Beto, Henry e Simeone: quale bomber di provincia merita il salto?



C’è una storia profonda dietro al culto tutto italiano per i cosiddetti Bomber di provincia: una storia di sentimenti, di aspirazioni, di bar e circoli posti in aree della nostra penisola in cui il calcio era, forse, uno dei pochi vettori di sogni e speranze per alcuni giovani o per la fine della carriera di titolati calciatori giunti in età di disarmo.

Oggi le cose sono abbastanza cambiate a partire dalla riabilitazione delle serie minori e dalla ben più luminosa immagine per la serie B, non più semplicemente serie cadetta ma serie di lancio per campioni e per il ritorno di squadre non certo secondarie sul piano della Storia del Calcio.
Alcune squadre, infatti, sono ben note per la loro caparbietà nel resistere in Serie A, magari dopo una discesa agli inferi in serie minori, regalando sempre più emozioni e rose di giocatori decisamente di talento.
Non mancano, appunto, dei veri e propri bomber che, al di là dell’antico significato legato al classico numero 9 della maglietta, anch’esso già finito nell’album dei ricordi data la multidisciplinarietà del calcio contemporaneo, sfidano in tutto e per tutto le squadre di vetta della classifica.
Vediamone alcuni a partire proprio dai risultati.

Simeone al Verona si propone ben chiaramente come un nome destinato a far parlare di sé, proprio a partire dalla 27ma di campionato dove ha castigato il Venezia con una tripletta talmente micidiale dal lasciare stupefatti molti osservatori di quote Serie A dato che “el Cholito” stava dando serie preoccupazioni, a digiuno di goal da più di due mesi.

Per il Verona si apre l’arrivo ai piani alti della classifica, quasi in zona Europa. La squadra di Henry rimane, all’opposto, in una stagnazione che apre il rischio retrocessione. Tutto ciò nonostante una partita combattuta ed una squadra decisamente all’offensiva con un tridente lagunare composto da Henry, Okereke e Aramu.

Zanetti aveva promesso un lavoro di perfezionamento sul centrocampista francese, già in buonissima forma fisica ma ancora da rifinire sul piano tecnico anche per via dell’oggettiva necessità di gestire il suo impegno per il Venezia che lotta in zona retrocessione, rispetto i fasti della sua precedente esperienza: il Jupiler Pro League dove si era laureato capocannoniere con 21 goal in campionato.

Pur non essendo partito assolutamente male nel campionato italiano, rendendosi protagonista di diversi assist finalizzati in rete, a parte dei goal tra cui l’indispensabile rete del pareggio con la Samp finita 1 a 1, si renderà necessario un ulteriore impegno a centrocampo per rendere la squadra lagunare ancora più capace di elaborare gioco nel reparto avanzato e finalizzare al meglio le sue strategie.

Chiudiamo l’analisi dei bomber di provincia con Beto dell’Udinese, calciatore giovane quanto promettente ha rilanciato i sogni del pubblico friulano con prestazioni in crescendo, culminate in quella spettacolare cavalcata  con la Lazio, finita 4 a 4 proprio grazie alla potenza dell’attaccante della Guinea Bissau.
Un fisico prestante, alto due metri e decisamente muscolare ma in grado di stupire con una progressione da snello velocista.
Non manca una capacità di controllo del pallone veramente interessante come si è visto nella sua finalizzazione ad Udine con il primo in classifica, il Milan, fermato con un dignitoso 1 ad 1.

Attualmente vive un momento di ondeggiamento delle prestazioni, probabilmente di necessaria rifinitura ma non per questo non cesserà di far sognare e stupire.

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