LE GIOVANI VITTIME DEL CAMPO DI CONCENTRAMENTO DI TEREZIN


L’iniziativa è realizzata in occasione della Giornata della Memoria, a cura  dei Servizi Educativi del MuNDA – Museo Nazionale d’Abruzzo e dell’Associazione D-MuNDA, in collaborazione con le classi Va e Vb della Scuola primaria Mariele Ventre.

 I bambini tenuti prigionieri nel campo di Terezin hanno lasciato, grazie alla guida illuminata di pedagogisti e artisti, numerose tracce della loro prigionia, ma anche della voglia di riappropriarsi della vita e della spensieratezza passate e sognate, come se l’espressione artistica fosse una sorta di medicina contro il male del presente.

Saranno i bambini di oggi, con le parole di quelli di ieri, a farci rivivere il loro stato d’animo: dalla realistica disillusione fino all’esigenza di evasione.

Disegni, poesie e musica saranno i protagonisti di questo doveroso ricordo di  una delle pagine più buie della storia dell’umanità.

Appuntamento domenica 27 gennaio 2019, alle ore 11.00 con Giada Santoro soprano, Alessandro Tarquini violino e chitarra e Manuela Del Beato narrazione. Nei momenti più estremi la speranza può celarsi ovunque, anche in un piccolo battaglione di burattini colorati. Tratto dal “Il piccolo burattinaio di Varsavia” di Eva Weaver. Nonno Jacob un professore ebreo di Varsavia, appena i tedeschi invadono Varsavia, cuce nel suo cappotto un intricato labirinto di tasche per nascondere gli oggetti più importanti. Alla sua tragica morte il cappotto viene indossato da Mika, suo nipote, un ragazzo di 14 anni. Questa è la storia di un coccodrillo, un giullare, una scimmia, una principessa e un principe: i burattini che Mika, confinato nel ghetto di Varsavia, trova nel cappotto ereditato dal nonno, un cappotto che si rivela magico, pieno di tasche e nascondigli, in cui potranno essere celati molti altri segreti. E’ con questi che Mika inizia la sua storia di piccolo burattinaio di Varsavia. Presto il cappotto diviene il vascello della salvezza per molti bambini ospiti dell’orfanotrofio che vi vengono miracolosamente nascosti al suo interno e salvati dalla guerra e dalla morte certa. A cura dell’Associazione Culturale Dedalus-Compagnia teatrale teatrodedalus@gmail.com cell 347890216

Biglietto € 6,00 più Biglietto d’ingresso al Museo € 4,00, fatte salve le agevolazioni previste dalle disposizioni ministeriali e dirigenziali (è compresa la visita al museo e alla mostra Balli d’amore)

Appuntamento domenica 27 gennaio 2019, alle ore 18.00

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