PISCINA COMUNALE: L’AMMINISTRAZIONE DI PANGRAZIO CONTINUA A FARE CONFUSIONE


 

Per l’amministrazione Di Pangrazio tre anni e mezzo sono la normale andatura delle procedure di gara. “Bisognerebbe spiegarlo al TAR” commenta De Cesare, che nella sentenza di Agosto, che condanna il Comune al pagamento delle spese, definisce la procedura “durata oltre le normali tempistiche”.

<<Le strampalate affermazioni di Tinarelli (clicca qui per leggere) hanno poi del grottesco. Mettere in evidenza sulla stampa che l’amministrazione Di Pangrazio ha impiegato oltre tre anni per procedere con un bando di gara e che ad oggi ancora non è stata fissata la data per l’apertura delle buste vuol dire “interferire” fino addirittura ad intromettersi con le procedure di gara? Io capisco che evidenziare tutta l’incapacità dell’amministrazione Di Pangrazio nella gestione della vicenda possa essere poco piacevole ma da qui ad attribuirmi il potere e/o la capacità di interferire con le procedure di gara vuol dire avere molta fantasia>> aggiunge De Cesare.

<<Vorrei ricordare a Tinarelli che nel programma di mandato del Sindaco, prima ancora che dalla legge, per i servizi a domanda individuale come quello del nuoto erano previsti i bandi di gara. Come mai ci sono voluti tutti questi anni? In questa vicenda sarebbe bastato ammettere le proprie responsabilità da parte dell’amministrazione Di Pangrazio e chiedere scusa ai cittadini per il disagio che si sta creando ed invece si continua ad arrampicarsi sugli specchi>>.

“Infine – conclude De Cesare – se Tinarelli è a conoscenza di mie indebite intromissioni lo invito a evidenziare, nelle opportuni sedi, i fatti a cui si riferisce. Forse le indebite intromissioni presso i dirigenti le ha fatte qualcun altro, altrimenti una procedura per un normale bando di gara non potrebbe impiegare quasi quattro anni”.

Redazione ilfaro24.it

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