AMMINISTRATIVE, CAVASINNI: STOP ALLO STRAPOTERE DEI POLITICI AQUILANI A DISCAPITO DELLA MARSICA

La storia puntualmente si ripete: pur in assenza di parametri numericamente e qualitativamente migliori rispetto a quelli di Avezzano e della Marsica, i politici dell’area aquilana riescono sempre ad emergere con più forza rispetto ai loro omologhi marsicani: più rappresentanti istituzionali, più risorse economiche da investire nel loro territorio, più capacità di fare lobby. Qual è il motivo di questa sproporzione? Dobbiamo puntare il dito contro il capoluogo? Nient’affatto. Questa situazione si è concretizzata grazie all’accondiscendenza dei politici marsicani, che troppo spesso si sono accontentati di un tornaconto personale (qualche incarico o qualche candidatura in più) oppure si sono rassegnati ad esigenze di partiti, associazioni o sistemi provinciali. Il nostro territorio è stato depauperato e declassato nell’ambito della sanità, della giustizia, degli enti assistenziali e tributari, delle agenzie di servizio, dei corpi di sicurezza e tanto altro ancora.

Ecco perché occorre, con gli eletti al prossimo consiglio comunale di Avezzano, incamminarsi verso un percorso aggregativo, unitario, il cui punto d’arrivo sia una nuova classe dirigente. Questa dovrà avere il coraggio di ottenere pari dignità, senza scendere ai vecchi, odiosi compromessi che a volte hanno tarpato le ali alla nostra economia e alle nostre eccellenze. Il circolo vizioso è difficile da scardinare (ad esempio perché non abbiamo rappresentanti in regione, né in parlamento, proprio in virtù di tali dinamiche), eppure abbiamo il dovere di interromperlo una volta per tutte. Naturalmente non ci si sta schierando per una situazione eccessiva all’inverso, a discapito di L’Aquila. Semplicemente va chiesto lo stesso rispetto e la giusta considerazione alle istituzioni verso i bisogni della nostra comunità.

Tutti i candidati sindaco, molti dei quali faranno parte, comunque vada, del governo del Comune, dovrebbero assumere oggi l’impegno di agire nell’interesse di questa città, non in quello del proprio partito e non in quello di chi ha concesso loro un favore durante questa campagna elettorale. Dalla nostra abbiamo la forza della ragione; se almeno su questo tema ci mostreremo uniti, riusciremo a stabilire un’intesa solida ed un’azione condivisa con gli aquilani, ottenendo reciproco beneficio senza che nessuno prevalga a discapito dell’altro.

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