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Meteo: vastissima copertura di altocumuli a floccus. Quanto durerà il tempo stabile?


Vastissima copertura di altocumuli a floccus

Tali notevoli distese composte da forme globulari, si formano nella media Troposfera e sono associate alle turbolenze o ai moti turbolenti che in essa avvengono durante fasi caratterizzate da intensi flussi d’aria ad alta quota. È proprio per tali motivi che assumono il loro aspetto caotico, a volte preannunciante instabilità e associato alla genesi di cumulonembi (Cb), ossia a nubi temporalesche, ma anche di carattere cumuliforme, tra cui i cumuli, volti rapidamente a trasformarsi in temporali o negli stessi cumulonembi. In questi casi, invece, il dissolvimento di tali nubi indica una preponderante stabilità atmosferica gestita da un forte anticiclone Subtropicale. Tale struttura di alta pressione pone i suoi massimi sull’Europa centrale e perciò resta vulnerabile alle perturbazioni atlantiche che faranno il possibile per insediarsi all’interno di essa. In particolare, nella giornata di lunedì, il tempo atmosferico si manterrà in parte stabile e soleggiato sulla penisola.

Tra martedì e mercoledì, infatti, un’intensa perturbazione proveniente dalla Penisola Iberica, darà luogo a un peggioramento del tempo sulla estreme regioni meridionali e sulle Isole Maggiori, accompagnata da un vortice ciclonico foriero d’aria umida e instabile che acquisirà energia dal Mediterraneo centrale.

Saranno completamente interessate da rovesci o temporali localmente anche intensi la Sicilia e la Calabria, mentre solo parte della Sardegna e del Centro-Sud verranno coinvolti. Su tali regioni e sulla nostra regione Abruzzo, infatti, giungerà della nuvolosità variabile, a tratti anche bassa, ma senza il rischio di precipitazioni significative. Quest’ultime innocue nuvole proverranno direttamente dai settori occidentali. Per quanto concerne le regioni del Nord Italia e le valli del Centro, invece, ci sarà la probabilità che possano generarsi nebbie molto persistenti, specie in Pianura Padana; nelle grandi aree urbane, invece, il ristagno d’aria umida nei bassi strati, favorirà un aumento della concentrazione di PM10 nell’aria, in particolare nelle grandi aree urbane, fenomeno molto pericoloso soprattutto per la salute umana. Inoltre, assisteremo alle cosiddette inversioni termiche nelle aree vallive, che si manifesteranno mediante un brusco abbassamento delle temperature minime della notte e del primo mattino. La prossima settimana, ergo segnale di cambiamento verso una fase di stampo decisamente più invernale, ma data la distanza di tempo, ne torneremo a parlare.

Foto by Riccardo C.

Vi ringrazio per la cortese attenzione.

Riccardo Cicchetti

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