Abruzzo: imminente ondata di caldo nord-africano… Torneranno le piogge?


Meteo. Un promontorio in quota di matrice Subtropicale, non mollerà la sua presa e, nel corso dei prossimi giorni, richiamerà in senso orario nel nostro emisfero, masse d’aria calda di matrice nord-africana fin verso il nostro stivale. Il notevole serbatoio d’aria calda riuscirà a raggiungere anche le regioni del Centro-Nord, portando con sé un grande quantitativo di umidità acquisita dal Mare Nostrum e dai suoi bacini. L’aumento delle temperature sarà fino ai 30/35 gradi centigradi soprattutto sulle regioni del Centro-Sud Italia, ove tali temperature massime si percepiranno all’ombra, dunque accompagnato da molta umidità, specie lungo le zone costiere.

I temporali di calore potrebbero verificarsi nel corso dell’inizio di questa settimana, solo sull’Appennino meridionale e sull’arco alpino, per via delle infiltrazioni d’aria fresca in quota; lo “scoppio” degli acquazzoni avverrà nelle suddette zone montuose nel corso delle ore più calde del giorno, ossia nelle ore pomeridiane, quando potrebbero nascere moti convettivi particolarmente intensi.

Sul resto dello stivale il tempo sarà stabile e soleggiato almeno fino alla giornata di sabato, poiché tale convezione sarà affievolita dalla Subsidenza atmosferica che, come sapete, farà evaporare gran parte delle nubi; successivamente potrebbe sopraggiungere un peggioramento del tempo di cui torneremo a parlare nei prossimi aggiornamenti, proprio perché ci potremmo riferire a un deciso accumulo di energia termica in loco soprattutto da parte dei mari che hanno notevole capacità termica ma, in questi casi, l’elevata attrattività termica delle acque superficiali è da tenere conto in particolare per quanto riguarda la stagione autunnale e invernale. Durante la stagione estiva, invece, è da valutare gran parte del calore che si aggrega o che ristagna nei bassi strati della terra ferma, taluno un fattore significativo che agisce sull’intensità delle “macchine temporalesche”, aumentandone l’energia (ossia il CAPE). Tornando alla fase di siccità, i venti di Scirocco e di Libeccio saranno rischiosi perché in grado di dare origine agli incendi boschivi a contatto dove il terreno sta divenendo più secco; lgli unici ingredienti non consenzienti agli incendi sono state le copiose precipitazioni di Maggio che, fortunatamente, hanno lasciato un paesaggio molto rigoglioso e rinverdito.

Vi ringrazio per cortese attenzione.

Riccardo Cicchetti

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