Le vie di San Francesco, il racconto – Giorno 3 – Da Pitralunga a Gubbio

Vista di Piazza Fiorucci, centro di Pietralunga (PG)

Questa mattina ci siamo risvegliati a Pietralunga, un piccolo paese in stile medievale che ci ha offerto una passeggiata nel centro storico veramente suggestiva e ricca di atmosfera. Ci incontriamo tutti quanti per la colazione e per stabilire nei dettagli quello che sarà l’itinerario per questo nostro terzo giorno di cammino organizzato grazie al sito web del consorzio Francesco’s Ways. A grandi linee avevamo stabilito di raggiungere Gubbio in serata, una cittadina che merita più di un passaggio fugace, e per questo trascorreremo la giornata di domani a girarla in lungo e in largo.
Dopo una doccia veloce raccogliamo i nostri pochi averi negli zaini e partiamo alla volta di Gubbio. Anche oggi non intendiamo risparmiarci alcuna fatica: la camminata odierna alla scoperta delle strade percorse da San Francesco prevede circa 8-9 ore di cammino, per coprire ben 28 km di strada.

La prima parte della camminata ci mette subito di buon umore, è una bellissima giornata, l’aria frizzante del mattino ci accompagna fra i sentieri nei boschi, nelle valli e attraverso prati immensi e fioriti, dove qualcuno si ferma a raccogliere qualche fiore. Percorriamo 4 km quasi senza accorgercene e raggiungiamo cosi l’Abbazia di San Benedetto Vecchio, un monastero lontano dal centro abitato che ad oggi è visitabile solo esternamente. La struttura originaria risale al XI secolo ma nel corso dei secoli ha subito diversi rimaneggiamenti, che hanno interessato tanto la facciata principale quanto gli elementi ornamentali presenti sui capitelli delle colonne, come foglie e fiori.
Non potendo visitare l’interno dell’abbazia, riprendiamo ben presto il nostro cammino, che ci porta fino alla chiesetta di Montecchi. L’orario è giusto per fare una bella colazione e godersi il paesaggio. Siamo letteralmente immersi nella natura, un’ampia distesa verde fa da sfondo alla chiesa, e ne approfittiamo per distenderci al sole e dare un’occhiata al panorama. La pianura circonda Gubbio ed è difficile riuscire ad abbracciarla tutta con una sola occhiata data la sua ampiezza. Lo sguardo si sofferma su qualche canale di irrigazione, sulle file di pioppi che incorniciano i pochi casolari che abbiamo incontrato per strada. Si sente il cinguettio degli uccelli ed è facile sentirsi in pace con se stessi e con la natura.

Dopo questa gradevole pausa verde, il sentiero cambia: decidiamo di percorrere un pezzetto di strada asfaltata per avere modo di vedere la chiesa di Loreto. La costruzione si erge proprio a ridosso della vallata, e dal sagrato è possibile ammirare uno scenario mozzafiato. Abbiamo appreso poi che non si tratta solo di un luogo di culto ma anche di accoglienza diocesana: un gruppo di volontari gestisce la struttura su tre piani che ospita 5 camerate, per un totale di 35 posti letto. Molti scelgono questa soluzione come tappa intermedia fra Pietralunga e Gubbio, noi preferiamo proseguire il cammino come da programma sfruttando la bella giornata.
Cosi ripartiamo in discesa, verso la pianura e verso la nostra meta finale. Camminando, scorgiamo il profilo del monte Ingino, che ospita il noto Santuario di Sant’Ubaldo, divenuto basilica minore dal 1919. La basilica prende il suo nome dal santo di cui conserva le spoglie mortali, Ubaldo Baldassini, che fu vescovo di Gubbio nel XII secolo. Oggi sant’Ubaldo è patrono della città, e viene celebrato il 16 maggio, giorno a lui dedicato. I festeggiamenti religiosi vengono preceduti dalla nota festa dei Ceri di Gubbio, che cade il 15 maggio.
Siamo ormai quasi giunti alle porte della città e ce ne accorgiamo dai resti di epoca romana, l’Anfiteatro Romano e il Teatro Romano, simboli di una delle più grandi civiltà che la storia abbia mai conosciuto. Eccoci cosi alle porte della città, e ad accoglierci c’è proprio la chiesa di San Francesco, una delle prime che fu dedicata al santo. Per oggi possiamo ritenerci soddisfatti, rimanderemo la visita della chiesa a domani mattina. Non ci resta altro che raggiungere l’ostello prescelto per trascorrere la notte. Dopo aver lasciato i nostri zaini raggiungiamo il ristorante il Ristoro del Turista, dove il signor Roberto ci delizia con una cena a base di piatti caserecci e un bicchiere di ottimo vino rosso. Siamo pronti per goderci il meritato riposo, domani ci attende Gubbio con le sue bellezze e se volete saperne di più vi do appuntamento al prossimo racconto di questo viaggio.

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