I contadini riconquisteranno il mondo


Foto di Francesco Scipioni

Ci voleva una tragedia planetaria per riscoprire la Natura, la bellezza della vita, l’importanza di un abbraccio, la vicinanza dei propri cari e, soprattutto, il lavoro di una moltitudine di persone impegnate non soltanto a combattere il coronavirus in ospedale, ma a supportare su tutto il territorio italiano la difficile emergenza. Dal personale medico, agli addetti alle pulizie, ai riders pronti per le consegne in città, agli autotrasportatori che hanno garantito i rifornimenti nei supermercati di tutto il Paese, ai commercianti e ai commessi che hanno lavorato notte e giorno per far fronte alle nostre esigenze, alle Forze dell’ordine spiegate in prima linea per vigilare sulle regole imposte dai decreti governativi.

Figure fondamentali che con coraggio e abnegazione hanno svolto pienamente il loro dovere anche fuori dal normale orario di lavoro.

Ma ci voleva anche la pandemia per riscoprire il valore dei prodotti della terra, della bontà di un pomodoro biologico, del profumo del prezzemolo fresco, e di tante altre produzioni agricole che abbiamo sempre dato per scontato e che in questo periodo di restrizioni ci hanno riempito gli occhi e le tavole. Perché alla base del motore che sta reggendo sul filo l’economia di questi giorni ci sono proprio loro, i contadini italiani, ormai tecnologizzati e informatizzati, nettamente al passo con i tempi. Un enorme potenzialità che fino ad oggi ha dovuto combattere e sopravvivere alla concorrenza sleale delle importazioni  estere. Quando il Coronavirus ha costretto tutti a casa, e il Made in Italy è diventata una necessità e non un’opzione, l’agricoltura è tornata ad essere il settore primario.

Terre immediatamente riconvertite e forza lavoro richiesta in ogni dove, che ha rivoluzionato la filiera in solo poche settimane dal cosiddetto ‘lockdown’. E con piacere il consumatore è tornato a fare la spesa nelle piccole botteghe che sanno di casa, di genuino, di un tempo che avevamo dimenticato.

Perché, diciamocelo chiaramente, potremmo fare a meno di tutto, ma non della frutta e della verdura, tanto meno dei sapori nostrani che nessuno al mondo riuscirà mai a copiare.

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