Commercio e turismo, Confesercenti: i negozi sono elemento fondamentale per la qualità della vita dei cittadini, per il valore turistico e la fruibilità del territorio


 

Il volto di Sulmona e degli altri centri della Valle Peligna, risulta trasformato profondamente, perché è stata modificata di fatto la composizione delle attività e le vetrine dei negozi hanno lasciato il posto a pub, bar, ristoranti, rosticcerie e attività turistiche.

La grande recessione scoppiata alla fine di agosto di dieci anni fa, afferma la Confesercenti, ha trasformato profondamente il volto di città e borghi, modificandone la composizione produttiva: il commercio è stato parzialmente sostituito da pubblici esercizi e attività ricettive.

“Se da una parte il dinamismo del settore turistico e dei pubblici esercizi è di fatto veloce – sottolinea Pietro Leonarduzzi, Vice Presidente della Confesercenti provinciale – il commercio continua a soffrire, oppresso da una ripresa della spesa delle famiglie che non arriva, ma anche da un trasferimento delle quote di mercato dai piccoli alla grande distribuzione organizzata dovuto in primo luogo alla liberalizzazione”.

Incide chiaramente anche l’evoluzione tecnologica, come dimostra l’aumento di negozi web e di imprese che si occupano di distribuzione commerciale tramite vending machine.

“Un cambiamento dovuto alle modificate abitudini, ai diversi stili di vita, alla composizione dei nuclei familiari, al lavoro sempre più precario o inesistente, ai pasti sempre più consumati al di fuori delle mura domestiche, all’avvento di internet e dell’online – secondo Leonarduzzi – ma anche al fatto che la piccola impresa, quella che ha reso la nostra rete commerciale la più bella e più varia del pianeta, ha subìto e pagato, le politiche di liberalizzazione e la mancanza di una vera politica di sostegno”.

“Perdere le attività di vicinato è un danno per tutti, non solo per i commercianti – sottolinea Angelo Pellegrino, Direttore della Fiesa regionale – Per l’intera comunità i negozi sono un elemento fondamentale per la qualità della e per il valore turistico e la fruibilità del territorio. In effetti, la Confesercenti lo dice da anni: se vive il commercio, vivono le città”.

Sostenere i negozi di vicinato significa garantire e valorizzare la qualità della vita, che induce a considerare di fondamentale importanza l’impostazione di una dimensione della Città meno frenetica. Pertanto, per la Confesercenti, il termine qualità della vita comprende anche la capacità di adattamento della Città alle esigenze di tutti, e le attività commerciali, sono elementi insostituibili di contatto tra cittadini e le comunità locali. Esse costituiscono ottimi veicoli di diffusione di informazioni in tema di stili di vita, di comportamenti culturali e sociali, di capacità reddituale della popolazione. Si tratta di una vera e propria funzione di integrazione sociale.

“Le Amministrazioni comunali hanno l’obbligo di intervenire nell’ambito della riqualificazione del commercio – concludono Leonarduzzi e Pellegrino – è il tempo delle scelte e del confronto per dare un volto nuovo alla tessitura urbana e per rivitalizzare le piccole e medie imprese del commercio, sia a posto fisso che ambulante”.

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