L’Aquila: Coalizione Sociale chiede un’ordinanza sull’orario di funzionamento delle slot


Una nota diffusa da Coalizione Sociale, alcuni giorni fa, indica che il movimento ha «presentato una proposta da discutere al più presto nel consiglio comunale dell’Aquila, per contrastare il fenomeno della ludopatia e in generale del ricorso al gioco d’azzardo attraverso la limitazione dell’orario di funzionamento di videolotterie e slot machine».

Il comunicato continua sottolineando il fatto che in Abruzzo il fenomeno del gioco ha raggiunto dimensioni preoccupanti ed è quindi importante mettere in campo azioni adeguate.

Una recente indagine condotta da Agimeg, incrociando i dati forniti dal Mef con quelli dell’Agenzia Dogane e Monopoli, ha permesso di determinare quale percentuale di reddito viene dedicata dai cittadini al gioco.  Ne è emerso che tra le puntate nelle scommesse, le giocate nelle slot machine da bar, le varie tipologie di lotterie ed il gioco nei nuovi casino online, gli abruzzesi hanno speso il 2,69% delle proprie entrate del 2017. Cinque sono le Regioni che hanno registrato percentuali maggiori e nello specifico Campania, Calabria, Puglia, Molise e Sicilia.

I dati dei Monopoli indicano inoltre che nel 2017 la raccolta dei giochi in Abruzzo è stata di 1.963 milioni di euro che, sottratte vincite per 1.508 milioni di euro, ha determinato una spesa complessiva di 455 milioni di euro (dati riferiti esclusivamente alla rete fisica dei giochi).

Sempre nel 2017, le giocate pro-capite delle quattro province abruzzesi si sono tutte collocate ben al dì sopra della media nazionale (calcolata in circa 1200 euro): Teramo (1721,05 euro), l’Aquila (1483,51 euro), Pescara (1506,06 euro) e Chieti (1334,4 euro).

La dimensione del fenomeno del gioco sul territorio era già nota al Consiglio comunale, che infatti negli ultimi mesi del 2017 aveva approvato, con voto unanime, un ordine del giorno che prevedeva l’approvazione entro 90 giorni di un regolamento comunale che contenesse misure atte a contrastare la ludopatia.

Come ha però sottolineato Coalizione Sociale, la bozza del regolamento è tuttora ferma e non si sa se mai verrà discussa e approvata. Alla luce di quella che viene letta come una sorta di immobilità della giunta comunale, la consigliera Carla Cimoroni, facendosi portavoce della coalizione, ha proposto di seguire l’esempio di tanti altri Comuni del territorio e cioè di emanare un’ordinanza che fissi l’orario di funzionamento degli apparecchi di gioco (new slot e videolottery), ovunque collocati, dalle 9:00 alle 12:00 e dalle 18:00 alle 23:00, tutti i giorni compresi i festivi. L’ordinanza dovrebbe anche includere sanzioni per coloro che verranno trovati con le macchine da gioco accese al di fuori degli orari consentiti.

Gli orari sono stati così determinati tenendo in considerazione le fasce orarie di entrata e uscita degli studenti dalle scuole, con il chiaro intento di scoraggiare l’insorgere di abitudini di gioco soprattutto nei più giovani.

Come dicevamo, regolamenti di questo tipo sono già attivi in numerosi altri Comuni italiani (si veda l’esempio di Roma), spesso anche accompagnati da regole che stabiliscono la distanza minima degli esercizi con giochi dai cosiddetti luoghi sensibili. Non è ancora possibile avere un quadro chiaro sull’efficacia di queste azioni di limitazione dell’offerta, ma le voci più critiche indicano che solo attraverso azioni di informazione e prevenzione è possibile proteggere e tutelare i cittadini rispetto ai rischi del gioco d’azzardo.

Considerato, ad esempio, il successo delle slot in Italia, le iniziative di gioco responsabile che sono già presenti nei siti degli operatori online potrebbero fornire utili indicazioni per le azioni di prevenzione nel settore del gioco fisico. Ci stiamo riferendo, ad esempio, al blocco dell’accesso ai giochi per i minori, alla possibilità di stabilire limiti di deposito e alla possibilità di un giocatore essere escluso completamente dai casinò italiani, nel caso di dipendenza da gioco.

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