SE NON OPERI IL MIO CANE TI AMMAZZO. VETERINARIO PICCHIATO A PESCARA


ANMVI: “Si prenda atto che esiste una emergenza-sicurezza per le strutture veterinarie.”

I carabinieri sono arrivati prima che l’aggressore potesse fuggire. Denunciato a piede libero, su di lui pende ora un’indagine della Procura con varie ipotesi di reato. Il Medico Veterinario malmenato, invece, è stato dimesso dall’ospedale dopo medicazioni e un periodo di osservazione.

E’ successo a Montesilvano (Pescara), dopo le ore 22 di sabato scorso. Il Veterinario, titolare di un ambulatorio nella cittadina abruzzese, è con la famiglia mentre riceve una chiamata urgente: un parto difficile in una cagna, che si rivelerà un pit bull di proprietà di un personaggio violento, conoscitore di arti marziali e  con precedenti di morosità verso altre strutture veterinarie. Tutte informazioni che il Medico Veterinario non possiede, mentre si reca d’urgenza in ambulatorio per i primi soccorsi al cane. 

La testimonianza– Ancora provato dai fatti, il Collega li ha coraggiosamente raccontati: “Sono stato vittima di aggressione per avegli detto che avrebbe dovuto saldare almeno la metà dell’onorario affinche si potesse eseguire la prestazione di un parto cesareo da lui richiesta, a ciò sono partite le minacce. Se non operavo il cane “e zitto” (“altrimenti se ti metto le mani addosso non sai che ti combino”). Sotto minaccia fisica mi sono rifiutato categoricamente di andare avanti chiedendogli di andare via e da lì in poi è stato un attimo, mi ha tirato prima una gomitata in faccia perchè continuavo a chiedergli di uscire, io ho reagito allontanandolo da me e lui mi ha afferrato il collo con una presa gridandomi che mi avrebbe ammazzato. Alla fine mi sono ritrovato a terra, credo di aver perso i sensi”.

Lo spettro dei combattimenti clandestini- Sul proprietario aggressore è in corso un indagine con l’ipotesi di maltrattamento animale. Sequestrati tutti i suoi cani: gli inquirenti non escludono che fossero utilizzati per combattimenti clandestini, un reato penale non debellato, malgrado il divieto introdotto dalla Legge 189/2004 e  punito dall’articolo 544-quinquies del Codice Penale.

Escalation di violenze- In considerazione dell’aumento delle aggressioni fisiche e verbali all’interno di strutture veterinarie private, l’ANMVI si è rivolta al Ministero dell’Interno e della Salute, denunciando l’accaduto. Le strutture veterinarie sono presidi sanitari autorizzati e i medici veterinari che vi esercitano svolgono prestazioni di pubblico servizio e di utilità sociale.

Scrive l’ANMVI: “Il dovere di assistenza (articolo 14 del codice deontologico) del Medico Veterinario – espone quest’ultimo ad un maggior rischio di incolumità personale. I contesti di illegalità e di criminalità in danno agli animali – lungi da rappresentare un problema risolto- mostrano i loro risvolti violenti sui Medici Veterinari, chiamati a prestare cure, anche in emergenza notturna, ai pazienti animali. 
Ma non sono mancati, alle cronache, episodi di violenza estremista e di fanatismo pseudo-animalista, oltre che furti e rapine.

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