Meteo. L’Inverno latita a fine anno e in compagnia giungono variabilità atmosferica e temperature molto miti. Dopo i primi di Gennaio 2022 vige un approfondimento di ipotesi meteo. Parliamone insieme


Meteo. Il mese di Dicembre giunge al termine e con esso anche l’annata 2021. Nel frattempo che noi tutti avviamo i nostri preparativi per inizio anno 2022, durante il proseguimento del periodo invernale appena entrato anche dal punto di vista astronomico, la circolazione atmosferica su scala euro-asiatica pone le basi per il nuovo anno e il proseguimento della stagione invernale anche dal punto di vista meteorologico e in prossimità dell’ingresso di taluna dal punto di vista astronomico (21 Dicembre ore 16.59). Successivamente al transito di una perturbazione atlantica, dall’Europa centro-settentrionale, in linea o in allineamento con le correnti atlantiche e il flusso zonale che le coadiuva in relazione ad esso, un altro corpo nuvoloso in accordo ad un fronte freddo ed occluso transiterà il 27 e e mercoledì 28 Dicembre 2021, ossia già dalle ultime ore, dando luogo a rovesci di pioggia annessi ad annuvolamenti composti da nubi nembostrati e in primis cumuliformi. La nebbia che, in seguito ad un lieve miglioramento delle condizioni meteorologiche poc’anzi preannunciatovi, la quale ora soggiace nelle aree vallive e nelle conche del Centro-Sud e specie del nostro territorio abruzzese interno occidentale risiedendo e ristagnando nei bassi strati, avrà i minuti fittizi poiché l’aria sarà rimescolata dall’imminente transito di un’occlusione fredda o perturbazione di proveniente euro-atlantica e di origine polare-marittima (dalle coste meridionali della Groenlandia – Nord Atlantico). Tra oggi e domani anche in area appenninica saranno probabili nevicate fino a quote alte e medio-alte (1900-1800 m, localmente anche fino ai 1600 m, data la mole d’intensità delle precipitazioni in annessione alle correnti discensionali dalla quota agli strati più bassi della Troposfera). Intanto in sede troposferica polare la ionizzazione dovuta alla ricaptazione e allo smistamento dell’energia solare riequilibrata e gestita dal campo magnetico terrestre, già in grado di annettere l’evento climatico de La Nina comportando il lento declino del nuovo pack artico da parte del riscaldamento globale che continua ad infrangere lo stesso e in maniera repentina, sta ricompattando la calotta tramite l’indebolimento del Vortice Polare e il riscaldamento degli alti strati della Troposfera che ne disturba l’andamento facendolo barcollare e consentendo l’ondulamento della corrente a getto polare (Polar Jet Stream). Tutta questa dipartita del Vortice Polare in quota induce, come inizialmente dicevamo, al formarsi di anticicloni di natura termica oltre che al calamitarsi degli anticicloni di natura permanente e semi-permanente che implica la struttura di bassa pressione in quota di cui si premunisce il VP in Inverno. Questo comportamento di cause-effetti dovuti anche a fenomeni astronomici che convogliano l’ozono negli altri strati dell’atmosfera polare artica tramite le fasce longitudinali e latitudinali attinenti all’Equatore, parlando pur sempre del nostro emisfero boreale o settentrionale dov’è il Solstizio d’Inverno, sta favorendo l’afflusso d’aria molto fredda di origine artica verso le medio-alte latitudini (lobi di bassa pressione verso le più basse quote (a partire dai 500 HPa) consentendo il raffreddamento di queste porzioni settentrionali di continenti attraverso anche l’innevamento e il fenomeno dell’albedo che raffredda ulteriormente e in maniera più decisiva i bassi strati attraverso la riflessione e non l’assorbimento dell’energia solare mediante il suolo ricoperto in questo caso dal manto nevoso duraturo a causa delle irruzioni fredde discontinue. Bisogna specificare altresì un’altra mia analisi eloquente in base agli studi manualistici: un fattore determina anche altri effetti tra cui aria più gelida a bassa quota e ad altissima quota nonché il favoreggiamento dell’aria fredda implica la presenza di calore negli strati più alti come rilascio noto come il calore latente di condensazione legato al processo fisico di espansione delle masse d’aria, come anche in risposta al concatenamento avvenuto nel Circolo Polare Artico, attraverso il riscaldamento degli altri strati della Troposfera, questo vuol dire che ci sono più effetti appartenenti alla medesima causa che li genera e li fa combinare nonché combaciare mediante lo stesso principio della termodinamica. Per tali motivi si innesta un meccanismo noto come legamento o accordo tra due anticicloni che divengono progressivamente due elementi in determinazioni bariche e a loro volta in termini di figure bariche che si annettono attirandosi l’una con l’altra nonostante come dicevo la diversa natura o formazione; il fenomeno meteo-climatico è noto come: Ponte dei Weikovf. Un’ipotesi che potrebbe risultare plausibile nel lungo termine (long range) e tuttavia essere influenzata da numerosi altri fattori, in termini di intensità e minoranza in cui si propone secondo caratteristiche un’ondata di freddo intenso o di gelo proveniente dal Circolo Polare Artico, come naturalmente esplicitato negli altri aggiornamenti meteo appartenenti anche a un non immediato passato. Quest’ultima, ricordando ai lettori meno esperti, potrebbe essere la configurazione pertinente al moto retrogrado delle masse d’aria gelida o molto fredda dalla Russia meridionale (artico-continentale) e Russia settentrionale: steppe siberiane (polare-continentale) che sono archeggiate da un ponte in genesi ad alte latitudini che le muove fino al comparto euro-mediterraneo ed europeo compreso. Se tale quadro di ipotesi proposto sotto forma di tendenza in prossimità e dopo l’Epifania venisse confermato dai run raccolti dai grafici ensemble in allineamento tra di loro, aria gelida potrebbe affluire dalla Russia fino all’Europa orientale, centrale e all’Italia conquenzialmente al ramo anticiclonico di natura termica bloccato (anticiclone di blocco) dall’accordo dalla struttura semi-permanente dell’Anticiclone delle Azzorre in area atlantica. 

Tuttavia, la fase piovosa si chiuderà entro la fine del mese e sino ai soli primi giorni del mese di Gennaio 2021 che saranno contrassegnati dal rinforzo di un promontorio di alta pressione di matrice Subtropicale che ammaestrerà masse d’aria molto mite di estrazione tropicale-continentale verso il nostro territorio italico e l’intero bacino del Mediterraneo, cosicché le temperature assumeranno valori massimi tipici di inizio Autunno e concernenti l’inizio della Primavera. Le temperature massime rispetto alle temperature minime saranno comprese tra i 13/15 gradi centigradi sulle regioni centro-meridionali e sulla nostra regione Abruzzo, sino a sfiorare i 19/20 gradi centigradi sulle due Isole Maggiori e gli stessi valori massimi al Centro-Nord, mentre saranno stazionarie o in lieve diminuzione le minime che, grazie alle escursioni termiche e le inversioni termiche non subiranno grandi scossoni. Sia la giornata del 29 che del 30-31, salvo a causa delle inversioni termiche dovute ai pendii più freddi delle montagne che scalzano il cuscino mite (solitamente freddo in caso di avvezione artica e secca dalle aree balcaniche) non rimescolando i bassi strati ove invece l’aria fredda in assenza di vento scende a valle determinando la condensazione in nebbia. Il bel tempo e le condizioni meteorologiche in gran parte soleggiate continueranno su gran parte del territorio italico. Ciononostante, dopo gli esordi di Gennaio 2022, una serie di impulsi freddi e instabili di matrice nord-europea inizieranno ad innescare una serie di peggioramenti del tempo, inizialmente modesti e transitori, dei quali i successivi ne torneremo a parlare nei prossimi aggiornamenti meteo, fermo restando la distanza temporale che ci separa anche da quest’ultima tendenza, non solo dal quadro ipotetico intravisto precedentemente in tale articolo meteo, ancora da confermare e da prendere con le pinze, specie per quanto riguarda il dettaglio, l’entità e se fosse veritiera la traiettoria nonché la matrice di provenienza delle masse d’aria.

Vi ringrazio e colgo l’occasione per augurarvi Buone Feste e Buon Anno nuovo. Al prossimo aggiornamento meteo in forma scritta.

Riccardo Cicchetti

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About Riccardo Cicchetti

Riccardo Cicchetti è nato ad Avezzano il 24/06/1994 e si appassiona di giornalismo e di Meteorologia. Ha iniziato il suo percorso all’Università degli Studi dell’Aquila e si è laureato in Filosofia e Teoria dei Processi Comunicativi. A partire da Maggio 2016 ha avviato la sua collaborazione con il quotidiano online Ilfaro24 come giornalista meteorologico principiante e divulgatore scientifico.