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IL SOLDATO ABRUZZESE CADUTO E SEPOLTO A LADELUND, DURANTE LA SECONDA GUERRA MONDIALE


La  seconda guerra mondiale, come purtroppo tutte le guerre, ha evidenziato enormi crudeltà, la nullità dell’essere umano. Molti i campi di morte in tuta Europa nella seconda guerra mondiale. Nel nord della Germania tra Flensburg e Sylt, vicino al confine con la Danimarca, si trova il paese di Ladelund. Per moltissimi italiani (la quasi totalità) il nome di questo paese dice ben poco. Infatti quasi nessuno sa che per un brevissimo periodo in questo villaggio sorse un piccolo campo di concentramento (per la precisione un sottocampo) nel quale persero la vita anche dei nostri
connazionali. Si trattava di uno degli 87 sottocampi del Lager di Neuengamme (Amburgo).
Nell’arco di soli 45 giorni, nel KZ di Ladelund morirono oltre 300 tra uomini e ragazzi. Una parte di
questi erano italiani. L’unico nostro compaesano fu:

D’ELETTO Antonio, nato a Palena (Chieti) il 27 marzo 1916. Deportato a Dachau. Fatto
prigioniero nei Balcani. Immatricolato il 5 ottobre 1944. Matricola 112858. Trasferito a
Neuengamme il 22 ottobre 1944. Matricola 62581. Decentrato a Husum (sottocampo di
Neuengamme). Deceduto a Ladelund il 4 novembre 1944. Attualmente sepolto in una delle nove
fosse comuni ai margini del cimitero della cittadina di Ladelund. Posizione tombale: fossa comune
n° 1. Fonti: 1, 2, 3, 5, 6, 7, 9.

 

Dal 1° di novembre del 1944 vennero trasferiti a Ladelund 2.000 prigionieri: 1.000 dal Campo di
Husum-Schwsing ed altri 1.000 dal Campo di concentramento di Neuengamme. Si trattava di
deportati polacchi, russi, olandesi, belgi, francesi, cecoslovacchi ed italiani.
Tutti questi sventurati furono alloggiati in un campo di baracche che era stato precedentemente
utilizzato dal Servizio del Lavoro del Reich e progettato per alloggiare al massimo 250 persone.
Il loro compito era quello di scavare trincee anticarro per la cosiddetta linea difensiva
“Friesenwall”.
I prigionieri dovevano lavorare con l’acqua fino alle ginocchia, indossando zoccoli di legno. Le
condizioni di lavoro massacranti, il cibo insufficiente e le baracche sovraffollate, portarono ad un
tasso di mortalità estremamente elevato durante le sei settimane dell’esistenza del campo.
Il 16 dicembre 1944 le SS fecero evacuare il campo satellitare di Ladelund trasferendo i
sopravvissuti al campo principale di Neuengamme.
I 301 prigionieri che vi trovarono la morte furono sepolti sul bordo settentrionale del cimitero
parrocchiale in 9 fosse comuni dal Pastore Johannes Meyer che trascrisse i loro dati anagrafici nel
registro delle sepolture della parrocchia.
Appena finita la guerra, il Pastore Meyer inviò una lettera agli indirizzi di casa dei Caduti cercando
di contattare i parenti per informarli sulla sorte dei loro cari.
Da oltre 60 anni, a Ladelund è tenuto in vita il Memoriale (ora anche museo) in ricordo di tutte
queste vittime.

 

 

” che l’anima resti sempre in vita per dar speranza a chi resta ” Luis Gabriel Garcia Ortega

 

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About Ivan Cicchetti

Ivan Cicchetti
Nasce a Roma nel 1978, scrittore, poeta, novellista e librettista teatrale. Nel 2008 e nel 2009 è stato responsabile della sala stampa della mostra internazionale AQUILA ANTIQUA a L'Aquila. E' stato collaboratore di diverse testate giornalistiche abruzzesi. Da Settembre 2017 collabora come giornalista con la testata IL FARO 24 NEWS

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