PORTO DI PESCARA, INTERVENGONO: IL CAPOGRUPPO REGIONALE FI SOSPIRI E Il CONSIGLIERE ANTONELLI


“Cantiere del Porto di Pescara, tutto da rifare. Il progetto di completamento del Porto canale dev’essere sottoposto alla Valutazione d’Impatto Ambientale nazionale. Lo ha sancito il Comitato di Via regionale sacramentando l’errore, la gaffe o la furbacchiata del Governo D’Alfonso e dell’Arap, stazione appaltante, che cercando di bypassare la Via nazionale, hanno classificato i 15milioni di opere previste nel primo lotto dei lavori come ‘opere di difesa della costa’ e non opere portuali. Peccato che, in questo caso, nel conto finanziario andava prevista l’Iva al 22 per cento, ovvero circa 3milioni e mezzo di euro oggi scoperti. Per evitare tale spesa, Regione e Arap hanno azzerato l’Iva, di fatto però ritornando al punto di partenza e rispedendo il fascicolo al Via nazionale. Un pasticcio che oggi ha due sole soluzioni: trovare i 3milioni e mezzo di euro e consentire i lavori oppure fermare per almeno un anno il cantiere in corso in attesa della Via nazionale. Aspettiamo di sapere dal Governatore facente funzioni Lolli quale strada intende intraprendere”. La denuncia è arrivata dai Capigruppo di Forza Italia alla Regione Abruzzo Lorenzo Sospiri e al Comune di Pescara Marcello Antonelli nel corso della conferenza stampa convocata per stamane.

“Grazie alle furbate di D’Alfonso e alle sue scorciatoie il porto di Pescara è finito nell’ennesimo ginepraio – ha sottolineato il Capogruppo Sospiri -. Il Progetto complessivo nella sua realizzazione avrebbe dovuto rappresentare la risoluzione complessiva di tutti i problemi dello scalo portuale che, com’è ben noto, è un canale che tradizionalmente è soggetto a insabbiamento con una diga foranea che è un tappo che impedisce il deflusso verso il largo delle acque fluviali. L’intervento, che Forza Italia ha voluto fortemente, e che comprende opere per impedire l’erosione a sud e l’inquinamento a nord, è compreso in un Piano Regolatore Portuale che abbiamo prima approvato al Comune di Pescara e poi in Regione Abruzzo con la presenza fondamentale di Forza Italia che ha garantito il numero legale. Complessivamente sono previste opere per 60milioni di euro e noi abbiamo sempre sostenuto, già da un anno fa, che il nostro porto è nazionale e quindi tutte le opere vanno sottoposte a Via nazionale, perché è evidente che un sasso messo in acqua crea una ricaduta su tutto il sistema marittimo demaniale. Ovviamente l’ex Governatore D’Alfonso ci ha sempre smentito e l’Arap, stazione appaltante, guidata dal geometra Leombroni, ha segmentato il progetto in più lotti. Il primo, forse il più importante – ha proseguito il Capogruppo Sospiri – prevede l’apertura verso il largo, la deviazione del flusso delle acque, l’aggancio alla nuova apertura con il braccio sinistro che deve andare verso il largo a nord per permettere l’ormeggio dei pescherecci e riparare dalle correnti e il braccio destro che si allunga verso sud per permettere l’attracco delle grosse imbarcazioni, delle petroliere di Di Properzio, dei traghetti verso la Croazia, quindi di tutte le navi che hanno bisogno di un pescaggio importante e che non dovrebbero più avvicinarsi al canale. In più si prevede la costruzione delle nuove vasche di colmata per i futuri dragaggi: 15milioni di euro è il primo innesco e altri 12milioni di euro per il completamento. Ora l’estate scorsa ho personalmente aperto una vivace polemica con l’Autorità Portuale di Ancona, che ha oggi giurisdizione sui porti abruzzesi, per aver escluso l’Abruzzo da ogni possibile finanziamento. I soldi, ovviamente, non sono arrivati e nel frattempo il geometra Leombroni-Arap ha presentato il primo lotto dei lavori, dell’importo di 15milioni di euro stanziati nel Masterplan della Regione Abruzzo, al Via regionale affermando che non si trattava di opere a mare, ma di opere a difesa della costa dalle mareggiate e dei pescherecci in ingresso nel porto canale. Fin qui tutto bene, finchè non è arrivato il quadro economico allegato al progetto che è subito saltato agli occhi del Comitato Via regionale: per legge dello Stato tutte le opere sui porti di ristrutturazione, completamento, realizzazione, risanamento, di competenza del Via nazionale, sono a Iva zero, tutte le altre opere hanno l’Iva al 22 per cento. Ed ecco la buccia di banana: nel quadro economico del progetto da 15milioni di euro l’Arap ha previsto l’Iva zero, certificando dunque che non si trattava di semplici opere di difesa della costa, ma di opere sul porto nazionale e quindi si deve andare a Via nazionale. E noi pensiamo di sapere perché nel quadro economico è stata prevista l’Iva zero, ovvero perché l’Iva al 22 per cento su 15milioni di euro di lavori è pari a 3milioni e mezzo che mancano, non hanno copertura, e che nessuno ha preteso dall’Autorità Portuale di Ancona. Purtroppo dobbiamo denunciare il solito atteggiamento superficiale di furbacchioni che cercano éscamotage per non ammettere i propri errori, primo fra tutti l’aver messo l’Abruzzo sotto l’Autorità Portuale di Ancona. Questo significa – ha ancora detto il Capogruppo Sospiri – che dallo scorso 4 dicembre, data di pronunciamento del Comitato Via regionale, è stata bloccata un’opera portuale fondamentale che ha ricadute economiche enormi, pensiamo alla flotta commerciale, ai collegamenti con la Croazia, alla balneazione. Ora abbiamo due possibilità dinanzi a noi: se aderiamo alla procedura della Via nazionale il cantiere si fermerà per un anno almeno; in caso contrario dobbiamo trovare i soldi necessari per coprire l’Iva, ovvero la Regione, che sta predisponendo la finanziaria, deve trovare gli altri finanziamenti e noi possiamo preparare gli emendamento, ma è il Presidente Lolli che deve farci sapere cosa intende fare. In realtà non è compito della Regione Abruzzo metterci i soldi perché quello di Pescara è un porto nazionale e quindi era compito dell’Autorità portuale del Medio Adriatico, che sta dirottando tutti gli investimenti solo su Ancona, garantire i fondi. Fossi in Lolli già domani io andrei a bussare alle porte dell’Autorità pretendendo le somme necessarie”. “Sono più che evidenti le ripercussioni negative che tale decisione avrà su Pescara – ha aggiunto il Capogruppo comunale Antonelli -, lo stesso collegamento con la Croazia saltato è una conseguenza del non avere infrastrutture agibili. Per questo già oggi andrò dal sindaco Alessandrini e gli dirò di convocare subito una riunione con il Presidente dell’Arap, con il Presidente Lolli e con il Presidente dell’Autorità Portuale di Ancona per capire come uscire dal labirinto. L’altra grande questione è ciò che c’è nella vasca di colmata, la ‘terrazza sul mare’: lo scorso anno, quando l’abbiamo denunciato, Alessandrini ci disse che non avevamo capito nulla, che si stava procedendo con i prelievi e con il conferimento del materiale in discarica, con una gara su cui nessuno ha ritenuto opportuno fare luce. È passato un anno e quel materiale di risulta sta ancora nella vasca di colmata: forse è il caso che il sindaco Alessandrini, negli ultimi cinque mesi del suo mandato, si attivi a fare qualcosa”.

 

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