Home | Abruzzo | L’Uragano “Ophelia” minaccia le Azzorre mentre in Italia continuerà il tempo stabile. Quanto durerà questa fase mite?

L’Uragano “Ophelia” minaccia le Azzorre mentre in Italia continuerà il tempo stabile. Quanto durerà questa fase mite?


Meteo approfondimento. La tempesta tropicale “Ophelia” è nata e ciò ne è dipeso dall’ITCZ (Inter Tropical Convergenze Zone), ossia quel punto ove convergono gli Alisei e quest’anno, come affermai nei precedenti editoriali di approfondimento di Meteorologia, è stato più alto di latitudine rispetto alla media estiva, indice del rinforzo dell’Anticiclone nord-africano soprattutto sullo stivale e della costante siccità, nonostante qualche breve parantesi fresca e instabile proveniente dal Nord Atlantico ma insediatasi sui Balcani. Come spiegavamo in un precedente articolo meteo, questa linea di convergenza tra gli Alisei, venti che soffiano da nord-est nel nostro emisfero boreale e da sud-est dall’emisfero australe, aveva permesso solo un parziale indebolimento della cintura degli anticicloni subtropicali, cosicché se sulla nostra penisola l’anticiclone si irrobustirà, più in là in Atlantico ne è conseguenza lo scatenarsi, in prossimità delle Azzorre, di tale Uragano Tropicale.

 

La linea di demarcazione tra i due Alisei è dunque ancora più alta rispetto alla media in questi primi mesi autunnali. La formazione dei temporali lungo la fascia sub-equatoriale africana, sospinti dai venti predominanti in quota verso l’Oceano Tropicale, si è generata per spinta ascensionale dall’accumulo d’aria (convergenze) ossia nei bassi strati si è raccolta aria caldo-umida, da poter far diventare tale perturbazione, un vero e proprio sistema temporalesco che si è spostato sulle acque superficiali più calde dell’Atlantico Tropicale prendendo energia e sta scaricando grandi quantità d’aria secca discensionale. Grazie al calore degli oceani e dall’energia termica scatenata dal calore latente di condensazione rilasciato durante il medesimo processo, le nubi cumulonembi sono divenute più sviluppate ed estese verticalmente tanto da amplificarsi anche al di là della media Troposfera e così il minimo depressionario è decisamente diminuito. Le violente correnti ascensionali e soprattutto discensionali esterne, invorticandosi per forza di Coriolis insieme agli Alisei, hanno reso questo “grappolo” temporalesco, un’enorme macchina termica che avrà il compito di ristabilire un equilibrio di temperatura tra alti e bassi strati; turbinio di pioggia e di vento con raffiche fino sì 100/120 km/h divenuto un Ciclone Tropicale traente energia termica dalla calda bagnarola Tropicale.

Esso è previsto sorvolare le Azzorre e raggiungere il Portogallo e parte della Spagna per poi salire verso nord assumendo connotati di una normale perturbazione extratropicale, foriera d’aria fredda polare-marittima, risucchiandola al di sopra dell’Anticiclone Subtropicale che tenterà ancora di proteggere la nostra penisola dalle umide correnti atlantiche che dovrebbero attraversarci proprio in questo periodo dell’anno.

Nell’immagine satellitare: la convergenza e l’arrotondamento degli Alisei che alimentano la tempesta tropicale “Ophelia”.

Grazie per l’attenzione.

Riccardo Cicchetti

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