Che faccia avrà l’ASD Forme nella stagione 2017/2018? Parla patron Tiburzi



 

Il Forme di Anselmo Tiburzi guarda al futuro. Società, spogliatoio e pronostico. Il suo ritorno in campo è già notizia.

C’eravamo lasciati, lo scorso anno, con Anselmo Tiburzi che, dopo l’infortunio rimediato nella sfida interna contro il Cerchio, dichiarava ai nostri microfoni la volontà di non scendere più in campo. Il tempo, però, si sa, aggiusta ogni cosa. Il richiamo del campo, d’altronde, è davvero troppo forte per essere ignorato. E così, dopo sei mesi di completa inattività, quel pallone amato e odiato, allo stesso tempo, con spasmodica alternanza da chi ha davvero investito tutto se stesso in esso, torna a bussare con il suo richiamo prepotente. Un richiamo che non si può ignorare. Un richiamo che va assecondato, sempre. È così che, in casa del Forme, la notizia di mercato più grande è proprio quella di aver recuperato il proprio punto di riferimento. Un condottiero fuori e dentro il campo.
Il ritorno di Tiburzi al ruolo di presidente-giocatore ha portato con se, come era lecito aspettarsi, un’ondata di buonumore e positività. Così con la nuova stagione ormai alle porte la domanda principale di ogni tifoso è: “Che cosa bisogna aspettarsi dalla prossima stagione”?.
Per soddisfare le curiosità di tifosi e appassionati, in esclusiva ao nostri microfoni, dichiarazioni del presidente dell’ASD Forme, Anselmo Tiburzi.

Presidente, Parliamo dell’assetto societario. Cosa cambia in casa del forme e cosa resta? Dietro le quinte ci saranno volti nuovi?
L’assetto societario non cambia molto rispetto allo scorso anno. Già nella scorsa stagione c’era stata l’entrata in corsa di Luca Venanzi a livello dirigenziale. Ci sarà, perciò, in primis, un consolidamento della sua posizione. Quello che cambierà invece sarà tutto quello che riguarderà l’immagine e la comunicazione. Avremo, dunque, l’inserimento della figura di un responsabile dell’ufficio stampa – Marco Cofini – coadiuvato da Natalia Tiburzi che è anche là vicepresidente della nostra compagine. Saremo attivi sui social e questo, di sicuro, favorirà anche la maggiore partecipazione di tutto il paese.
Con l’arrivo di mister Murzilli,nella scorsa stagione, la squadra ha trovato una ideologia guida che ha condotto a una serie di positiva di risultati fino al termine della stagione. Quanto è stato importante e quanta sicurezza pensi possa dare ai ragazzi ritrovarlo dal primo giorno di ritrovo?
L’arrivo di mister Murzilli ha cambiato totalmente la situazione all’interno dello spogliatoio. Questo era quello che gli avevo chiesto: analizzare ogni tipo di situazione cercando, poi, una direzione da percorrere. Avere un’allenatore di fuori ci ha fatto bene dal punto di vista professionale e di crescita dei ragazzi. Un rapporto che esula dalle dinamiche di conoscenza e amicizia è stato uno step importante che ha lanciato un messaggio chiaro al gruppo.

La rosa. Ecco, che tipo di squadra ha intenzione di allestire il Forme per il prossimo campionato?
Come vi state muovendo sul “mercato”?

Il mister, come ho già detto prima, aveva il difficile compito di comprendere cosa non andava all’interno dello spogliatoio. Una squadra che si ritrovava nell’ultima posizione con appena 2 fatti aveva bisogno, prima di innesti e rivoluzioni sul campo, di trovare un’identità. Bisognava intervenire. Direi che lo abbiamo fatto. Abbiamo inserito qualcosa a centrocampo e in attacco e abbiamo trovato una nostra idea di gioco. Basti pensare che compagini come Lo Schioppo, Pero dei Santi, Trasacco e Canistro hanno trovato difficoltà nelle gare interni contro di noi. L’arrivo di Di Rocco, Onofrietti, Nitti e Di Berardino si inseriscono in una rosa che arriverà intorno ai 23 giocatori. L’obiettivo primario è sicuramente quello di continuare sulla striscia positiva dei risultati dell’ultima parte della scorsa stagione.

Alla luce di questo: che tipo di campionato si aspetta di condurre il Forme? Patron Tiburzi se la sente di fare un pronostico?

Mi aspetto, non mi nascondo, un campionato di vertice. Un campionato da giocare a grande ritmo. Da terminare nelle prime posizioni. Ho ripreso a giocare, dopo l’ennesimo tentativo di addio, (ride n.d.r) anche per questo motivo. Sono stato sei mesi senza toccare un pallone. Sei mesi in cui ho capito che il calcio è, per me, un qualcosa di vitale. Un richiamo che viene da dentro e, fortunatamente, sono tornato a divertirmi. Proprio per questo voglio contribuire e giocarmi le carte. Da presidente e da giocatore, quindi, mi aspetto di giocarmi il campionato fino alla fine.

La parola d’ordine per il Forme è, dunque, cambiamento. Un cambiamento costruttivo e positivo. Uno di quelli che guarda avanti: al futuro. Un futuro roseo e che trova nell’unione verso obiettivi comuni la propria ragione d’essere. Un futuro che, come ama specificare lo stesso Tiburzi, parte dalle giovani leve. Investire sul settore giovanile è il modo migliore per guardare avanti con serenità. “Le scelte che riguardano la prima squadra, infatti, -sottolinea – ricadono sui nostri bambini. Oltre a insegnare loro come giocare a calcio, dunque, dobbiamo insegnare loro come comportarsi. Dobbiamo insegnare il rispetto, quello per se stessi e per l’avversario; dobbiamo insegnargli l’amore nel senso più ampio del termine. È proprio per questo che, non smetterò mai di ripeterlo, dobbiamo essere un esempio. Un esempio che ci spinga a migliorare e migliorarci”.
Cambiamento, appunto.
E voi…conoscete una prospettiva migliore di quella dello sguardo di un bambino?
Alex Amiconi

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