GIULIO SOTTANELLI “AZIONE”: “ORA L’EUROPA MOSTRI COMPATTEZZA E SI PROVVEDA ALLE SANZIONI NEI CONFRONTI DELLA RUSSIA DI PUTIN, MA TUTELANDO LE NOSTRE AZIENDE CHE OPERANO VERSO QUEI TERRITORI”


Compattezza dell’Europa, ma anche fermezza nel condannare senza se e senza ma il vile attacco della Russia di Putin all’Ucraina. E’ necessario provvedere al più presto ad un  pacchetto di sanzioni, ma cercando, al contempo, di tutelare il più possibile il tessuto economico, a cominciare dalle tante imprese che esportano in Russia. E’ questo il pensiero espresso anche Giulio Sottanelli, segretario regionale di Azione in Abruzzo e membro della Direzione Nazionale del partito di Carlo Calenda, che interviene sul conflitto tra Russia ed Ucraina e sulle possibili ripercussioni per l’intera Europa.

“Intanto, come ha sottolineato Calenda, ora è necessaria compattezza da parte di tutto l’Occidente ed in particolare dell’Europa che rischia di sbriciolarsi di fronte ad una prova così dura. L’Europa si presenta smarrita e in ordine sparso di fronte ad un conflitto che si svolge riverberando, in un modo o nell’altro, per prossimità o interessi economici, i suoi effetti sui Paesi confinanti, industrializzati o in fase di crescita che siano. Ad una posizione ferma e decisa osta, oggi, anche la mancanza di una Forza Armata europea autonoma, che garantisca la sicurezza e le strategie di politica estera del vecchio continente.  Anche l’intera classe dirigente del nostro Paese ora deve mostrarsi unita, soprattutto quei partiti in maggioranza che fino a ieri hanno strizzato l’occhio a Putin, chi nutre simpatie per la sua politica, per coerenza, dovrebbe andare subito all’opposizione. Su come l’Italia e l’Europa devono reagire di fronte a questo vile attacco – prosegue Sottanelli – Inevitabile il ricorso alle sanzioni  da parte dell’Unione Europea, ma mi rendo conto che potrebbero rappresentare un’arma a doppio taglio, in una sorta di braccio di ferro dal quale bisognerà vedere chi cede prima. Tuttavia, tra l’inevitabile crisi energetica e l’impossibilità per molte imprese italiane, comprese quelle abruzzesi, di proseguire scambi commerciali con la Russia, mi aspetto dall’Unione Europea un occhio di riguardo su questo aspetto. Ricordiamo che, secondo una recente ricerca del Centro Studi di Confartigianato Chieti/Pescara, il valore dell’Export dall’Abruzzo oltre i Balcani è di circa 86 milioni di euro ed un’ulteriore penalizzazione, dopo il conflitto in Crimea e la recente pandemia, potrebbe mettere in ginocchio gran parte del tessuto economico nella nostra Regione.” 

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