Pescara. Forza Italia: “Non sappiamo se l’acqua dei nostri rubinetti è potabile, rimpallo di dati tra ACA e ASL”


“Ieri in Commissione Ambiente è andato in onda un derby tra Aca e Asl, in un rimpallo di dati, responsabilità e analisi che non ha avuto nulla di edificante nè costruttivo. Di fatto, dopo un’ora e mezza di riunione, non sappiamo se l’acqua che esce dai rubinetti delle nostre case, delle scuole o delle fontane sia potabile o meno e non sappiamo cosa, eventualmente, stia determinando una torbidità che sino a settembre non c’era. Il discorso non è se nell’acqua siano stati trovati 1 coliforme, o due o 10, il problema è se l’acqua sia conforme o meno secondo i parametri di legge, che chiede un livello di coliformi pari a zero. E oggi di fatto non sappiamo se l’acqua sia o meno conforme alla legge. Francamente prendiamo atto della volontà espressa dall’assessore Di Carlo di far eseguire le analisi a un ente terzo, ovvero a un’altra Asl abruzzese e a un altro gestore idrico, ma il vero problema emerso oggi è l’assenza di autorevolezza da parte del sindaco Alessandrini, assente alla riunione, e dell’amministrazione comunale, che si è ritrovata rimbalzata tra due fuochi senza alcuna voce in capitolo”. Lo hanno detto i consiglieri di Forza Italia al Comune di Pescara Marcello Antonelli e Vincenzo D’Incecco al termine della riunione odierna della Commissione Ambiente, che ha visto la presenza della governance di Aca, con l’amministratore Toro, il dirigente tecnico Lorenzo Livello e l’avvocato Lucia Bergia, e la Asl, con il dottor Robuffo e la dottoressa Chiola, responsabili delle analisi delle fontane.

“Ormai è un mese che è scoppiato il bubbone dell’acqua potabile e dopo 30 giorni non abbiamo una notizia concreta su cosa stia accadendo alla nostra rete di acqua potabile, né su cosa stia causando i problemi – hanno sottolineato Antonelli e D’Incecco -. Abbiamo cominciato l’8 settembre con la prima ordinanza per la chiusura della fontanella della pineta, il 9 settembre la seconda ordinanza per chiudere la fontanella di via del Santuario, e poi a cascata con via Baiocchi, piazza dei Grue, sei fontanelle in tutto, sino ad arrivare a case e scuole. La cosa più assurda è l’altalena di notizie: oggi l’acqua dei rubinetti di 120 cittadini non è potabile, domani torna potabile, ma nessuno spiega le ragioni, e intanto Aca e Asl litigano tra loro: secondo l’Aca ad alterare le analisi è l’utilizzo di attrezzi per il prelievo dei campioni che l’Aca stessa giudica non idonei; la Asl ribatte che sono gli stessi metodi usati lo scorso anno quando il problema della non-potabilità non c’è stato e attribuisce le responsabilità a una presunta assenza di manutenzione della rete da parte del gestore dell’acquedotto, ovvero Aca. E in mezzo ci sono i cittadini: pensavamo che la riunione odierna potesse essere utile per fare chiarezza, invece non è chiaro nulla e c’è piuttosto un evidente problema di rapporti tra il soggetto che eroga l’acqua e chi fa i prelievi, che operano su posizioni assolutamente divergenti, rendendo ancora più torbida la vicenda. Sino a oggi ci sono stati due casi di ‘acqua torbida’, nella fontanella di piazza dei Grue e nella scuola Bosco, ma non sappiamo da cosa sia stato causato il fenomeno; in alcune scuole e case è invece stata riscontrata una contaminazione batterica di colifecali, ma anche in questo caso non sappiamo cos’abbia causato il fenomeno. E allora oggi chiediamo perché il Comune ha chiesto alla Asl di fare esami a tappeto solo nelle scuole? Chi ci dice oggi che sia potabile l’acqua che esce dai rubinetti delle altre decine di migliaia di utenze domestiche? Domande legittime visto che l’acqua e le condotte che la trasportano siano le stesse. Oggi noi e tutti i cittadini chiediamo garanzie di sicurezza. Di fatto, dopo aver ascoltato Asl, Aca e Comune non sappiamo se domani i nostri figli a scuola possono bere l’acqua del rubinetto e non sappiamo se possiamo berla noi a casa, sappiamo che tra domani e lunedì usciranno altri esami sui livelli di enterococchi e che mercoledì la Asl effettuerà analisi nelle scuole di via Cavour e via Milite Ignoto, ma non sappiamo neanche se e quando potremo leggere i risultati degli esami. Una situazione che non agevola la serenità dei cittadini”. Intanto sulla problematica interviene anche il consigliere Fabrizio Rapposelli, lanciando un appello ai dirigenti scolastici di Pescara “affinchè, in una simile situazione di incertezza, consentano alle famiglie di far portare l’acqua in bottiglia da casa ai bambini della scuola materna. A oggi, infatti, tale possibilità è preclusa, ovvero i bambini che usufruiscono della mensa devono obbligatoriamente bere l’acqua dal rubinetto della scuola portandosi solo il bicchiere da casa. Ovviamente credo che in una tale condizione di paura giustificata, i dirigenti abbiano il dovere di far cadere tale diktat, offrendo alle famiglie la possibilità di dotare i propri bambini di acqua minerale in bottiglia, e questo in via precauzionale fino a quando non avremo certezze sulla qualità dell’acqua somministrata nelle scuole attraverso analisi a tappeto, esami che dovranno interessare tutti i plessi, e non solo alcuni scelti a campione”.

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