E ANCHE LA MUSICA ITALIANA VENDUTA AI TEDESCHI


Il fatturato dello show business italiano che rappresentava un’importante voce d’entrata per le casse nazionali vola in Germania

Dopo aver ceduto alle multinazionali straniere quasi tutti i marchi storici italiani come Barilla, Plasmon, Parmalat, Algida, Gucci, Pernigotti, Perugina, Buitoni, Gancia, Carapelli, Sasso e Bertolli, Salumi Fiorucci, San Pellegrino, Peroni, Galbani e tanti altri che hanno fatto grande la nostra nazione, anche il mondo musicale italiano viene ceduto ad una Holding straniera, la  tedesca CTS Eventim, già leader mondiale del ticketing con il marchio Ticketmaster e proprietaria di TicketOne e di  Oeticket, Ticketcorner, Entradas, Medusa Music Group, ecc.

Klaus-Peter Schulenberg, titolare della CTS Eventim, non contento della supremazia europea del ticketing, desiderava acquisire anche gran parte del mercato Live della musica italiana e così ha acquistato la Friends & Partners, la Vivo Concerti di Zard,  la D’Alessandro & Galli, la Vertigo S.r.l. e chissà con quante altre è attualmente in trattativa.

Le restanti agenzie artistiche restano comunque legate a doppio filo alla Eventin poiché non hanno alternative valide per l’affidamento del ticketing.

Questo significa che tutti gli utili derivanti dagli acquisti dei nostri ragazzi per assistere a concerti nei Palasport, Stadi, Teatri ecc., oltre a quelli derivanti dalla vendita degli artisti più gettonati acquistati con grande difficoltà tramite sponsor e questue porta a porta da Comitati festa, Comuni, Regioni, Proloco in occasione di festività, sagre e manifestazioni, andranno nelle tasche tedesche di Lord Klaus-Peter Schulenberg.

Tale monopolizzazione non penalizzerà di certo gli artisti di chiara fama che comunque riceveranno invariato il loro cachet, né gli utenti dei grandi concerti che pagheranno il biglietto secondo gli usuali parametri, ma distruggerà definitivamente una grande parte dell’industria italiana dell’entertainment, svuotata ed ormai controllata da una Holding straniera.

Se ci aggiungiamo che le più importanti major discografiche italiane sono Sony Music Entertainment, Universal Music Group, Warner Music Italy, quindi gruppi multinazionali, la cui priorità è promuovere i prodotti internazionali in Italia o, nella migliore delle ipotesi andare a caccia degli artisti che  vincono i talent (Amici, X Factor, The Voice, Sanremo giovani, ecc.) e quindi già promossi e popolari, o quelli che per altre vie (autoproduzioni, concerti, social web) riescono a catturare una forte attenzione del pubblico, il quadro generale attuale della musica italiana appare profondamente desolante.
In pratica, a differenza del passato, queste major hanno ridotto ai minimi termini le attività di talent-scout ed investimenti. 

Magari un giorno, per la gioia di Lord Klaus-Peter Schulenberg, Baglioni, Ligabue, Tozzi, Pausini, De Gegori ecc. canteranno in lingua tedesca e nelle manifestazioni italiane si canterà in bavarese.

Michele Montereali

 

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