Prima sconfitta Acea sui sovracanoni Bim dovuti ai piccoli comuni abruzzesi


MARCOZZI (M5S): “SIAMO CONTENTI DI QUESTA PRIMA VITTORIA. SPERIAMO CHE ACEA PAGHI IMMEDIATAMENTE QUANTO DOVUTO AI COMUNI”

 

Con l’interpellanza del 19 Aprile scorsoSara Marcozzi (Capogruppo M5S) chiedeva al Presidente di Regione Abruzzo, Luciano D’Alfonso, se e quando la Regione avrebbe diffidato, come peraltro previsto dal regolamento regionale, la Società ACEA al pagamento degli arretrati dei sovra canoni BIM ai piccoli comuni. Il M5S aveva sollevato la questione dei crediti maturati, 9 milioni in complessivo e quasi quattro milioni di euro solo per le annualità 2013 e 2014, dai 60 Comuni abruzzesi e molisani appartenenti al Bacino Imbrifero Montano del Fiume Sangro nei confronti di Acea spa.

Regione Abruzzo, nel mese di aprile, dopo un paio di giorni dal deposito dell’interpellanza del MoVimento 5 Stelle, aveva diffidato Acea a pagare entro 30 gg quanto dovuto per l’utilizzo delle acque nell’impianto idroelettrico di Sant’Angelo, pena la decadenza della concessione.

Acea spa, contro tale diffida, aveva proposto ricorso d’urgenza dinanzi il Tribunale Regionale delle Acque Pubbliche presso la Corte d’Appello di Roma coinvolgendo i 60 Comuni creditori con lo scopo di far dichiarare come non dovuti i sovracanoni che gli stessi Comuni potrebbero utilizzare per opere ed infrastrutture in favore dei loro territori e dei loro cittadini.

Ebbene, con ordinanza del 25 ottobre 2016 il Tribunale Regionale delle Acque Pubbliche ha rigettato il ricorso presentato dalla potente multinazionale aprendo la strada ad un possibile provvedimento di decadenza dalla concessione ovvero al pagamento da parte di Acea spa di quanto dovuto ai Comuni delle aree interne abruzzesi-molisane.

“Sono felice che il Tribunale delle Acque abbia cristallizzato un concetto che per noi era chiarissimo” commenta Sara Marcozzi “ringrazio tutti quei Sindaci, in particolar modo, il Sindaco del Comune di Fallo che non si sono voluti piegare alle prepotenze del colosso ACEA nè alla inerzia della regione mettendo avanti a tutto l’interesse delle loro comunità. Auspico che anche quegli amministratori locali che sin ora sono restati inspiegabilmente a guardare, si attivino per recuperare quanto dovuto attraverso i decreti ingiuntivi”.

Si tratta di somme elevate che i Comuni, che negli ultimi due anni hanno subito drastici tagli dal governo Renzi, potrebbero destinare a interventi infrastrutturali che da anni attendono di essere eseguiti, somme importanti, a titolo esemplificativo e non esaustivo: Alfedena (AQ) € 295.000, Ateleta(AQ) € 279.000, Barrea (AQ) € 545.000, Castel di Sangro (AQ) € 401.000, Borrello (CH) € 345.000, Civitaluparella (CH) € 245.000, Civitella Alfedena (AQ) € 233.000, Fallo (CH) € 171.000, Fara S. Martino (CH) € 225.000, Gamberale (CH) € 206.000, Lettopalena (CH) € 171.000, Palena (CH) € 472.000, Opi (AQ) € 289.000, Montenerodomo (CH) 167.000, Pescasseroli (AQ) € 547.000, Pizzoferrato (CH) € 315.000, Quadri (CH) € 258.000, Villa S.Maria (CH) € 411.000 e tanti altri piccoli comuni ai quali farebbero comodo tali disponibilità.”Confidiamo a questo punto in un pagamento spontaneo di ACEA, se così non fosse, continueremo a supportare i piccoli comuni e quei sindaci che agiscono solo interesse dei cittadini abruzzesi” conclude Marcozzi.

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