“Il 21 aprile a Sulmona per il no all’hub del gas”


“L’affermarsi di una strategia energetica che non risponde agli interessi delle comunità e quindi dei cittadini deve essere osteggiata anche attraverso la manifestazione del dissenso. Sabato 21 aprile sarà dunque la giornata nella quale chi crede che l’Italia non debba essere trasformata nell’hub europea del gas ha il dovere di scendere in piazza per far sentire la propria voce”. E’ questo il fulcro del comunicato stampa che il Consigliere Leandro Bracco e il Segretario regionale di Sinistra Italiana Daniele Licheri hanno diramato stamane e che concerne la manifestazione nazionale che fra tre sabati si svolgerà a Sulmona contro la realizzazione nel capoluogo peligno sia della Centrale di compressione del gas che del metanodotto. “A promuovere l’iniziativa – spiega l’esponente di Liberi e Uguali – è stato il Coordinamento ‘No Hub del Gas’ che nello scorso mese di febbraio ha lanciato un appello rivolto a tutti coloro che ritengono il progetto che si vorrebbe concretizzare incompatibile con il concetto di sviluppo sostenibile”. “Sono convinto – evidenzia Bracco – che la manifestazione debba trovare il pieno sostegno delle istituzioni. Oltre all’impegno nelle sedi opportune con gli strumenti che la legislazione mette a disposizione, è infatti necessario dare sostegno alla voce dei territori. Il senso del lavoro svolto dal Coordinamento nel quale sono confluite associazioni, comitati e movimenti anche di altre Regioni merita di essere sottolineato e reso concreto”. “Ciò che sta accadendo in Italia – prosegue il Consigliere regionale – è gravissimo. Pur essendo l’esecutivo Gentiloni in carica solamente per il disbrigo degli affari correnti, si sta assistendo all’accelerazione di molti progetti connessi alla concretizzazione sul nostro territorio dell’hub energetica. Il 22 dicembre scorso – rimarca Bracco – proprio il Governo Gentiloni ha approvato la realizzazione a Sulmona della Centrale di compressione del gas. Poco meno di un mese fa invece il ministero dello Sviluppo economico, nonostante i ricorsi pendenti davanti alla giustizia amministrativa di Regione Abruzzo, Comune di Sulmona e Provincia de L’Aquila e le mirabolanti promesse politiche sbandierate ai quattro venti dal Partito Democratico, ha emesso il definitivo provvedimento autorizzativo. Dulcis in fundo, proprio nella giornata odierna, presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, è stata convocata una riunione propedeutica al superamento dell’intesa negativa espressa sempre dalla Regione Abruzzo e da diverse amministrazioni comunali circa la costruzione del metanodotto Sulmona-Foligno”. “Le opere che si vorrebbero realizzare – nota Bracco – sono a dir poco impattanti. Come non ricordare poi che la Centrale di compressione del gas dovrebbe sorgere in un’area ad altissimo rischio sismico. Quattro giorni fa una scossa di magnitudo 3.9 ha fatto tornare il terrore nelle vite di moltissimi aquilani mentre poche ore orsono un altro sisma sempre di intensità 3.9 ha fatto tremare il Maceratese in un’area nelle vicinanze del confine tra Umbria e Marche. Questi accadimenti sono segnali chiarissimi circa l’estrema vulnerabilità di quei territori”. “La corsa sfrenata all’autorizzazione di queste opere risulta essere non solo un insulto ai territori ma anche l’espressione di un’assoluta non considerazione degli impatti e dei rischi connessi alla loro realizzazione e messa in esercizio. Per questo motivo sarà basilare che la voce di protesta che salirà dalla manifestazione di sabato 21 aprile – conclude Leandro Bracco – sia compatta, granitica e stentorea”. (Com)

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