Rapposelli:” Drammatica situazione della rete fognaria della città di Pescara, l’amministrazione faccia il suo dovere”


Riceviamo e pubblichiamo

 

“È avvilente il consigliere Stefano Casciano che firma comunicati scritti dal vicesindaco Blasioli senza neanche conoscere la materia che si azzarda ad affrontare. Quando Attiva spende 130mila euro per comprare uno spurgo che, per contratto, può utilizzare per pulire solo il primo tratto dei tombini, sperpera soldi e svolge un lavoro inutile se il Comune non impone ad Aca di bonificare dal fango e dalla melma le condotte interrate, rispettando, peraltro, la sentenza del Tribunale civile di Pescara. Questo lo sa il vicesindaco Blasioli, lo sa Attiva, lo sa Aca, peccato lo ignori il consigliere comunale Casciano che, oltre a ignorare i contenuti di sentenze, non si è neanche preoccupato di leggere i contratti di servizio di Aca e Attiva nei confronti del Comune. Però il consigliere Casciano parla senza contenuti”. È il commento del consigliere comunale di Forza Italia Fabrizio Rapposelli alle affermazioni del consigliere Casciano.

“Cercando di non preoccuparmi per le ‘tenerezze’ espresse nei miei confronti dal consigliere Casciano – ha detto il consigliere Rapposelli –, è avvilente e disarmante vedere come un consigliere comunale ignori contratti stipulati dal Comune con Aca e con Attiva, e come soprattutto ometta di svolgere compiutamente il proprio ruolo di controllo approfondendo la materia e andando quindi a documentarsi sui compiti spettanti ad Attiva e i compiti spettanti all’Aca, esponendosi invece a evidenti figuracce, firmando un comunicato stampa evidentemente non suo e che neanche ha letto. L’acquisto di un’autospurgo da parte della Attiva è cosa pregevole, peccato che oggi rappresenti una spesa inutile, ovvero uno spreco di risorse. Attiva, infatti, sulla base del contratto stipulato con il Comune, può pulire solo ed esclusivamente il primo tratto delle condotte, ovvero l’ingresso di tombini, caditoie e bocche di lupo. La pulizia delle condotte che permettono il trasporto e il deflusso delle acque di fogna e dell’acqua piovana, spetta per contratto all’Aca. A ribadirlo è stata la sentenza del Tribunale civile di Pescara che il 2 settembre scorso ha condannato l’Aca a pagare 39mila euro a titolo di risarcimento all’azienda Sisofo, con sede in via Marconi, accanto al Bar dello Stadio, per i danni subiti in occasione dell’allagamento registrato a fine luglio 2012. Nella sentenza il giudice ha ritenuto che la causa degli allagamenti delle attività commerciali e delle strade, in seguito al fenomeno temporalesco, sia stato determinato da una cattiva gestione della manutenzione ordinaria della rete fognaria della città, che ricade su Aca, sulla base di un contratto di servizio stipulato dal Comune di Pescara. Per accertare le responsabilità, fugando ogni dubbio, il giudice si è avvalso di consulenti d’ufficio che hanno aperto i tombini per ispezionarli, e hanno verificato che la le condotte sottostanti erano occluse per più del 60 per cento delle proprie capacità, dunque mai avrebbero potuto assorbire e lasciar defluire la pioggia, che puntualmente è stata ‘vomitata’ all’esterno. Alla luce di quella sentenza oggi il Comune avrebbe dovuto pretendere dall’Aca di attivarsi con i propri mezzi, non con un semplice autospurgo, per liberare la rete dei sottoservizi da quel 60 per cento di occlusione che alla prima pioggia comunque determinerà l’allagamento della città. E, allo stesso modo, dovrebbe pretendere dalla Attiva il regolare lavaggio delle strade e dei cassonetti, che a Pescara puzzano in maniera drammatica, e limitarsi alla costante rimozione del fogliame da strade e marciapiedi, lasciando, anzi pretendendo che Aca adempia ai propri obblighi contrattuali. Ma questo il consigliere Casciano, evidentemente, non lo sa, non si è preoccupato di reperire la citata sentenza, né tantomeno di andarsi a rileggere il contratto del Comune con Attiva. Se l’avesse fatto – ha aggiunto il consigliere Rapposelli -, probabilmente, avrebbe evitato le ‘tenere’ figuracce rimediate oggi, e piuttosto avrebbe suggerito al vicesindaco Blasioli una maggiore concentrazione sul proprio ruolo, piuttosto che esaltare l’attività ordinaria di una società in house che sta semplicemente svolgendo compiti per i quali è regolarmente pagata dal Comune e dai cittadini”.

 

Fabrizio Rapposelli

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