M5S:A San Giovanni Teatino le multe non sono uguali per tutti


Questo viene in mente ascoltando la “non” risposta che l’Assessore alla Polizia Locale, Massimiliano Cesario Bronzino, ha fornito all’interrogazione presentata dal MoVimento 5 Stelle sulla multa al Vice Sindaco Giorgio Di Clemente.

I fatti risalgono alle scorse amministrative, Giugno 2016, quando, una pattuglia della Polizia Locale ferma l’auto del Vice Sindaco che, senza la necessaria autorizzazione, effettuava la pubblicità fonica. I Vigili, come si legge nella relazione di servizio del 17/05/2016, contestano al guidatore, una terza persona, la giusta sanzione prevista dall’articolo 30 comma 8 del CdS.

Qualche tempo dopo, il 18/07/2016, il Comando della Polizia Locale di SGT riceve una richiesta di archiviazione in autotutela a firma del confermato vice sindaco Giorgio Di Clemente. A motivare la richiesta di archiviazione, Di Clemente dichiara che la sua attività di propaganda fonica è regolata dall’art 7 della legge 130 del 24 aprile 1975, pertanto diversa dell’articolo contestato nella sanzione, quindi si appella ad una erronea applicazione della legge.

Quello che il vice Sindaco non dice è che, la legge a cui lui fa riferimento effettivamente regola la pubblicità fonica ma, viene demandata all’art. 30 del CdS l’eventuale sanzione da imputare a chi non ha l’autorizzazione prevista, quindi il suo caso. Pertanto nella multa non vi è nessun erronea applicazione della legge, la multa rientra tra quelle del Codice della Strada.

Se anche volessimo concedere, alle motivazioni addotte dal vice Sindaco, la “buona fede”, nessuna scusante può avere la decisione del Comandante della Polizia Locale che, con lettera al Prefetto di Chieti in data 27 Luglio 2016, ne chiede l’archiviazione avallando la tesi, errata, del ricorrente.

E quale scusante dovremmo dare all’Assessore Bronzino che, leggendo freddamente una lettera fatta di rimandi legislativi e cavilli di ogni sorta mira ad affermare la regolarità della situazione.

Come posso dare credito alla risposta dell’Assessore che sembra, addirittura, non aver neppure inteso che stiamo parlando di un verbale del CdS e non un verbale amministrativo, pertanto sottoposto a tempi di prescrizione già ampiamente superati. Bastava guardare il numero del verbale per comprenderlo. Quelli amministrativi cominciano con la lettera A.

L’Assessore nulla dice sul fatto che la pattuglia che dichiara che alla guida dell’automobile c’è una terza persona mentre, il Comandante Di Pompo, nella lettera al Prefetto indica Di Clemente come proprietario e guidatore.

Insomma un pasticcio che, forse, non sapendo come spiegare non gli rimane che ricorrere alle risposte senza contraddittorio, senza replica come previsto dal regolamento.

A quell’assessore, e alla sua maggioranza, dico che la loro risposta è uno schiaffo a quelle migliaia di automobilisti multati dalle telecamere. Per loro, per i cittadini, il Codice della Strada è sacro e punisce anche chi passa con un solo centesimo di secondo in ritardo. Per altri, per qualcuno in particolare, la cosa è così discutibile da giustificare persino le errate prese di posizione del Comandante della Polizia Locale. Come potrà essere garantita l’imparzialità e l’assoluto rispetto delle regole da parte della P.L. a quei cittadini che, giornalmente, vengono a sincerarsi increduli delle sanzioni ricevute ?

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