ELEZIONI AVEZZANO. INTERVISTA AL CANDIDATO SINDACO GABRIELE DE ANGELIS


Gabriele De Angelis il primo turno di queste elezioni ha dato un primo responso. Ci fa una sua analisi del voto?
Il messaggio inviato dagli avezzanesi al Sindaco pro tempore e uscente è chiaro. Il 56% dei cittadini non vuole più questa Amministrazione. Non solo. Oltre 1500 elettori che hanno votato le sue liste hanno scelto un altro sindaco. Mi sembrano due dati su cui posare seriamente l’attenzione. Il mio competitore aveva dalla sua l’Amministrazione, uno staff già rodato cinque anni fa, una macchina organizzativa di due partiti, l’apparato della Regione Abruzzo, e non parlo solo del fratello, ma anche di un Presidente della Regione che è venuto due volte a sponsorizzarlo. Il sottoscritto e la mia coalizione hanno avviato questa costruzione quattro mesi fa e abbiamo tirato su sette liste e uno staff dal nulla riuscendo ad ottenere un ottimo risultato. Io mi ero posto un obiettivo minimo per il primo turno che era quello dei 7.500 voti ed un massimo di 9.000 proprio perché immaginavo la potenza che il Sistema Di Pangrazio avrebbe messo in campo. Il mio risultato è ottimo e molto incoraggiante

Pensa che la rimonta sia possibile?
Penso proprio di si. Il ballottaggio è una partita a sé dove si riparte da 0 a 0, cambiano il campo e le regole. Non ci sono più 240 candidati che in qualche modo piegano il voto, qualche volta anche in modo poco corretto. Ora ci sono due persone da votare. Da una parte una persona da giudicare per quel che ha fatto in questi cinque anni e, a meno che io non sia vissuto su Marte, mi pare evidente il disastro che Avezzano ha dovuto patire, e dall’altra un nuovo candidato che un po’ ha fatto vedere cosa di buono sa fare e un programma di cose concrete che può realizzare in cinque anni.

Le altre liste non hanno ottenuto il risultato che si aspettavano. Quei voti, che comunque sono molti, secondo lei dove andranno?
Più che fare previsioni posso pensare ad una logica. La logica è quella della realtà. Il 56% degli elettori, pur distribuito su 5 liste, ha detto NO all’attuale Sindaco. Voglio immaginare che sia un giudizio definitivo anche perché tutti e cinque i concorrenti del mio competitore hanno raccolto più delle loro liste. Insomma, il sottoscritto e gli altri candidati sindaco concorrenti dell’attuale inquilino del Palazzo Municipale, hanno raccolto consenso proprio e preso dalle liste del mio competitore. In due settimane non credo che un giudizio così netto possa capovolgersi. Sarebbe davvero contraddittorio ed inspiegabile.

Si parla tanto di anatra zoppa, quanto può essere reale il rischio di una maggioranza precaria in caso di sua vittoria?
Approfitto di questa opportunità per chiarire questo concetto una volta per tutte. Il problema dell’anatra zoppa è francamente inesistente. La normativa effettivamente prevede un “buco” di questo genere che però è stato colmato dal Consiglio di Stato con numerose sentenze. L’ultima e la più chiara risale al maggio scorso in merito ad un ricorso fatto dalla coalizione di centrosinistra nel Comune di San Benedetto del Tronto. Il caso è sostanzialmente identico al nostro. Il Sindaco risultato vincitore del ballottaggio non aveva preso la maggioranza con le sue liste il che avrebbe determinato una sua minoranza in Consiglio. Nella proclamazione del risultato e degli eletti, invece, è stato seguito il criterio del 60% al candidato che vince il ballottaggio e il 40 alle opposizioni. Il centrosinistra ha presentato un ricorso basato sul dettato della norma ma il Consiglio di Stato ha affermato che nell’elezione di un’assemblea come il Consiglio Comunale, che è chiamata ad amministrare con il Sindaco, il criterio prevalente è la Governabilità e non la Rappresentatività Questo perché se esiste il turno di ballottaggio è perché si è scelto di dare ai cittadini il potere di eleggersi chi debba governare per cinque anni la città. Se prevalesse il criterio della Rappresentatività, e quindi l’avvenire dell’anatra zoppa, questo verrebbe meno e non sarebbe rispettoso della volontà espressa dalle urne nel ballottaggio che sarebbe, peraltro, a quel punto inutile.

Per concludere faccia un appello al voto.
I miei concittadini avezzanesi hanno potuto constare personalmente il fallimento dell’Amministrazione Di Pangrazio in questi cinque anni. Il sottoscritto ne ha fatto parte per due anni e mezzo. Poi sono andato via quando il programma di mandato è stato tradito in favore di scelte che miravano solo a conservare il potere senza alcun interesse per la città. In quei due anni e mezzo ho realizzato numerosi progetti, al di là delle bugie attuali del mio competitore che però al tempo delle mi dimissioni mi definì “Il migliore fra i miei assessori”, come il microcredito e l’avvio della riqualificazione dell’asse centrale di Avezzano rimasta al punto dove io l’ho lasciata proprio per il disinteresse degli attuali amministratori. Io ho presentato un programma che parla di un governo cittadino impegnato nel reperire finanziamenti europei, taglio di sprechi per staff esorbitanti e dirigenti in sovrannumero, spese inutili e agevolazioni fiscali per favorire investimenti tesi ad ammodernare e riqualificare tutta la città dal centro alle periferie e alle frazioni, al fine di attirare iniziative imprenditoriali e creare lavoro. La Città Bella è quella dove torna la vita, dove i giovani restano per lavorare ed operare e non fuggire via. Un governo cittadino che vada in Regione e al Governo Nazionale, senza paura, per far avere di diritti di una città e di un territorio ora in abbandono e in degrado. Voglio riaprire il Palazzo Municipale che deve tornare ad essere la Casa di Tutti gli Avezzanesi dove troveranno un Sindaco che dialogherà con tutti, sia chi l’ha votato sia chi l’ha osteggiato. Il 25 giugno gli avezzanesi debbono andare a votare e debbono fare una scelta. Dovranno rispondere a questa domanda: Voglio un Sindaco e un’Amministrazione sottomessa ad un Padrone o vogliono un Sindaco ed un’Amministrazione che lavori costantemente per far tornare lavoro, ricchezza, bellezza, vita, sviluppo e opportunità ad Avezzano? Io ci ho messo faccia ed energia, con tutti coloro che mi hanno sostenuto ed appoggiato proprio per lavorare alla rinascita di Avezzano. Ora serve il sostegno ed il consenso dei cittadini per dare forza a questo progetto. E sono sicuro che sarà così.

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