa con la scoppiettante vittoria del Pescara Pallanuoto la terza edizione del Memorial dedicato al ricordo dello sportivo Enrico Paccarie’. Cinque squadre in competizione: un solo cuore a battere. In gara anche chi conobbe l’allenatore in vita.
Un ricordo lungo un goal. Presso l’Unipol BluStadium di Avezzano, nella giornata di domenica scorsa, l’addizione del gioco tra le squadre ha azzerato la divisione del risultato singolo. I numeri della Pallanuoto? Li ha la città di Avezzano e sono uno più promettente dell’altro. Nove sfide in totale, combattute fino all’ultimo e sul filo dell’acqua; 100 atleti under 17 dalle pinne agili e veloci; cinque squadre, maestre e maestranze nel passaggio e nel tiro della palla tonda; tre coppe finali, una sola compagine regina, il Pescara, ma nessun vincitore effettivo. La vittoria, di fatti, è la fuga dall’abbraccio di gruppo. E, ad Avezzano, in onore della figura di tecnico lungimirante e creativamente razionale di Enrico Paccarie’, è andata in scena, al posto di essa, la condivisione dello sport. «Paccarie’, allenatore di Pallanuoto della piscina comunale di Avezzano, scomparso tre anni fa per un attacco di cuore fulminante, non avrebbe voluto una sola corona in capo al vincitore, ma mille e una per tutti. Perché, per dare forza ad un sogno, quale può essere quello dello sviluppo della Pallanuoto, serve l’unione e non la distanza tra gli obiettivi dei singoli», così il responsabile degli impianti del Centro FIN marsicano, Massimo De Leonardis, padrino della giornata di sfide in acqua domenicale. L’8 novembre, l’Unipol BluStadium, ha accolto quattro squadre di Pallanuoto provenienti tre dal Lazio e una da Pescara. Una intera giornata dedicata alla guerra sottacqua. In palio? La coppa della memoria, in nome di un grande tecnico, approdato ad Avezzano nel 2010, dopo aver allenato per lungo tempo il Latina Pallanuoto, suo primo figlio adottivo sportivo. A casa dello sport acquatico, insomma, si è giocata la partita che dimentica la vita.
Star temutissima del terzo torneo del ricordo, la società sportiva Pescara Pallanuoto, militante tutt’ora in serie B e in pieno ritmo di preparazione, che si è aggiudicata la coppa d’oro più ambita. «Una vittoria non aspettata e non preventivata, ma assai apprezzata. – così l’allenatore della compagine del delfino, Francesco Mammarella – Il Pescara, non sono solo io a dirlo, ha fatto la storia della Pallanuoto; nel corso degli anni, si è sempre distinta come città gloriosa e attaccata al suo passato stellare; ora stiamo lavorando – conclude il mister – con tutti i ragazzi del nostro vivaio per migliorare il loro bagaglio pallanuotistico e tentare, col tempo, di portare a casa dei risultati positivi e di andare sempre più in alto. Non conoscevo di persona il tecnico Enrico Paccarie’, ma so che ha lasciato una spessa impronta nelle squadre giovani che ha allenato: solo i grandi coach riescono a fare questo, ossia a non farsi dimenticare mai, nonostante la crudeltà del tempo e la cecità della morte». Arrivata terza, la società sportiva Latina Pallanuoto, allenata dal coach Massimilino Murgia, è stata figlia legittima dell’allenatore originario di Anzio. «Io ho vissuto sportivamente a stretto contatto con Enrico. – afferma l’allenatore – Una magia ripetere in acqua i suoi schemi di gioco e i suoi input».
Ma alla fine della gara, com’è stato il bilancio? «Già lo scorso anno – afferma il responsabile della Pallanuoto del 3T Sporting Village, Massimiliano D’Antoni – siamo stati ospiti del Centro Federale di Avezzano. Questa, però, è la prima volta che partecipiamo al Torneo in memoria di Enrico Paccarie’. Attraverso le sfide in acqua – aggiunge – abbiamo ricordato un amico che non è più tra noi. Io conoscevo Enrico di persona, un uomo che mi è rimasto nel cuore. Grazie al Torneo, ci siamo confrontati con società che fanno parte dell’elité della Pallanuoto del Centro Italia: abbiamo, comunque, tirato fuori le unghie e la spina dorsale, anche se siamo arrivati quinti». Enrico è stato descritto da D’Antoni come una «una bella persona, trasparente a 360 gradi. Quando venne ad Avezzano ad innestare la Pallanuoto sul nulla, praticamente, ricordo le tante telefonate, nelle quali mi chiedeva sostegno per tentare di sviluppare anche nella Marsica il diamante blu dello sport in acqua».
Gli fa eco l’allenatore di Roma Nuoto, compagine arrivata seconda in classifica, in coda al Pescara. «Un Memorial del ricordo sì, ma anche una grande sfida. Per i miei atleti, la giornata sportiva ha rappresentato l’opportunità di far giocare assieme i volti nuovi, le nuove braccia e le nuove gambe della mia società: un mix che spero un giorno possa divenire esplosivo. Devo fare i complimenti ai miei ‘pesci fuor d’acqua’ del Foro Italico, i quali hanno preso il Torneo come una vera e propria sfida; pur essendo molto giovani, infatti, sono partiti già con il cipiglio dell’agonista». Il premio di ‘Miglior portiere del Torneo’ è stato assegnato al portiere della Roma Nuoto, il giovanissimo Mirco Pinci. ‘Miglior giocatore’, invece, è stato nominato il capitano del Pescara Pallanuoto, Gianluca Di Nardo: un vero squalo in acqua. E proprio perché un mister fa la sua squadra, ma è la squadra a fare, in realtà, il suo mister, il tecnico dell’Avezzano, Marco Cotini, parla, per quel che concerne la Pallanuoto ad Avezzano, di «una eredità da far crescere e da mantenere in forma. Il Memorial a cinque punte ha rappresentato un buon modo per ricordare l’anima del mio predecessore, dal quale io ho raccolto una vivida eredità. I ragazzi hanno la giusta spina dorsale e la grinta dell’entusiasmo, valori innegabili nella Pallanuoto. Oggi non solo si ricorda l’Enrico sportivo, ma anche e soprattutto l’Enrico uomo, il quale davvero ha dato tanto alla città».
A chiudere il bilancio della giornata sportiva dedicata ai miti della Pallanuoto, il neo ‘faro tecnico’ del Pescara, Yannis Giannorius, di origini greche, presenza internazionale nel mondo della Pallanuoto e già pescarese di adozione. «Una giornata sportiva e affettiva assieme – ha commentato a margine delle gare – io conobbi Enrico Paccarie’ quando ancora militava nelle file del Latina, nel settembre-ottobre del 2010. Per noi del Pescara, è stata la prima trasferta della stagione; posso ben dire che si vede già un progresso e una voglia di migliorare ancora. La mia avventura di quest’anno, a Pescara, parte dalla base: in città, disponiamo di nove diverse compagini, sia maschili che femminili, che si allenano in acqua: sono quasi 200 nuotatori, potenziali campioni del domani. Dico sempre che i giovani sono il motore immobile dello sport: oggi, oltre 100 ragazzi di qualità, mente e spirito simile, me lo hanno confermato».
Nello sport della Pallanuoto, di fatti, ciò che conta è il rapporto che si instaura fra padre e figlio. Il padre è colui che, con fare metodico e curioso, insegna al figlio l’esatta disciplina da eseguire fra i dritti e i rovesci della vita. Figlio, invece, è chi rivoluziona la visione paterna, pur non allontanandosene realmente mai, perché inseguire le orme di chi si giudica silenziosamente migliore, guarisce ed aggrada nella mente e nello spirito. Uno degli ‘figli’ di Enrico, Marco Proietto, così ha ricordato la figura fulgida di un grande addestratori di leoni in acqua: «Lo sport è lo specchio della vita. I suoi insegnamenti ci hanno dato tanto, anche a livello morale. Diceva sempre, che in ogni momento, bisogna andare avanti con le palle sulle orecchie. Speriamo, in questa giornata a cinque stelle, di averlo dimostrato».
La Classifica finale societaria del III Memorial ‘Enrico Paccarie’’:
prima classificata: Pescara Pallanuoto
seconda classificata: Roma Nuoto
terza classificata: Latina Pallanuoto
quarta classificata: Avezzano Nuoto
quinta classificata: 3T Sporting Club

 

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