50 anni fa morì Ernesto “Che” Guevara. Il fratello minore: quella foto mente


Il 9 ottobre 1967, Juan Martìn Guevara, fratello di Ernesto, stava trasportando latte per un caseificio di Buenos Aires, quando prese un giornale che titolava “Il Che è morto“. <<Altri della mia famiglia non ci vollero credere, io, per quelle sensazioni che non si possono spiegare, sapevo che era vero>>. 

Juan, il più piccolo della famiglia, ha raccontato di aver appreso così la morte di suo fratello, fucilato sugli altipiani della Bolivia, probabilmente con la complicità delle forze segrete americane. Il rivoluzionario, idealista e combattente Guevara, è diventato negli anni un’icona della resistenza, della lotta incondizionata ad ogni tipo di discriminazione e disuguaglianza.

Da sempre al centro di molti dibattiti (soprattutto per la sua “rivoluzione armata”), è stato raccontato dal fratello minore nel libro “Il Che, mio fratello” (Giunti), il quale lo ha definito come un uomo capace sempre di sdrammatizzare e sorridere, contrariamente a quanto potrebbe dire la foto di Alberto Korda, divenuta famosa in tutto il mondo, che lo ritrae serio e cupo. 

 

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