Aldo Antonelli: "Dov'è Dio?"


Oggi parto per Assisi, per un incontro di spiritualità su una domanda che non vi sembri strana: “Chi sono io?”. Vi resterò fino a venerdì 11 c.m.

A dire il vero, in questi giorni di terremoti e calamità, più di qualcuno si è posta un’altra domanda: “Dov’è Dio?”.

A parte la stupidità di qualcuno, Radio Maria compresa, contro la quale ho scritto un duro articolo che mi auguro Huffington Post voglia pubblicare, leggendo l’ultimo numero di Rocca, ho letto questa bellissima riflessione di Lidia Maggi, ce vi voglio consegnare come pensiero del giorno.

«Dove si trova Dio? Dio non certo a corte, e neppure nei santuari. Sorprendentemente, compare accanto a un popolo che fugge dalla fame e dall’oppressione. Quando nelle acque di una storia crudele affoga chi è in fuga dalla schiavitù della miseria e della guerra, lì affoga anche Dio. Una società che rimane indifferente a queste stragi è una società deicida. Il potere vorrebbe farci credere che Dio è con il faraone, benedetto dai suoi granai, dalle sue banche, dalla bellezza dei suoi palazzi e dalla potenza del suo esercito. La Bibbia, invece, osa raccontare una storia trasgressiva, nella quale i dimenticati della storia ritrovano un nome e la vicenda dei perdenti è strappata all’oblio. E osa affermare che è questa la storia di Dio. Dio custodisce la vicenda di chi non ha né voce né forza per denunciare gli abusi subiti. Nel racconto dell’Esodo, il grido dei perdenti diventa la voce di Dio. La Bibbia è un libro sovversivo non solo perché non giustifica il potere del potente, ma soprattutto perché racconta un’altra storia, quella delle vittime, di coloro che nessuno ascolta e ricorda i nomi».

(Lidia Maggi: Rocca 21/16; p. 49).

Buona settimana a tutte e tutti.

Aldo

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