POLEMICHE A CELANO, IL SINDACO SETTIMIO SANTILLI SOLIDARIETÀ E RINNOVO DELLA STIMA AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO COMUNALE CARUSI


La maggioranza che governa Celano dal 2015 è espressione della lista “Una città da amare”, una lista di chiara espressione civica: non vedo dunque quali siano le ragioni che possano indurre la Presidente del Consiglio Lisa Carusi, alla quale confermo piena fiducia e rivolgo la mia più ampia solidarietà, in quanto espressione dell’intera maggioranza e del consiglio stesso ormai da 5 anni, a rassegnare le proprie dimissioni, solo perché magari non si riconosce nel partito di cui fa parte anche Ezio Ciciotti. Lascia sicuramente l’amaro in bocca non avere Ezio Ciciotti come rappresentante del territorio in Provincia, ma lanciare ora stilettate ai colleghi di maggioranza accusandoli di non aver espresso il voto in favore di un collega, non cambierà di certo lo stato dei fatti oramai. Qualcosa evidentemente non è andato nel verso giusto, siamo in democrazia, ognuno è libero di esprimere il proprio voto come meglio crede, ma queste cose vanno discusse nelle sedi opportune, non di certo sui giornali.

Non capisco altresì perché si parli di rapporti deteriorati ormai da tempo tra i consiglieri, quando l’amministrazione è ormai giunta alla sua naturale conclusione, condividendo nel giusto confronto delle diversità di opinioni le principali linee di azione realizzate e altre in fase di realizzazione. Forse è il caso che in questi ultimi sette mesi si dia tutti il massimo impegno e lavoro negli interessi esclusivi della città per poi ognuno fare semmai le proprie scelte politiche liberamente.

Per quanto riguarda il Daspo Urbano poi, questo è uno strumento che va discusso con molta attenzione e approfondimento prima di essere portato all’attenzione di un Consiglio Comunale e non con un copia-incolla di altre città, per vendere il fumo negli occhi all’opinione pubblica. I contenuti di questo portati all’attenzione della maggioranza e che forse evidentemente sono sfuggiti, erano quasi del tutto non rispondenti alla nostra realtà, bensì a ben altre città e meritavano una riflessione più approfondita e non leggera. Se si vuole adottare uno strumento del genere in consiglio comunale e discuterlo, va calato nelle caratteristiche del nostro territorio, ma facendo molta attenzione, perché il Daspo così come era stato presentato, può colpire anche chiunque non sia protagonista di atti propriamente delinquenziali, con pesanti conseguenze per la persona e anche per lo stesso Comune, senza poi incidere più di tanto sulla sicurezza della città. 

C’è poi una tendenza del tutto distorta negli ultimi giorni a far passare Celano, come altri centri marsicani per quello che non sono, a danno esclusivo dell’immagine del nostro territorio. Ci sono dati oggettivi sulla sicurezza emanati dallo stesso Ministero degli Interni nel 2018 a seguito di un Bando sulla Videosorveglianza a cui abbiamo partecipato, che non riguardano solo città della Campania come asserisce Ciciotti, ma ben 2426 città delle Regioni Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Calabria, Puglia, Sicilia e Sardegna, in cui Celano è al 2335 posto, secondo indici di delittuosità locali rapportati addirittura agli indici su scala Nazionale, oltre che regionali e provinciali. Vi è dunque una sicurezza reale che è ben diversa da quella che si vuole far percepire a tutti i costi a danno della nostra stessa immagine.

Con questo non voglio dire assolutamente che il problema a Celano non esista, lungi da me dall’asserire questo, ma voglio dare uno spunto di riflessione più oggettivo, più coerente e consono con la realtà che viviamo e la immagine tendenziosa che le si vuole dare. La sicurezza non vuol dire solo repressione, ma anche tanto altro e forse riguarda più un problema di natura sociale nei nostri casi. Arrestare uno spacciatore, chiudere un bar, allontanare una persona dai luoghi di rilevanza anche per atti non delinquenziali, non può essere l’unica soluzione del problema di una persona che ha dipendenza da alcol, droga, giochi d’azzardo, e quant’altro. Se c’è spaccio di droga è perché c’è chi la acquista e ne fa uso e quindi deve essere aiutato.

Il Polo sociale che stiamo per ultimare in via Stazione, va proprio in questa direzione, affrontare i problemi della famiglia e della persona, con un centro antiviolenza donne, un centro dell’ascolto per tossicodipendenze e ludopatie e una programmazione attenta di incontri nelle scuole.

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