Abruzzo. Il Partito Comunista presenta le sue liste per le prossime elezioni


Il Partito Comunista, dopo aver raccolto centinaia di firme di lavoratori, disoccupati, studenti e pensionati, ha presentato le proprie liste per le prossime elezioni politiche del 2018 composte secondo il seguente schema:
CAMERA DEI DEPUTATI
Collegio Plurinominale 01 – CHIETI PESCARA
1) FELICE ANTONIO
2) ZENOBI MARIATERESA
3) LEONE DARIO NICOLANGELO
4) ROSCIOLI LUCIANA
Collegi Uninominali
03 PESCARA – LORENZO PACE
04 CHIETI – LEONE DARIO NICOLANGELO
05 VASTO – PUCA DOMENICA
Collegio Plurinominale 02 – TERAMO AQUILA
1) ROSCIOLI LUCIANA
2) FERZETTI MARIO
3) ZENOBI MARIATERESA
4) CAPRINI MARIO
Collegi Uninominali
01 TERAMO – ROSCIOLI LUCIANA
02 AQUILA – ZENOBI MARIATERESA
SENATO
Collegio Plurinominale
1) DI FALCO ALICE
2) MELOZZI VITTORIO
3) DE SANTIS IMMACOLATA
4) ROFI DOMENICO
Collegi Uninominali
01 PESCARA-CHIETI – DI FALCO ALICE
02 AQUILA-TERAMO – ROFI DOMENICO
Tali liste sono espressione politica e socio-culturale di un importante pezzo di società che vuole scagliarsi contro il potere dominante dei mercati finanziari, dei Governi sudditi delle logiche economiche e capitaliste che in questi anni hanno pesantemente umiliato e massacrato le classi sociali più deboli con i vergognosi provvedimenti del Jobs Act, della “buona” scuola, della (contro) riforma Fornero che ha letteralmente affamato i pensionati.
Vogliamo uscire dalla UE, responsabile principale delle politiche antipopolari.
Vogliamo uscire dalla NATO, manifesta espressione sanguinaria dell’imperialismo nordamericano.
Riteniamo che debba affermarsi il primato della politica sul progresso sociale, economico, culturale teso alla piena affermazione della classe lavoratrice, unica, vera maggioranza di ogni società del mondo.
La democrazia borghese la rappresentiamo metaforicamente come un treno destinato a seguire sempre la stessa direzione indipendentemente se a guidarlo siano Renzi, Berlusconi o Di Maio. Nessuno di questi signori ci propone concrete alternative allo sfruttamento, all’assenza di diritti sociali, alla mortificazione dell’istruzione pubblica, alla chiusura di ospedali e guardie mediche, alla ferocia fiscale contro chi lavora.
Il treno della democrazia borghese porta il proprio popolo verso la stessa destinazione: Bruxelles, BCE e grandi potentati economici e finanziari.
Il Partito Comunista vuole far deragliare questo treno e portarlo verso la direzione della giustizia sociale promuovendo la nazionalizzazione di banche e imprese affinché siano i lavoratori a guidare il futuro della propria società. Il PC vuole eliminare qualsiasi finanziamento alle scuole private; redistribuire la ricchezza; stabilire il salario minimo per tutti i lavoratori a € 10 l’ora; garantire pensioni minime decorose e tempi di lavoro che permettano di coltivare relazioni, processi culturali, l’affermazione di sé nella propria coscienza collettiva e individuale.
In un mondo nel quale 8 famiglie detengono il reddito di 3 miliardi e 700 milioni di persone, è oggi più che mai necessario dare forza al Partito Comunista, unica forza di avanguardia marxista- leninista che pone in modo serio e rigoroso la necessità non di una o più riforme, ma un drastico cambiamento, una netta trasformazione della società contemporanea.
Tale società è dentro una spirale di capitalismo globalizzato che è contraddistinto dalla divisione, sempre più evidente, del distacco del potere dalla politica, ormai chiara espressione dei poteri forti dei quali essa è diventata mera esecutrice di misure criminali perpetuate sulla pelle di chi arranca, di chi soffre nella perenne ricerca di un posto di lavoro e/o nel quotidiano terrore di poterlo perdere da un momento all’altro.
In altre parole riteniamo che i veri responsabili dell’ampio malessere della società contemporanea non siano i politici (come vuol far crede il Movimento 5 stelle), ma coloro che muovono i fili e le scelte dei politici stessi, ovvero i poteri forti del Capitalismo globalizzato. Questo è il nemico autentico che si manifesta negli Enti sovranazionali (come l’UE), nelle alleanze imperialiste che sfruttano le risorse di altri popoli (come la NATO) e nei soggetti finanziari che speculano sulle disgrazie e sulla salute dei più deboli (come le Multinazionali).
Il fenomeno dell’immigrazione è figlio di questa impostazione iper-capitalista. Sfruttando le risorse di altri popoli, producendo guerre sanguinose, assoldando dittatori criminali al servizio del dollaro o dell’euro, si produce la migrazione di interi popoli che svolgono la funzione di vero e proprio esercito di riserva al servizio del Capitale. I migranti diventano più vantaggiosi (perché pagati meno) dei lavoratori italiani. Tale atroce spirale permette al Capitalismo di dividere i lavoratori e di ridurre sempre di più i loro diritti, fino ad azzerarli e mettere in discussione i pilastri fondanti dello stato sociale come l’articolo 18, il diritto di sciopero e la presenza del Contratto Collettivo.
Combattere il fenomeno della migrazione significa costruire delle politiche di ridistribuzione mondiale della ricchezza affinché nessuno debba essere costretto ad abbandonare la propria terra (cosa che in altro modo accade anche agli abitanti dell’occidente capitalista), i propri affetti rischiando di trasformarsi inconsapevolmente e involontariamente in uno strumento utile ad ampliare lo sfruttamento, le disuguaglianze e le miserie.
Infatti, al momento, il 12% dei dipendenti italiani viene pagato meno di quanto previsto dai contratti collettivi. Si tratta di più di 2 milioni di lavoratori. È il frutto di un sistema ingiusto, che opera un livellamento al ribasso tramite la parcellizzazione in decine di tipologie contrattuali e l’utilizzo della contrattazione aziendale come leva per derogare a quella nazionale. Un sistema che va ribaltato. Abolire il Jobs Act e le leggi Biagi e Treu, salario minimo intercategoriale, piena garanzia dei diritti sindacali e del diritto di sciopero.
Lenin affermava che:“Fino a quando gli uomini non avranno imparato a discernere, sotto qualunque frase, dichiarazione e promessa morale, religiosa, politica e sociale, gli interessi di queste o quelle classi, essi in politica saranno sempre, come sono sempre stati, vittime ingenue degli inganni e delle illusioni.”
E’ ora, dunque, di non cedere più a ingenue sperimentazioni movimentiste, agli inganni di una sinistra borghese pronta ad allearsi con il PD in qualunque momento, alle illusioni del populismo pentastellato che vuol ridurre (giustamente) i compensi dei parlamentari, ma vuol continuare ad essere suddito dell’Europa e delle logiche di un sistema di sfruttamento e di criminalità socio-economica propria del Capitalismo.
Il Partito Comunista non vuole delle riforme parziali, ma il cambiamento della società che può essere possibile nella misura in cui ciascun lavoratore, compagno, cittadino in cerca di onestà e coerenza, individui l’unico soggetto politico al quale dare forza e vigore. Abbiamo visto cosa è accaduto in assenza dei comunisti. Chiediamo, dunque, un forte sostegno affinché il percorso di costruzione del Partito Comunista dia i desiderati frutti di quella trasformazione della società e che dia potere e protagonismo non più alla ricca minoranza benestante, ma alla maggioranza composta dai lavoratori, dai precari, dai disoccupati, dai pensionati, dagli artisti, dagli studenti e dagli intellettuali.

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