CELANO. BORSE LAVORO: I CONTI NON TORNANO


“Dopo mille solleciti, – dichiara il consigliere di minoranza Cesidio Piperni – esposti a tutti gli organi di giustizia, richieste motivate e puntuali, finalmente qualcosa ci hanno consegnato. Ci riferiamo agli atti amministrativi richiesti dal sottoscritto in qualità di consigliere comunale agli Uffici comunali ed agli amministratori di maggioranza. Il 22 giugno scorso ho ricevuto una mail a firma della dottoressa Daniela di Censo con la quale, in allegato, mi veniva inoltrata, dopo alcuni disguidi a suo dire “dovuti ad un mal funzionamento della casella di
posta elettronica dell’ufficio ragioneria”, la determina relativa all’impegno di spesa delle borse lavoro. Dopo 100 (CENTO) giorni dalla richiesta – continua Piperni – (verrebbe da dire meglio tardi che mai!) finalmente uno dei tanti documenti richiesti ci è stato consegnato. La scusa del disguido della casella di posta elettronica per giustificare l’enorme ritardo di risposta della P.A. ci sembra, tra l’altro, poco sostenibile in quanto ci è difficile pensare che un ufficio importante come quello della Dirigente Di Censo abbia fuori servizio la casella di posta elettronica per ben cento giorni, considerato anche che il Comune stipendia da anni un tecnico per far fronte a queste necessità. Dalle pagine della determina abbiamo avuto modo di capire quanti soldi sono stati stanziati (sul bilancio 2015) e quante borse lavoro possono essere realmente attivate. Ebbene: il Comune ha determinato 100
borse lavoro per un impegno pari ad euro 360.000 (spesa definita presunta!!!). Quindi, visto che i richiedenti “idonei” sono più di 200, oltre 100 borsisti non potranno accedere alle borse lavoro.
Tutto il tempo speso per fare il concorso, lo chiamo così perché la procedura seguita è identica ad un concorso con prove scritte, orali e tanto di graduatoria, vedrà venir meno le aspettative di oltre 100 borsisti/candidati per due ordini di motivi: l’impegno di spesa e la mancanza di aziende aderenti. Spero che il Comune di Celano e soprattutto gli amministratori di maggioranza dicano a tutti i cittadini come realmente stanno le cose senza creare false illusioni. Le borse lavoro sono una forma di sostentamento sociale per tutte quelle fasce cosi dette deboli che sono inoccupate o disoccupate e che versano in condizioni socio-economiche critiche; bisogna, quindi, essere cauti e non alimentare sogni di lavoro che poi non potranno realizzarsi. Infine, –  conclude Piperni -sarebbe opportuno evitare di far sostenere alle ormai poche aziende ancora attive un’anticipazione dei compensi ai borsisti, con il rischio di non venir rimborsati per la non capienza economica da parte del comune stesso”.

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