ABRUZZO – 14 LE MIGLIORI CITTA’ ABRUZZESI NEL SETTORE DELLA RACCOLTA DIFFERENZIATA


Sono 14 i comuni ricicloni abruzzesi, quasi tutti chietini, che riescono a fare una raccolta differenziata superiore al 65 per cento, e minimizzano i residui da portare in discarica.

Ad attestarlo il rapporto “Comuni Ricicloni 2018” realizzato da Legambiente, con il patrocinio del Ministero dell’ambiente.

Tra i comuni sotto i 5 mila abitanti sul podio troviamo Palena (Chieti), comune nel cuore della Majella, con 87,8 per cento di raccolta differenziata e un residuo secco da conferire in discarica di soli 37 chili pro-capite l’anno. Tra i comuni tra i 5 mila e 15 mila abitanti sul podio sale invece Pratola Peligna (L’Aquila), con una raccolta differenziata al 74,9 per cento, e un residuo secco di 61 chili pro capite l’anno.

In Abruzzo nessuno dei Comuni sopra i 15 mila abitanti è riciclone, ma questo è in linea con il dato generale, visto solo 9 Comuni meritano tale riconoscimento in tutta Italia, sono tre sono i capoluoghi di provincia, Trento Pordenone e Treviso. Quelli abruzzesi sono  14. Sotto i 5 mila abitanti oltre alla capolista Palena, ci sono Orsogna, 38,9 chili pro capite di rifiuto secco residuo l’anno, e l’86,1% di raccolta differenziata, Tollo (42,9 kg – 85,5%), Vacri (60,2 – 73%), Casalincontrada (67,1 kg – 74,7%), Ripa Teatina (67,9 kg – 72,2%), Crecchio (67,9- 74,6%), Canosa Sannita (71,2 kg – 76,9%), Ari (71,8 kg – 66,2%), Scerni (74,8 kg – 75,4%) e Rapino (75 kg – 71,1%), tutti in Provincia di Chieti.Oltre ai già citati per l’Abruzzo ci sono  Fossacesia (Chieti), con 66,6 chili di rifiuti residui annui e l’82,9% di raccolta differenziata, e Pianella, (Pescara), 74 chili e il 71%.

risorse naturali, a vantaggio nostro, dell’ambiente in cui viviamo ma soprattutto delle generazioni future: riusare, riutilizzare e valorizzare i rifiuti, dalla carta alla plastica, al vetro, al legno, ai medicinali, alle pile esauste contribuisce a restituirci e conservare un ambiente “naturalmente” più ricco.

Ogni nostra azione produce inquinamento: anche la più comune, come leggere un giornale o bere un’aranciata, non sarebbe nulla se non considerassimo che ogni giorno nel mondo vengono stampate milioni di pagine, costruite milioni di bottiglie in plastica o lattine in alluminio, assemblati milioni di oggetti e mobilio per le nostre case.

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