Le vie di San Francesco, il racconto – Giorno 1 – Da Citerna a Città di Castello

Mura di cinta di Cisterna in Umbria

Da Citerna a Città di Castello

Il nostro viaggio alla scoperta delle vie percorse da San Francesco stava finalmente per iniziare. Mancava pochissimo alla partenza e io e i miei amici ci stavamo procurando gli ultimi attrezzi utili, come guide turistiche o scarponcini adatti alle camminate in montagna. Qualcuno stava attendendo il rilascio della Credenziale del Pellegrino, per attestare il suo status di viaggiatore pellegrino. In pochi giorni io e la mia comitiva di amici eravamo pronti per il nostro viaggio in Umbria organizzato grazie al supporto del sito web Francesco’s Ways.

La prima tappa del nostro cammino prevede una camminata di circa 6 ore, partendo da Citerna fino ad arrivare a Città di Castello, per un totale di quasi 21 chilometri a piedi. Si tratta del percorso meno impegnativo fra tutti, in termini di spazio percorso. Dopo aver riunito tutti i partecipanti e atteso gli ultimi ritardatari ci siamo presentati al resto del gruppo con cui avremmo condiviso questa bella esperienza di una settimana. Siamo cosi partiti alla scoperta dei luoghi in cui ha vissuto San Francesco, i sentieri che ha percorso, i suoi luoghi di preghiera. Il nostro itinerario inizia a Citerna, un piccolo borgo di 3500 anime in provincia di Perugia, al confine con la Toscana. Il paesaggio è suggestivo: il belvedere di Citerna offre una vista mozzafiato sulla Valle del Tevere; non a caso è stato inserito nell’elenco dei Borghi più belli d’Italia. Il borgo fortificato è circondato da alte mura di epoca medievale, e questo ci aiuta a immergerci ancora di più in quella che doveva essere l’atmosfera che si respirava ai tempi di San Francesco, non molto dissimile dunque da quella attuale. In questi luoghi si narra sia avvenuto il noto miracolo delle formiche: durante un momento di raccoglimento di gruppo, Francesco ordinò alle formiche che camminavano sull’albero al quale era appoggiato di allontanarsi e queste ubbidirono, allontanandosi tra la folla.

Dopo aver visitato Citerna partiamo alla volta di Città di Castello, seguendo un percorso tracciato fra i boschi da chi negli anni ci ha preceduto, per necessità o per diletto. Passiamo così nei pressi di Celle, una piccola frazione di Sellano situata su una collina, che conta una quindicina di abitanti; salendo sempre più in alto verso il monte Citerone. Siamo intorno agli 800 metri s.l.m., qui l’aria si fa un pochino più fresca, ma siamo ben equipaggiati. I meno allenati del gruppo iniziano a sentire un pochino la fatica, ma la sosta non si fa attendere: ci fermiamo a visitare l’Eremo del Buon Riposo, a pochi passi da Città di Castello. Si tratta di una tappa importante del nostro cammino: qui Francesco visse nascosto per più di un mese, subito dopo aver ricevuto le stigmate, nel 1224, come narrato dallo storico Muzi. Il miracolo fece grande scalpore, richiamando l’attenzione delle popolazioni locali, e il santo ritenne conveniente ritirarsi a vita privata per i primi tempi, trovando rifugio in una grotta. Abbiamo avuto la possibilità di visitare tutto il complesso architettonico, ad oggi di proprietà privata, ma è bastato contattare il custode per poter accedere alla chiesa, al chiostro e al refettorio francescano. Lo stile è semplice e rigoroso, come ci si aspetta a vederlo dal di fuori. All’interno della chiesa, il coro e l’altare sono in ottimo stato di conservazione. Intorno all’eremo sono presenti le fonti di acqua acidula marziale, utilizzata fino a due o tre secoli fa come cura contro l’anemia. Abbiamo avuto modo di visitare anche la suggestiva Grotta del Diavolo, così chiamata perché si narra che qui Francesco fu tentato più volte dal Maligno, imprigionato in un ramo sporgente dalle sembianze demoniache.

Terminata la visita all’eremo ci prepariamo a percorrere gli ultimi chilometri che ci separano dal nostro obiettivo di oggi, Città di Castello. Qui Francesco soggiornò a lungo e si narra di molti miracoli supportati dalle testimonianze più disparate. Uno su tutti, il miracolo della liberazione di una donna che era posseduta dal demonio. La città mostra la sua devozione al santo conservando ancora in ottimo stato il Convento e la Chiesa di San Francesco realizzata in stile gotico e rimaneggiata in epoca barocca, con lavori di restauro risalenti al 1707/1727. Il campanile fu danneggiato da un terremoto e ricostruito 1452. Abbiamo visitato la struttura e avuto tutte le informazioni necessarie grazie a una gentilissima guida che ci ha accompagnato per le vie della città.

La nostra giornata sta volgendo al termine, non prima di aver gustato un’ottima cena in uno dei ristoranti tipici Umbri, perché questa regione non è solo terra di santi, polmone verde d’Italia e orizzonti sconfinati, ma anche cibo magnifico e prodotti locali genuini e naturali, come vuole la tradizione del pellegrino. Dopo cena ci siamo spostati in gruppo verso l’ostello prescelto e finalmente ci siamo preparati a un sonno ristoratore. Domani sarà una giornata lunga e abbiamo tutta l’intenzione di goderci la passeggiata. Ma di questo vi parlerò nel mio prossimo racconto, seguitemi per sapere com’è andato il nostro secondo giorno di pellegrinaggio.

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