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Pastore maremmano sbranato dai cani randagi, è “un” deterrente o “il” deterrente?


Un esemplare di pastore maremmano è stato sbranato vivo a Serra, in provincia di Modena, forse da lupi ma con molta più probabilità da un branco di cani randagi. Il pastore maremmano, l’ “antilupo” per eccellenza, consigliato a pastori ed agricoltori per difendere i loro animali e le colture.

Le foto lo ritraggono sviscerato nella paste posteriore, motivo per cui si pensa che ad attaccarlo possano essere stati dei cani dato che il lupo solitamente attacca alla gola. Billy (nome di fantasia) era in compagnia di un altro maremmano e di un terzo esemplare di incrocio molto simile ai primi due. Erano lì per fare la guardia e svolgevano dignitosamente il loro compito, ma l’altra notte le cose sono andate diversamente. Quando i proprietari hanno sentito abbaiare hanno inizialmente pensato al solito passaggio di animali selvatici, ma quando si sono recati sul posto hanno trovato il povero Billy privo di vita.

Cosa succede se il pastore maremmano viene ucciso in un agguato da un branco di lupi o di cani selvatici, proprio lui che è il miglior esemplare per la difesa dei greggi e delle colture? La domanda che in molti, soprattutto tra gli animalisti, si sono posti è: questo cane deve essere “un ” deterrente o “il” deterrente?

Intanto, ecco le immagini del cane sbranato:

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