GIANNI PADOVANI (PSI): IL PIANO OSPEDALIERO PRESENTATO DA MARSILIO E’ ANTIQUATO. LE AREE INTERNE SEMPRE PIU’ PENALIZZATE


Non è certo un caso se un esponente di primo piano della maggioranza, Roberto Donatelli, abbia abbandonato la barca malandata di Marsilio, denunciando la totale mancanza di obiettivi e di azioni concrete da parte del governo regionale, in particolare per le aree interne. Un nulla di fatto, al di là della martellante comunicazione di Marsilio&Co, che si evidenzia con ancora maggiore drammaticità nel vergognoso “Piano Ospedaliero Regionale” approvato nei giorni scorsi dalla Giunta regionale.  Anche il piano ospedaliero dimostra come la destra governante sia animata solo da propositi e proclami, ma poi non riesca nei fatti a concretizzare.

Marsilio dopo più di due anni di “nullismo” amministrativo e isolazionismo politico dal governo centrale non ha approvato, neppure in materia sanitaria,  alcun atto di programmazione coerente ai piani nazionali e nulla si dice su come l’Abruzzo intenda intercettare le poderose risorse del Piano Draghi (PNRR) in materia sanitaria! Nel documento si sparano numeri su aumenti di posti letto, ma quando poi si vanno a leggere i dettagli vediamo che per molti reparti strategici ed essenziali, ad esempio pneumologia-Covid del San Salvatore, non si prevede quasi nulla come incremento di personale, posti letto ed investimenti! In linea generale non si comprende se l’aumento dei posti letto negli ospedali di I livello (Avezzano, Sulmona, Lanciano, Vasto), ed in quelli di base (Ortona, Popoli, Penne, Atri, Giulianova, Sant’Omero), sia un incremento reale oppure se sia dovuto al depotenziamento strisciante dei principali ospedali. Tra l’altro il documento è in totale contrasto con il Programma di mandato di Marsilio, laddove si evidenzia la “gravissima carenza di personale soprattutto medico e paramedico” per tutte le ASL ed in particolare per la “Asl 1 dove le unità mancanti sono circa 700”.  

La bozza di nuova rete ospedaliera mortifica quindi le aree interne di tutte le province abruzzesi, ma gli aspetti più gravi ed inquietanti sono altri. In primo luogo, la legge impone di concentrare  particolari funzioni specialistiche (DEA-II) in unica struttura, mentre il documento le spalma su ben 4 ospedali (sic!!!), il che porterà alla sicura bocciatura da parte del Governo. Un errore tanto clamoroso, quello della Regione, che pare essere fatto apposta, proprio per evitare di assumere scelte che manderebbero in frantumi una maggioranza che ormai si regge solo con la colla del potere fine a sé stesso. In secondo luogo, si tratta di un documento anacronistico e privo di una visione avanzata sulla medicina del domani.  Pochissimi gli investimenti sulla telemedicina e sulla diagnostica a distanza, potenti alternative alla ospedalizzazione. Irrisori gli  investimenti sulle cure intermedie e sulla medicina territoriale, quasi nessun investimento sulla sanità di prossimità, ovvero su tutto ciò che è complementare alla rete ospedaliera, uno dei punti di maggiore debolezza dell’Abruzzo nel corso della fase acuta della pandemia. Sulla prevenzione delle patologie croniche e sugli urgentissimi screening oncologici, attività trascurate nel periodo acuto pandemico, solo buoni propositi e la solita fumosa comunicazione encomiastica.  

Nel complesso un vero fallimento! Del resto cosa potevamo aspettarci da un governo regionale divorato dalle lotte intestine tra “fratelli coltelli” che in meno di tre anni  ha nominato e poi cacciato (senza plausibili spiegazioni) il direttore generale della ASL1 ed ha cambiato tre direttori sanitari!

Questo piano semplicemente non s’ha da fare. Faremo tutto il possibile per modificare il piano sanitario di Marsilio a livello di governo centrale, che dovrà esprimere pareri vincolanti sul documento, ed in tal senso abbiamo già mobilitato il nostro segretario nazionale Enzo Maraio.  Come Partito Socialista Italiano, inoltre, invitiamo tutte le forse riformiste presenti in Consiglio regionale a impegnarsi concretamente per cambiare un piano ad oggi improponibile oltre che impresentabile! Marsilio è ormai un Re nudo: dopo due anni e mezzo di fumo, siamo purtroppo abituati a vuote parole alle quali non seguono fatti. Qui si discute della futura offerta sanitaria di un intero territorio. Non ci arrenderemo alle logiche marziane ed eterodirette di queste destre fallimentari e non molleremo di un centimetro quando sono in gioco la salute ed il benessere dei cittadini!  Uniti si vince!

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