Avezzano, Giorgio Fedele (M5S): “Determinati a cambiare la nostra città”. L’intervista


Avezzano è città viva sotto il profilo politico. Nomi, candidature, coalizioni, programmi, accordi: non si parla d’altro in quanto, tra qualche mese, le nuove elezioni diranno che sarà il sindaco di Avezzano. A tal proposito abbiamo opsto alcune domande a Giorgio Fedele, collaboratore del Movimento 5 Stelle in Regione Abruzzo e portavoce del gruppo locale di Avezzano.

 

Giorgio, si avvicinano le Amministrative ad Avezzano. Alcuni tra i candidati si definiscono “civici” e ritengono superato il concetto destra-sinistra. Credi sia una strategia per evitare che tutti i voti dei “delusi” vadano al Movimento 5 Stelle? Quanto c’è di vero in questo “civismo” dichiarato da molti tra i vostri avversari politici? Vi irrita questa loro scelta?

Non c’è motivo di essere irritati, se lo fossimo non potremmo essere lucidi nell’analisi e nelle scelte. Piuttosto siamo determinati. E’ evidente a tutti cosa si nasconde dietro questo finto “civismo”.  Forse chi scimmiotta questi concetti ritiene che i cittadini siano ingenui e, per questo, facili da raggirare. Chi fa questo ragionamento, però, pecca di presunzione. I cittadini non sono più vincolati ad una ideologia di partito o ad un legame di parentela, hanno ormai iniziato a scegliere basandosi sulla bontà delle proposte e sulla credibilità delle persone che le portano avanti. Perciò, piuttosto che chiederci quanto sia vero il loro “civismo”, ci domandiamo quali siano le loro idee

 

A proposito di elezioni, sono praticamente ufficiali, salvo sorprese e ripensamenti, i nomi dei maggiori candidati a sindaco della città di Avezzano. Quando ufficializzerete il vostro nome? Sarà eletto in rete oppure sarà scelto dai membri del gruppo?

Siamo consapevoli del grande interesse che c’è in città su questo tema: sono veramente tante le persone che ce lo dimostrano quotidianamente. Il candidato sindaco, così come la lista dei candidati consiglieri ed il programma elettorale, sarà scelto democraticamente: in Assemblea, dagli attivisti e con voto palese. Successivamente, provvederemo a richiedere la certificazione e il riconoscimento della lista fra quelle 5 stelle. Solo dopo, per garantire il rispetto delle regole M5S che condividiamo, annunceremo i nomi dei candidati.

 

Ad Avezzano, se non erro, sono nati altri 2 meetup che si sono aggiunti al primo di cui tu sei portavoce. Quali sono i rapporti tra di voi? Andrete insieme alle elezioni, oppure ci sono divergenze insanabili?

Creare un nuovo MeetUp® non significa affatto essere un gruppo 5 stelle, tantomeno uno realmente attivo ed impegnato. Il MeetUp® è una piattaforma social che tutti possono usare; vi sono infatti MeetUp che si occupano delle più disparate tematiche, dalla politica al tempo libero. Fatta questa dovuta precisazione, l’unica cosa che possiamo aggiungere è ribadire che non c’è stata alcuna scissione o rottura all’interno del nostro gruppo. Chi afferma il contrario lo fa per opportunismo. Dopotutto, se quanto riportato dalle cronache fosse vero, e il gruppo di Avezzano da tempo si trovasse in una situazione di crisi, sicuramente non avrebbe avuto la capacità di organizzare una campagna, come quella per lo scorso appuntamento referendario, che ha visto la partecipazione di migliaia di cittadini nei due incontri con il Presidente Ferdinando Imposimato e con il Vicepresidente della Camera Luigi Di Maio. Alle prossime elezioni ci sarà anche il M5S, con un gruppo unico e compatto, così come previsto dalle regole nazionali. Noi invitiamo tutti i cittadini a partecipare alle nostre riunioni e continuiamo a lavorare con lo stesso spirito di sempre: sereni e determinati a cambiare la nostra città.

 

Regione. L’emergenza maltempo, unita al sisma, ha evidenziato quanto sia difficile far fronte a calamità naturali di questa portata. C’è una soluzione politica a tutto oppure credi che di fronte a queste situazioni sia davvero difficile rendere efficiente la macchina organizzativa e dei soccorsi?

Mi permetta di fare una premessa. Ci hanno talmente abituato a vivere nell’emergenza, da arrivare a confondere con questa anche situazioni che non hanno nulla di eccezionale, al di fuori della cattiva amministrazione che le ha generate. Non serve andare a ripescare con la memoria situazioni particolari, né è necessario uscire dal nostro territorio per avere dei chiari esempi di come la classe politica crei, spesso ad uso e consumo, delle emergenze. Penso, solo per fare un esempio, al servizio idrico nella Marsica che va: dai problemi di bilancio e cattiva gestione del CAM, passando per una scarsa qualità del servizio reso al cittadino, per arrivare alle problematiche ambientali, sanitarie ed economiche che si fanno sentire ogni anno sempre più forti in tema di depurazione. Alla luce di questo, una Regione che per giorni vede ampie porzioni del suo territorio isolate e prive di elettricità, non può accontentarsi della calamità naturale come spiegazione a tutto. Quanto accaduto nel mese scorso in Abruzzo è un fatto che merita un serio approfondimento, al di là delle opinioni. Solo dopo si potrà affermare con cognizione di causa cosa era prevedibile e cosa no e, di conseguenza, migliorare quello che non ha funzionato. Almeno è quello che mi aspetterei io da un’Amministrazione responsabile.

 

Giorgio, in Regione Abruzzo, così come a livello nazionale, il Movimento 5 Stelle è accusato di non dialogare e di nascondersi sempre dietro un NO. E’ proprio così? Quali sono i tuoi rapporti con i consiglieri regionali marsicani?

Tutto questo potrebbe essere vero se il M5S non avesse presentato proposte, invece così non è. Sono molteplici le iniziative presentate e bocciate o, per assurdo, neanche mai discusse dalle assemblee di Camera e Senato. Stessa situazione si riscontra anche all’interno delle Regioni e dei Comuni. Né si può argomentare sostenendo la scarsa qualità delle idee avanzate. Basta prendere un esempio su tutti, il reddito di cittadinanza proposto dal M5S che chi governa ha rifiutato di approvare. Ovviamente l’elenco è molto più lungo e passa dalle proposte di riduzione dei corrispettivi e benefit erogati a favore dei parlamentari, fino ad arrivare alle lotte in difesa di servizi essenziali come la Sanità e la Giustizia, combattute, queste, congiuntamente sia in Parlamento, sia all’interno dei Consigli regionali. Quanto ai rapporti questi sono motivati dal dibattito e dal confronto, spesso anche acceso, sulle problematica della Marsica.

 

A livello nazionale il Movimento sta attraversando un periodo non proprio facile, sembra infatti che molti elettori che riponevano fiducia in voi si siano disaffezionati anche al vostro modo di fare politica. Il malriuscito passaggio di gruppo al Parlamento Europeo, le vicende riguardanti la Raggi a Roma, l’addio di Pizzarotti, l’ “ognuno vale uno” che a volte risulta essere un mèro slogan. Puoi farci una tua analisi sulla situazione attuale? Avete ancora bisogno di tempo ed esperienza affinché non si ripetano episodi simili? Quale credi che debba essere il salto da compiere per raggiungere la completa maturazione? Pensi che a livello organizzativo e gerarchico – decisionale si possa migliorare qualcosa e, se si, cosa?

Non mi trovo d’accordo con le premesse. Il M5S è una forza giovane che sta crescendo e maturando sempre più velocemente, imparando anche dalle incertezze del passato. Ne sono una prova l’introduzione del codice etico, elogiato dal pm antimafia Nino Di Matteo, oppure le costanti implementazioni della piattaforma Rousseau, che sta divenendo sempre più uno strumento imprescindibile di democrazia diretta che permette a noi cittadini di partecipare alla vita politica del paese. L’uno vale uno non è quindi solo uno slogan, ma uno dei principi del Movimento che non è mai stato disatteso, diversamente da quanto si è spesso raccontato. Il cuore del M5S sono i cittadini che ci mettono la faccia e, grazie alla rete e ai gruppi locali, riescono ad esprimere un’azione politica forte e rivoluzionaria. Alla fine, ogni cosa è perfettibile ed il M5S in questo ha sempre puntato in alto. Quanto alla disaffezione, l’unico dato concreto e che vale la pena interpretare è quello risultante dal voto e, in questi termini, la crescita di consenso è stata costante, soprattutto ad Avezzano e nella Marsica. Anche i sondaggi confermano questa tendenza.

 

 

Redazione ilfaro24.it

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