Funerali Amatrice: "Non uccide il sisma, ma le opere dell'uomo"


Lo ha detto Monsignor Pompili nella sua omelia durante i funerali delle vittime del terremoto, che ha poi aggiunto: “Disertare questi luoghi vorrebbe dire uccidere una seconda volta”.

Amatrice. Una pioggia battente ha fatto da cornice ai funerali per i morti del sisma. Tante le autorità presenti sotto il capannone allestito per l’occasione, ma soprattutto tante lacrime e tanto dolore.

“I terremoti esistono da quando esiste la terra. I paesaggi, le montagne, l’acqua dolce, tutto è dovuto ai terremoti. Neanche l’uomo esisterebbe senza i terremoti, il terremoto non uccide. Uccidono le opere dell’uomo” ha detto Mons. Pompili, stimolando ad una riflessione che dovrebbe accompagnare la ricostruzione ed ogni opera futura.

“Disertare questi luoghi sarebbe ucciderli una seconda volta”, dice. “Non basteranno giorni, ci vorranno anni. Sopra a tutto è richiesta una qualità di cui Gesù si fa interprete: la mitezza. Un coinvolgimento tenero e tenace, un abbraccio forte e discreto, un impegno a breve, medio e lungo periodo”.

Poi il Sindaco di Amatrice, Sergio Pirozzi:  “Questa gente è morta perché amava questa terra e noi vogliamo restare qui”. Tanto strazio alla cerimonia funebre, ma anche parole di speranza, che mirano a vedere un giorno gli stessi posti, rimessi in piedi in un modo più sicuro e che permettano alla gente di riviverli come un tempo.

Redazione ilfaro24.it

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