IL TRENO D’ORO DI WALBRZYCH


In particolare i “treni d’oro” dei nazisti continuano a far parlare di sé. Vagoni che trasportavano depositi preziosi in luoghi sconosciuti, per metterli al sicuro durante l’ultima fase della guerra. Come l’ombra di un fantasma ricorrente, uno di questi convogli è tornato un paio di mesi fa a condire di mistero i banali fatti di cronaca. Nell’agosto scorso. Attualmente la località incriminata non è più la tedesca Merkers, bensì la polacca Walbrzych (in tedesco Waldenburg).

Il sito in questione: Polonia sud-occidentale, una scarpata situata presso i binari della linea ferroviaria Breslavia – Walbrzych, là dove il terreno è franato. In quel punto si ipotizza l’entrata a un tunnel sotterraneo che a suo tempo fu abbandonato e murato, e in cui si troverebbe ancora un treno blindato dei nazisti. A 70 metri di profondità. Ovviamente non è stato indicato il punto esatto nelle cronache, per evitare sovraffollamenti di curiosi con la conseguenza di possibili incidenti anche gravi.

Tuttavia i cercatori del tesoro si sono ugualmente mobilitati nella zona, attirati dai titoli invitanti dei giornali, soprattutto dopo che il viceministro della Cultura Piotr Zuchowski e il vicesindaco della città Zygmunt Nowaczyk hanno confermato la presenza in loco dei mitici vagoni. Nel frattempo uomini della Polizia hanno sbarrato provvidenzialmente l’accesso, anche perché non si sa che cosa realmente si trovi all’interno del convoglio. Potrebbe trattarsi di un carico prezioso, come ipotizzano alcuni storici, ma anche di armi, magari addirittura di ordigni esplosivi.

D’altra parte è risaputo che diverse aree del territorio polacco sono attraversate da una fitta rete di gallerie sotterranee, come nel caso del castello di Ksiaz (in tedesco: Fürstenstein). Bunker dei nazisti. Sotto l’imponente maniero del XIII secolo si snoda un complicato sistema di tunnel che, durante la Seconda guerra, servivano da possibile nascondiglio e fabbrica di armi di Hitler. La rete sotterranea dei nazisti aveva anche un nome: “Riese Komplex”, il Complesso gigante. Le leggende del dopoguerra narravano che proprio in quel labirinto di tunnel scavati nel sottosuolo polacco Hitler volesse fabbricare il missile che gli avrebbe assicurato la vittoria finale, la “Endsieg”. In effetti è ancora visibile una parte del sistema sotterraneo, vi sono delle sale gigantesche ed enormi laghi artificiali, costruiti all’interno di una montagna presso Walbrzych. Un sito visitato ogni anno da gruppi di turisti. Si tratta però soltanto di una piccola parte dell’intera rete di gallerie sotterranee, il resto fu distrutto dai nazisti con cariche di esplosivo, all’avanzata dell’esercito russo. I piani di costruzioni non ci sono più, furono previdentemente eliminati. E il treno d’oro di Walbrzych? Anche questo è realmente esistito. In ambiente storico è risaputo che un treno blindato della Wehrmacht in viaggio nel territorio polacco scomparve alla fine della guerra. Non è quindi da escludersi che ora i vagoni si trovino proprio lì, sotto terra, prigionieri del “Riese Komplex”. Magari proprio sotto il castello di Ksiaz.

 

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About Ivan Cicchetti

Ivan Cicchetti
Nasce a Roma nel 1978, scrittore, poeta, novellista e librettista teatrale. Nel 2008 e nel 2009 è stato responsabile della sala stampa della mostra internazionale AQUILA ANTIQUA a L'Aquila. E' stato collaboratore di diverse testate giornalistiche abruzzesi. Da Settembre 2017 collabora come giornalista con la testata IL FARO 24 NEWS

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