LA MAGIA AD ORTONA, TRE PAROLE: TRATTORIA SAN DOMENICO


Buon cibo, esclusività ed atmosfera. Non un semplice pasto bensì un evento.

di Andrea Cilli

 

 

 

 

 

 

Uno degli scorci più caratteristici che solo Trattoria San Domenico può regalare

 

E’ grazie a lei se ho potuto scoprire questo posto magico, Beatrice.

Complice il suo spiccato senso del gusto, mentre passeggiavamo dentro il Castello Aragonese di Ortona, fu naturalmente attratta da questo locale. “Trattoria San Domenico: dobbiamo andarci, voglio provarlo”. Per la mia amata, come il celebre Orlando di Ariosto, sarei arrivato anche fin sulla Luna. Capite bene pertanto quanto io possa aver trovato facile soddisfare il desiderio della mia compagna di recarci a mangiare a Trattoria San Domenico: un posto a colpo d’occhio dalla bellezza esclusiva e mozzafiato. E la naturale propensione al bello, al buono, all’esteticamente corretto di Beatrice non si sbagliavano.

Quella sera la fortuna volle che, anche senza prenotazione riuscimmo a trovare un tavolo. La cortesia del caposala mi colpì subito: ci vide e di sua spontanea volontà ci propose gentilmente “magari un tavolo romantico per i signori?”. Una delicatezza che mi stupì all’istante, facendoci ben comprendere la raffinatezza del posto in cui ci trovavamo.

 

 

 

 

 

A Trattoria San Domenico trovo che tutto sia così esteticamente corretto, da rendere superflua ogni parola.

 

Sul tavolo trovammo due pergamene, ciascuna scritta a mano: erano i menù, tutto a base di pesce. Si perché Trattoria San Domenico offre un menù esclusivo ogni giorno, volendo offrire sempre e solo il meglio ai propri clienti. Inoltre veniamo immediatamente colpiti dai prezzi: onestissimi.

Ora descrivervi il luogo con le parole, non potrà mai valere quanto il trovarcisi. Tuttavia stiamo parlando di un posto veramente con qualità d’elite: pochi tavoli, architettura curatissima e molto caratteristica, una zona esterna che pare di essere Forte dei Marmi. E poi pulizia, professionalità e cortesia del personale e…ripeto prezzi davvero quasi modici per tutta quella qualità. Da non credere.

Ricordo che andai subito fuori di testa vedendo che quel giorno il menù presentava linguine alle vongole, uno dei miei piatti preferiti: ordino immediatamente. Beatrice, preferì iniziare con una opzione degustazione di tutti i piatti. Acqua, vino e via.

Mentre aspettavamo che le nostre pietanze ci giungessero,  pregustavamo la qualità che di li a poco avremmo consumato: semplicemente con l’olfatto, annusando. Gli odori provenienti dai piatti dei clienti e dalla cucina dunque caratterizzavano l’ambiente come l’utilizzo della luce di Caravaggio rendeva uniche le sue tele. E l’ambiente tutto in muratura caratterizzato da tante volte a crociera, trasferiva sensazioni affini alla familiarità, al calore ed alla passione marinaresca. Una leggera musica soft lounge pervadeva il locale ed il ridotto numero di tavoli faceva si che gli spazi vitali di tutti gli ospiti fossero rispettati e valorizzati.

– Accomodati in una splendida rientranza nella parete, adornata di accessori architettonici e spunti che rimandano al campo semantico del mare, due innamorati non possono che trovarsi al posto giusto al momento giusto: ad ogni istante. Ma anche le tavolate un pochino più amplie, di famiglie mostravano di trovarsi grandemente a loro agio.-

Le pietanze arrivarono, “prego signori”: fu subito coinvolgimento. Portammo ciascuno le forchette alle nostre bocche, assaporammo. Gli sguardi si illuminarono: io vi giuro, ebbi avuto la sensazione di mangiare pasta per la prima volta nella mia vita. E non vi dico le vongole: grandi, succose, saporite. Capimmo subito che non stavamo mangiando delle pietanze, bensì vivendo una esperienza estatica: stavamo assaporando l’eccellenza. Bea dal canto suo mi fece notare la qualità di quell’arte sotto forma di pietanze, che più che degustare stava vivendo: come non notare la delicatezza del servire la panocchia sgusciata?

Da lontano il caposala col suo sguardo cercava i nostri: deve e doveva essere abituato a leggere la soddisfazione sui volti dei clienti, perché vedendoci coinvolti in nell’orgasmo culinario che stavamo vivendo lo vidi sorridere soddisfatto. La soddisfazione di chi si sente parte di un capolavoro.

Vi ho raccontato la mia prima esperienza a Trattoria San Domenico. Quella sera ordinammo anche il secondo, non ricordo esattamente cosa. Ricordo però perfettamente il caffè fatto con la moka, i dolcetti tipici fatti a mano (ogni giorno) dallo Chef. E ricordo con molta chiarezza il conto, davvero basso per tutto quel mare di qualità. Nulla di ciò è cambiato ad oggi.

Da allora è ormai trascorso un anno e  mezzo. Però vi dico che da quel momento, questo locale è diventato una tappa che a cadenza regolare si ripropone nella mia quotidianità. Anche quando c’è stato da festeggiare il per me preziosissimo anniversario con mia allora compagna Beatrice, non ho avuto neanche il minimo dubbio su quale dovesse essere la location: e la scelta si è rivelata molto fortunata ed ampliamente ripagata. L’intero staff mi ha assistito nell’organizzare un meraviglioso pranzo, allo speciale orario delle 15 pomeridiane di una calda ed assolata domenica 25 aprile. Candele, Champagne, vista mare e vista castello: non mancava davvero nulla. Se questa non è disponibilità e propensione al cliente…davvero lodevoli.

 

 

 

 

 

 

Sulla sinistra la zona esterna soppalcata in legno; al centro l’ingresso con l’insegna. Il Castello Aragonese rispetto alla foto è posto alle spalle dell’osservatore.

 

Quindi avrete capito che in questo meraviglioso locale, il quale fa onorevolissima compagnia al Castello Aragonese nonché ad uno scorcio meraviglioso sul Porto di Ortona, io ci ho depositato un pezzo del mio cuore. E mi sento in tutta sincerità di dirvi che ciò non è avvenuto a caso: perché non regalare un pezzo del proprio cuore a chi ci offre benessere ed emozioni uniche con onestà, cortesia, tanta tanta qualità? E soprattutto facendoti sentire, si, un divo?. Beh, io dico che non c’è ragione per non dare cotanta fiducia a delle persone così straordinarie.

Spero che anche voi vi regaliate una esperienza culinaria di questo tipo, ma una cosa è certa: le mie feste proseguiranno. Si, perché per me ogni pranzo ed ogni cena a Trattoria San Domenico trasforma un giorno normale in una festa. La festa del benessere.

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