ATRI. Numeri record al San Liberatore: la politica di rilancio dell’ospedale ottiene i suoi frutti  


 

Presentate le statistiche delle performance del nosocomio ducale

per l’anno 2017: netto incremento su tutti i fronti

 

 

“A tutti coloro che si accaniscono contro questo presidio ospedaliero, continuando a descriverlo come moribondo, rispondiamo con i numeri e con le statistiche, che evidenziano tutt’altra situazione e contro le quali sfido a sollevare adesso contestazioni”.

 

Sono queste le parole con cui il consigliere regionale Luciano Monticelli commenta le prestazioni ospedaliere del San Liberatore di Atri, il quale, notoriamente, è da tempo bersaglio di comitati e forze politiche impegnate a descriverlo in termini negativi e con un destino segnato, nonostante a più riprese, con incontri ufficiali e comunicati, siano stati presentati diversi interventi di potenziamento ad opera della Asl teramana che hanno interessato il nosocomio della città ducale.

 

“Adesso saranno le statistiche a far comprendere, nero su bianco – precisa laconico il consigliere –, ciò che realmente accade all’interno del San Liberatore, del cui lavoro non possiamo che dichiararci soddisfatti”.

 

Presentati, infatti, i dati riassuntivi relativi ai numeri di interventi chirurgici, ricoveri e prestazioni ambulatoriali dei 25 settori di cui si compone l’ospedale che hanno interessato l’anno appena concluso. Dati che mettono in risalto una eccellenza e un incremento costante e importante, nonostante il presidio abbia dovuto fare i conti, nel mese di gennaio, con gli eccezionali eventi naturali legati alle copiose nevicate e al terremoto, condizioni che hanno determinato per forze di causa maggiore rallentamenti alle attività del nosocomio per circa 15 giorni.

 

“Analizzando meglio le statistiche – commenta Monticelli – registriamo un incremento, dal 2016 al 2017, del 33% per ciò che riguarda gli interventi chirurgici e del 9% relativamente ai ricoveri. Anche le prestazioni ambulatoriali sono cresciute: in un anno ne sono state registrate 19.604 in più. Mi chiedo come sia possibile dire che si tratta di un ospedale moribondo. Niente di più falso e questi, come si vede, non sono proclami”.

 

Diversi gli interventi messi in campo per assicurare lunga vita ed eccellenza sanitaria per il San Liberatore: dall’arrivo di nuove figure professionali nei reparti di Pediatria, Oculistica, Gastroenterologia e Urologia alla nascita dell’Unità Operativa Semplice Dipartimentale di Urologia e Andrologia fino alla nascita dell’Unità Operativa Semplice di Ecoendoscopia.

 

“Abbiamo investito moltissimo sui reparti – procede spedito Monticelli –, come quello di Endocrinologia per il quale sono stati spesi ben 800mila euro e acquistato anche macchinari, come la nuova mammografia per la diagnostica. Non solo. Abbiamo assunto personale medico e, per il 2018, sono in programma ulteriori concorsi per l’arrivo di altri tre primari. Senza contare il grande contributo di tutto il personale, che ha riacquisito fiducia e al quale va un sentito ringraziamento per aver lavorato moltissimo per la ripresa del presidio. Assieme alla dirigenza della Asl di Teramo, che ringrazio davvero di cuore, abbiamo messo in campo scelte strategiche e il nuovo atto aziendale, che sarà pronto a breve, ci darà le tanto attese conferme. Ma la riprova più grande passa dal territorio, che ogni mattina affolla l’ospedale, tanto da rendere difficile trovare un parcheggio. Non è forse questo un altro segnale?”.

 

Monticelli si scaglia contro comitati e forze politiche che ormai da troppo tempo accusano di estrema debolezza un ospedale al contrario efficiente. E ricorda senza mezzi termini: “La nostra gestione ha fatto la differenza e questo è, come si vede, innegabile. Rispetto al passato assistiamo a un cambiamento di rotta. Noi guardiamo all’efficienza e lasciamo agli altri la falsa propaganda che, tra l’altro, è anche segno di scarso attaccamento al territorio, perché comunicare che un ospedale non funziona quando lo stesso potrebbe divenire una punta di diamante del territorio significa mettere in cattiva luce quest’ultimo, per il cui interesse noi dovremmo invece solo lavorare”.                 

 

 

 

 
 

Luciano Monticelli

Presidente IV Commissione Consiliare

Politiche Europee

Regione Abruzzo

 

 

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