LE 50 PIETANZE D’ORO ABRUZZESI DA DEGUSTARE – DA NON PERDERE


 
Gocce di gusto da non perdere.
 
 
Confetto (Sulmona). Il più famoso al mondo, nella versione classica formato da una mandorla ricoperta con zucchero. Sin dall’antica Roma era utilizzato per i matrimoni, per poi essere presente in tutte le ricorrenze famigliari. Sulmona rappresenta la città regina di questo dolce: non solo produzione classica ma tante varianti dai mille gusti differenti. 

L’oro verde. L’Abruzzo è una delle regioni con la maggiore produzione di olio. Tre di questi hanno ottenuto il riconoscimento DOP: l’Aprutino Pescarese, la Pretuziano delle Colline Teramane e la “Colline Teatine”. 
 

Lo scaccia vampiri cangiante (Sulmona). È un prodotto di grande qualità, coltivato nei dintorni di Sulmona. Il colore della tunica protettiva di un rosso intenso, mentre le tuniche esterne sono bianche. Ha un ottima conservabilità e possiede diversi principi attivi. Può essere servito su una bruschetta, nell’agliata napoletana, oppure in una zuppa. Di cosa sto parlando? Naturalmente dell’aglio rosso. 
 

Il carciofo di Cupello. Il paese di Cupello si trova in un’area geografica adattissima per la produzione del carciofo: terreni profondi, drenati, freschi. Ha il caratteristico color verde con delle sfumature violette, un foro al suo apice e una forma tondeggiante. Questo carciofo era molto apprezzato anche dagli antichi romani. 

 
Miele (Tornareccio). Quello abruzzese è uno dei mieli più amati d’Italia. Il paese di Tornareccio rappresenta il maggiore centro di produzione. Può essere abbinato su molti piatti, il mio consiglio è col pecorino. 
 
Liquirizia (Atri). Il borgo del teramano possiede una centenaria tradizione nella lavorazione della liquirizia. Menozzi, De Rosa e ante altre ancora rappresentano l’eccellenza del prodotto nel mondo. Ma anche la Saila, azienda della vicina Silvi Marina. Si trovano di tutte i tipi, dai bastoncini alle rotelle. 
 
 
( Cicchetti Ivan )
 
 
 
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