COSA CUCINAVA VERDI AI SUOI OSPITI? LO SCOPRIREMO A CHICAGO, A SUON DI MUSICA


Che la musica unisca gli italiani all’estero è da sempre risaputo: sono stati i  nostri emigranti a portare oltreoceano le canzoni più popolari, l’Opera, i nomi dei talentuosi artisti del nostro Paese, ma che ci conduca a suon di note ad assaporare il buon cibo della nostra terra, e a scoprire cosa amavano mangiare i nostri connazionali più illustri, magari ammirando nel frattempo la Statua della libertà o il Monte Rushmore con le facce dei più amati presidenti americani, beh, questo è il geniale obiettivo che si è prefisso un gruppo di fantastici artisti abruzzesi.

Si intitola infatti “Sapori Musicali” lo spettacolo musico-teatrale, prodotto dall‘Associazione musicale “La Scala di Seta” che intende celebrare il sodalizio tra l’arte musicale e quella culinaria, in una delicata e colorita querelle tra generi.

Il miglior repertorio tratto dalla musica italiana, classica e lirica, senza tralasciare quell’importante solco tracciato dalla tradizione popolare ed in particolar modo da quella partenopea, passa, da oggi, attraverso i fornelli.

Aneddoti, curiosità e piccoli segreti gastronomici degli autori, compositori e poeti, che tanto lustro hanno dato al nostro repertorio, ma anche sfumature inneggianti all’arte della buona tavola, nascoste fra le righe dei libretti delle più belle arie delle opere liriche.

Il Maestro Giuseppe Verdi con i suoi ospiti

Note che magicamente prendono vita dallo spartito, impreziosite dal canto del soprano, mentre la voce narrante racconta al pubblico, in un’atmosfera sospesa che affonda le radici nel nostro prestigioso passato, cosa cucinava Verdi ai suoi commensali in quelle famose cene che lui stesso amava preparare,  o quali musiche hanno ispirato la nascita di piatti tipicamente italiani, o ancora quali poesie sono state create prendendo spunto dalla musica e dal cibo.

Il cibo quindi che diventa trait d’union o irrevocabile linea di demarcazione nei rapporti interpersonali, se non addirittura motivo di schermaglia di giovani sposi.

Protagonisti di questo straordinario ed innovativo progetto che sta per varcare i confini nazionali e che atterrerà prossimamente a Chicago, per poi fermarsi a Cleveland, a Charleston, fino a giungere a Praga, tre talentuosi artisti della nostra terra.

Lei, Bianca D’Amore, la voce soprano, reduce da innumerevoli successi in Italia e all’estero, e dal recente ed immenso  spettacolo “Canto d’infinito” al fianco del popolare attore Pino Quartullo, nonché dal bimillenario della morte di Ovidio  presso le ambasciate italiane di Bucarest e Cracovia. Accanto al soprano, a suggellare una collaborazione artistica che dura da oltre vent’anni, Donato Angelosante, attore dalle grandi potenzialità e talento, applauditissimo alla recente edizione del Premio Silone durante l’omaggio dedicato allo scrittore pescinese. Ed infine, un tocco di eleganza e di classe di chi, negli States, gioca in casa, ovvero l’italo americana Roberta Terchi Nocentini, autorevole pianista, eccezionale artista dotata di straordinaria sensibilità musicale, più volte rappresentante dell’Arte del Belpaese presso gli Istituti di Cultura italiani all’estero.

Un connubio che ci farà senz’altro emozionare e che ci renderà orgogliosi e fieri dei suoni, delle parole e dei sapori che contraddistinguono da sempre il nostro Paese in tutto il mondo, e che quasi certamente ci lascerà l’acquolina in bocca. Sempre se non saremo troppo presi a cantare le canzoni della nostra Storia.

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