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Meteo e Clima. L’aspirante Meteorologo: il rispetto della natura preso in considerazione, è l’essenziale per fronteggiare l’inquinamento atmosferico


Nella fotografia di qualche anno fa, vi è l’impianto eolico di Collarmele (Marsica orientale – Abruzzo)

Approfondimento di Meteorologia e di Climatologia. Penso che il rispetto della natura, afferma l’appassionato di Meteorologia Riccardo Cicchetti, sia l’essenza che ci conduce ad una maggiore sostenibilità e alla cura dell’ambiente che ci circonda e ci costituisce, perciò crediamo che debba essere al centro di ogni interesse collettivo. Un minore inquinamento atmosferico ma anche acustico e luminoso, è in grado di migliorare il nostro ecosistema, la Terra in cui viviamo e la nostra atmosfera terrestre: l’ambiente floristico, faunistico e urbanistico in cui ci troviamo in ciascun giorno della vostra vita e dunque soprattutto noi stessi e tutti gli altri esseri viventi che ne fanno parte. (Un detto saggio afferma: “meglio prevenire che curare”), anche per questo esso è di importanza per poter diminuire i gas serra tra i quali la CO2 emessa dagli scarichi delle industrie anche e soprattutto dalle automobili, dai treni, delle navi e dagli aerei (mezzi di trasporto), introducendo idee geniali e linee guida, nonché prevenzioni in grado di non inquinare, forse alcune volte poco pensabili e visibili agli occhi di molti, le quali costituiscono tutto ciò che è essenziale per permettere la riduzione dei gas inquinanti e fronteggiare i fenomeni atmosferici più intensi. Esse possono essere l’annullamento della deforestazione e lo spegnimento nonché il mettere fermo alla piromania e agli incendi che, come tutti sapete, oltre a devastare la Flora e la Fauna, rilasciano nella Troposfera, (strato più basso dell’atmosfera), monossido di carbonio e ceneri. In effetti, la diminuzione della deforestazione può essere uno dei molteplici esempi “lampanti” o ipotesi per poter favorire la riduzione degli stessi nell’aria e nell’acqua, non soltanto dei mari e degli oceani ma anche dei laghi e dei fiumi attraverso gli scarichi fognari e non.

Nella panoramica soprastante che si apre a finestra sull’Abruzzo occidentale: una calda, siccitosa ma bella giornata di Agosto 2017, ci mostra il fumo, il monossido di carbonio sprigionato dalla combustione incendiaria e le ceneri leggere in sospensione nella nostra atmosfera terrestre che sovrastano il tramonto all’orizzonte immerso tra le montagne marsicane/abruzzesi e provengono nonché sono spostate dai venti che hanno mosso e alimentato gli incendi divampati nelle aree limitrofe e sul Monte Morrone, questi ultimi visibili verso la Marsica orientale in risalita dalla Valle Peligna, a Sulmona.

Tornando a noi, questi ultimi inquinanti, vengono rigettati in mare e negli oceani non soltanto dalle navi ma anche dalla circolazione atmosferica stessa facente parte di un’atmosfera sporca o inquinata, facendo aumentare l’acidità dell’acqua nonché la temperatura ed alterandone consequenzialmente la salinità, ciò consentirebbe anche a ciascun albero di trasformare l’anidride carbonica rilasciata sia per cause naturali (eruzione di un Vulcano) che per cause antropiche (riscaldamento globale da eccessivi gas serra): questo perché gli alberi convertono uno dei più pericolosi gas serra ossia l’anidride carbonica in ossigeno, tramite la fotosintesi clorofiliana.

L’effetto serra, però, non è in grado di considerarsi dannoso perché senza esso, che consentirebbe vita sulla terra trattenendo calore, non si avrebbe vita su di essa e la temperatura globale non sarebbe infatti adatta a quest’ultima. Un incremento dell’effetto serra a causa dell’inquinamento atmosferico è invece dannoso. Perciò è importante innanzitutto adottare i rispettivi studi e le rispettive regole per far decrescere la quantità di scarichi industriali ma soprattutto quelli delle automobili, utilizzando metodi e una metodologia intelligente che, specie dal punto di vista urbanistico, sono accessibili a tutti (dai più piccini ai più adulti e anziani), piacevoli, essenziali per l’ambiente e per noi stessi poiché rispettarlo vuol dire proprio rispettare anche noi stessi. Tale metodologia è capace di rendere più pulita l’aria e più visibile, sportivo e divertente il patrimonio artistico che ci avvolge, facendo più cultura e turismo ecosostenibile soprattutto per quanto riguarda e in particolare modo il nostro contesto urbanistico (oltre alla raccolta differenziata), ripeto turistico, ingegneristico e architettonico, ovvero ad esempio quello italiano, foriero di splendore e bellezza. Il metodo di cui parliamo è fondamentale e già messo in atto dalle migliori aziende e località urbanistiche, ossia l’introduzione delle automobili elettriche e delle piste ciclabili, con un maggiore utilizzo delle biciclette, anche elettriche. L’energia elettrica già quasi ampiamente adottare per le auto, prodotta dalla cinetica, rappresenta infatti un’energia rinnovabile, (non certamente come la benzina o il diesel che, come sapete, fanno parte delle non rinnovabili come ad esempio il carbon fossile), insieme a quest’ultima elettricità della quale ci sono strumentazioni  in grado di produrla in maniera pulita e ottimale: l’energia eolica (dall’etimologia “Eolo”, ossia Dio del Vento) raffigurante le pale eoliche e soprattutto i pannellio solari che convertono l’energia proveniente dalla nostra enorme stella (il Sole) in energia elettrica, evitando così di inquinare l’ambiente attraverso gas di scarico. “La seconda soluzione, ossia l’introduzione della pista ciclabile, sostiene l’appassionato della Meteo e del Clima, è un’altra essenziale idea” nonché una genialità, perché consente di vivere la natura con il rispetto di essa in tutte le variegate stagioni dell’anno, di vivere bene con gli altri e con sé stessi, agevolare l’attività fisica e lo sport diminuendo il rischio obesità, un buon o corretto funzionamento del nostro apparato cardio-circolatorio e il modo di vedere e sentirci a nostro agio e dunque l’autostima relativa anche ad un miglioramento del nostro aspetto fisico. Tuttavia, l’aspetto più importante è soprattutto non eliminare, ma consigliare quanto meno diminuire l’utilizzo di automobili a gas, a benzina, a diesel etc… nonché divincolare il modo smodato o non sempre adatto di talune autovetture attraverso i dossi, i rallentamenti mediante l’introduzione di attraversamenti pedonali, ciclabili, piste ciclabili/pedonali e un aumento delle biciclette in città, mezzo accessibile a tutti e, come dicevo e secondo me, in grado di portare benessere per l’ambiente che ci circonda, la nostra autostima fisica e mentale, rendendo più altruistico il modo di pensare, frenare l’utilizzo incostante della tecnologia e degli smartphone, mediante il beneficio finale avente come scopo o come obiettivo la riduzione delle emissioni inquinanti dell’eccessivo e dunque dannoso effetto serra, complice del riscaldamento globale in grado di generare tale cambiamento climatico di origine antropica, cercando di aiutare in maniera maggiore, in questo modo quanto meno a fronteggiare un’estremizzazione climatica resa tale dallo stesso “global warming” che non è possibile placare perché anche esso come la nostra atmosfera, complesso ed incontrollabile, così facendo saremo consapevolmente pronti a rallentarlo. Impegniamoci al meglio ancora di più di come stiamo attuando, nel non sporcare e non inquinare il nostro ambiente, poiché come sappiamo contiene ed è l’essenziale o parte fondamentale per noi stessi e le nostre generazioni, ossia tutti gli esseri viventi, vegetali e animali che compongono l’ecosistema del nostro pianeta Terra e vedremo, con il passare degli anni, notevoli progressi che metteranno in parte la portala fermo alle piogge acide, ai nubifragi e agli eventi alluvionali nonché alla siccità, alle frequenti valanghe nevose e ai violenti temporali/Tornado/trombe marine… Imsomma tutto ciò che rappresenta questo clima che sta divenendo sempre più estremo attraverso un aumento di frequenza e di intensità dei fenomeni estremi e un minore incremento del tempo cronologico di rilascio delle precipitazioni atmosferiche.

Nella fotografia di tale editoriale, scattata in Nord America dallo stesso Riccardo Cicchetti, è raffigurato o catturato non solamente una delle bellezze dell’ambiente floristico canadese, ma anche terrestre ed abruzzese.

rc

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About Riccardo Cicchetti

Riccardo Cicchetti
Riccardo Cicchetti, è nato ad Avezzano il 24/06/1994 e si appassiona di giornalismo e di meteorologia. Dopo essersi diplomato, ha iniziato il suo percorso universitario all'Università di L'Aquila che vorrebbe terminare con il corso in Fisica dell'atmosfera e Meteorologia. A partire dal maggio 2016 inizia la sua collaborazione con il quotidiano online Ilfaro24 come giornalista meteorologico principiante e presentatore meteo.

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