IL DRAMMA DEI PADRI SEPARATI. IL CONSIGLIERE COMUNALE DI L’AQUILA, VITO COLONNA, SCRIVE AL SINDACO BIONDI


Al Sindaco del Comune dell’Aquila,

Pierluigi BIONDI

Egregio Sig. Sindaco

con questa lettera aperta intendo sottoporre alla tua attenzione una problematica particolarmente delicata.

Le mutate condizioni culturali hanno determinato profondi cambiamenti del concetto di matrimonio. Il fatto che un numero sempre crescente di coppie ricorra alla separazione e al divorzio non costituisce più un tabù etico o morale. Tuttavia, gli effetti prodotti dal mutamento dei costumi sociali impongono una riflessione sull’adeguatezza degli strumenti  amministrativi adottati e sulla possibilità di non rimanere prigionieri di una burocrazia totalmente inefficace.

Ad essere più penalizzati sembrerebbero gli uomini nel loro ruolo di padri separati. E’ vero, sia gli uomini che le donne condividono lo stesso momento doloroso, ma per i padri spesso la situazione rischia di trasformarsi in un vero e proprio calvario. I giudici, infatti, in presenza di minori, affidano la casa coniugale e i figli alle madri. Questo avviene per ragioni logistiche, anche quando l’affido è congiunto. Il padre in genere è tenuto a trovare un’altra sistemazione e a dover sostenere numerosi costi in più. Molti padri separati cercano una sistemazione in comuni lontani dalla città, dove gli affitti sono più bassi, trasferendo anche la residenza per evitare di pagare utenze maggiorate. Questa circostanza costituisce un impedimento burocratico non di poco conto, perché a quel genitore risulterà impossibile partecipare a bandi per l’assegnazione  di un alloggio di edilizia pubblica nel Comune dove risiede la sua famiglia. Spesso la situazione è peggiorata dal fatto che l’assegno di mantenimento per i figli non è deducibile e questo aspetto, pur riducendo la disponibilità economica di quel genitore, non contribuisce ad alleggerire il calcolo del suo ISEE, altro aspetto che penalizza il genitore in un’eventuale graduatoria per l’assegnazione di un alloggio. A questi due grandi ostacoli burocratici bisogna aggiungere un terzo, ovvero l’età anagrafica del genitore, che può  anche superare quella prevista dai bandi, come per esempio l’ultimo per l’assegnazione degli alloggi del “Progetto CASE”. Ma un padre non smette mai di essere tale, a qualsiasi età dovrebbe sempre avere il diritto di poter ospitare  i propri bambini, pena la perdita di credibilità. La normalità per un papà separato, oltre al grave disagio economico è dunque fatta anche da isolamento e panico. Superare le vecchie logiche della burocrazia, ritengo sia anche una questione di civiltà.

Confido nella sensibilità e competenza che contraddistinguono il tuo operato, lo faccio riponendo in te la massima stima, sia per il tuo percorso politico personale, sia per quello che stiamo positivamente condividendo.

Il Consigliere Comunale

                                                                                                Vito COLONNA

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