Elio Germano e Teho Teardo nel Viaggio dove si incontrano musica e parole


 

Sabato 28 aprile alle ore 21 ACS Abruzzo Circuito Spettacolo presenta un evento teatrale da non perdere, Elio Germano e Teho Teardo portano in scena al Teatro Comunale di Teramo “Viaggio al termine della notte” liberamente tratto dal capolavoro di Louis-Ferdinand Céline in una versione completamente rinnovata nelle musiche e nei testi.

 

Teardo ripercorre musicalmente alcuni frammenti del “Viaggio” restituendo, in una partitura inedita, la disperazione grottesca di questo capolavoro di scrittura che ritrova nuove dinamiche espressive nella combinazione di archi, chitarra e live electronics.

Elio Germano, grazie alla sua straordinaria sensibilità interpretativa, evoca immagini che si fondono con le atmosfere cinematiche di Teardo, in un succedersi di eventi sonori e verbali dove la voce esce dalla sua dimensione tradizionale fino a divenire suono.

In quel suono Teardo crea un ambiente nel quale la voce di Germano può suggerirci nuove prospettive sulle disavventure di Bardamu e gli orrori della guerra mondiale che travolge le relazioni tra gli uomini. Il pessimismo sulla natura umana, sulle istituzioni, sulla società e sulla vita in generale, diviene inconsolabile fino a non conceder più alcuna speranza al consorzio umano.

 

Legati, oltre che dall’amicizia, anche da una solida affinità artistica, Elio Germano e Teho Teardo portano avanti questo spettacolo dal 2012, anno in cui è iniziata la prima tournée che ha avuto come prima tappa Genova. Germano e Teardo hanno deciso di mettere in piedi Il Viaggio di Céline, in occasione di un Festival al Palaexpo, in cui gli fu chiesto un intervento su un testo. Quello che doveva essere un singolo episodio, è diventato invece una tournée che a distanza di anni non si è mai conclusa.

 

Elio Germano ha interpretato nel 2016 il ruolo di San Francesco nel film “Il Sogno di Francesco”, diretto dai registi francesi Renaud Fely e Arnaud Louvet; sono poi usciti (nella primavera 2017) il film di Edoardo Falcone “Questione di Karma” con Fabio De Luigi e il film di Gianni Amelio “La tenerezza” con Renato Carpentieri, Giovanna Mezzogiorno, Micaela Ramazzotti. Nel 2016 ha interpretato “Nino Manfredi” nel film omaggio per Rai 1 per la regia di Luca Manfredi, andato in onda recentemente.

 

Contemporaneamente al Viaggio al termine della notte e al tour internazionale di Nerissimo al fianco di Blixa Bargeld, Teardo ha recentemente collaborato con il regista e sceneggiatore Enda Walsh per la pièce Arlington, presentata in prima mondiale l’11 luglio in occasione del Galway International Arts Festival, e in cartellone all’Ann’s Warehouse di New York ad agosto 2017. Enda Walsh ha scritto anche “Lazarus” insieme a David Bowie. Il sodalizio tra Enda Walsh e Teardo è iniziato nel 2014 con la pièce Ballyturk, grazie alla quale Teardo vinse nel 2015 l’Irish Theatre Awards per la colonna sonora. Teho Teardo ha composto anche le colonne sonora de La verità sta in cielo di Roberto Faenza e di altri due film presentati alla 73°edizione del festival di Venezia (Il più grande sogno di Michele Vannucci e Caffè di Cristiano Bortone).

 

Recensioni

Sergio lo Gatto – Teatro e Critica (http://www.teatroecritica.net) 24 febbraio 2012

 

…In mano al compositore friulano la chitarra diventa una bacchetta magica per sonorità acide che si posizionano nel centro esatto tra le potenzialità acustiche e la distorsione elettronica. Loop station e multieffetti sono le sue armi, un archetto da violino e un magnete che prolunga il suono gli “effetti speciali”, tocchi finali di una scrittura agile al punto da bastare a se stessa ma mai esagerata, sempre al servizio delle parole, un’esecuzione perfetta e una grande sintonia con la pur abilissima violoncellista.

Germano legge il romanzo da dentro, si insinua tra le righe di una prosa che non ha briglia da tenere, passa da un microfono all’altro (voce naturale-voce distorta) come fa il suo protagonista in un’intermittenza tra scienza e coscienza del vivere. Della trama e della struttura restano ganci a cui appendersi, il montaggio del testo serve bene l’indiscutibile abilità di questo interprete che – bisogna riconoscerlo – non si risparmia. Sfogliando con violenza le pagine del copione e lasciandole volare intorno come uccelli centrati da un colpo di fucile, il suo corpo si accartoccia, si contrae e quella luce fioca si spegne, lasciandoci alla musica non sempre in consonanza con la storia ma più abbandonato alla forma concerto.

Questo Viaggio lo si compie ad occhi semichiusi, cullati da sussurri forse qua e là troppo insistiti, troppo sporgenti verso l’intimismo di maniera, ma è forte l’intenzione di dare ai frammenti scelti il ritmo incontrollabile delle immagini di un dormiveglia febbrile.

 

 

Giovanni Luca Montanino – Sipario  (www.Sipario.it31 gennaio 2017

“…Un attore di grande intensità (giovane e impegnato, di un talento contrassegnato da spiccata coscienza civile), la cui recitazione batte e vibra esattamente come gli archi che lo accompagnano. Un capolavoro senza tempo, sempre attuale, sui cui temi è bene non perdere l’occasione di tornare e riflettere.…Alla lettura di Germano – sussurrata e poi gridata, arrabbiata e a tratti rassegnata – si alternano le melodie taglienti come lame di Teardo (alla chitarra e al live elettronico). Note come graffi e una voce solitaria: come una luce che si accende, ma nel dolore; quindi, si rispegne.
Il pubblico assiste, dunque, a un incontro unico tra arti e linguaggi differenti: a rivelare Bardamu nelle sue traversie. Negli orrori del conflitto mondiale, in Africa come nei sobborghi degradati delle metropoli. La follia che regna sovrana tra le mura di un istituto di igiene mentale è una condanna senza appello alla solitudine. Ma gli uomini apparentemente savi non sono meno emarginati dei dementi. Nella sua resa di fronte al dissolversi di qualsiasi sentimento umano, nessuno come Elio Germano può restituire vigore al pessimismo del protagonista: sullo Stato, sulla società e sugli uomini in generale. Tutto sembra essere perduto: la speranza è un sentimento desueto, che di sicuro non appartiene al novecento. Nella partitura di Teardo, assolutamente inedita, le sonorità elettroniche creano tensioni futuristiche. La scenografia è assente, perché tutto sia verosimilmente invaso dall’oscurità.”

 

FORMAZIONE

Elio Germano: voce

Teho Teardo: chitarra, live electrionics

Laura Bisceglia: violoncello

Ambra Chiara Michelangeli: viola

Elena De Stabile: violino

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