Coronavirus. Parla una delle pazienti di Collarmele trasferite da L’Aquila all’albergo a Campo Imperatore

La vicenda è nota a tutti, e l’emergenza coronavirus non risparmia nessuno, direttamente o indirettamente siamo coinvolti in questa realtà, tanto inattesa quanto surreale. Il caso dei due pazienti di Collarmele (AQ) trasferiti dall’ospedale G8 di L’Aquila nell’albergo Cristallo, alla base della funivia di Campo Imperatore, ha già fatto discutere abbastanza. Sono state avanzate delle critiche da parte dei pazienti trasferiti nell’hotel. Secondo quanto riportato da loro, nella tarda serata di giovedì 26 marzo, sono stati trasferiti nell’hotel Cristallo, e le condizioni ambientali non erano idonee per la degenza. Ambienti freddi, stanze prive di ogni confort, nessuna figura sanitaria di riferimento e, peggio ancora, neanche un numero da contattare in caso di bisogno.
Il sindaco di Collarmele Tonino Mostacci, comune dove risiedono le due pazienti coinvolte in questa triste storia, ha subito richiesto chiarimenti in merito. Le risposte sono state vaghe e inconsistenti. La Protezione Civile ha dichiarato che era tutto a posto e che si è trattato solo di un disguido tra la Asl e la stessa Protezione Civile. Il sindaco di L’Aquila, Pierluigi Biondi, ha subito precisato che la gestione della struttura è in capo alla Protezione Civile Regionale, e il comune da lui amministrato aveva solo l’onere di provvedere alla sanificazione degli ambienti, cosa che, precisa, è avvenuta regolarmente.

Nel mezzo di tutta questa polemica, il chiarimento più importante da ascoltare è quello di chi sta vivendo in prima persona questa esperienza. E’ il caso della Sig.ra Wilma D’Alessandro, che ci ha inviato una nota audio in cui ci racconta come sono andati i fatti.

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